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giovedì, Marzo 30, 2023
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Senza assessori ma non senza politica. L’intervento del sindaco di Belluno Antonio Prade sulla mancata nomina in Regione di un assessore bellunese

Antonio Prade, sindaco di Belluno
Antonio Prade, sindaco di Belluno

“La mancata nomina di un assessore bellunese ha scatenato una ridda di reazioni – scrive il sindaco Prade in una nota – tutte critiche per quello che è stato ritenuto, giustamente, un insulto al territorio bellunese. Nelle dichiarazioni di questi giorni ho potuto leggere la disillusione, il rancore, l’umiliazione. Ma come: perché dopo tante promesse elettorali, un ceffone così secco? É inutile negarlo: tutti condividiamo che si è trattato di un passo indietro rispetto ad una tradizione di rappresentanza in Giunta regionale che durava da quarant’anni. Io però vorrei aggiungere alcuni spunti di riflessione su ciò che è accaduto e, soprattutto, su come possiamo cercare di stemperarne gli effetti. Dico subito, a scanso di equivoci, che non corro nella gara della ricerca dei capri espiatori. Mi pare francamente tropo banale raccontarci la storiella che un uomo solo aveva nelle mani la nomina di un assessore. Non valeva per il Presidente Zaia, figurarsi se valeva per Paniz o per Vaccari. Questa sono le bugie che si raccontano alle anime belle per sviare l’attenzione dalla verità. Io proverei ad andare oltre, senza dimenticare che con Maurizio Paniz il PDL ha iniziato a governare la Provincia e il Comune di Belluno, risultati importanti che gli vanno riconosicuti. Vero è, io credo, che ancora una volta il nostro territorio ha marciato in ordine sparso. Invece di fare squadra, ognuno ha lavorato per sé. Il PDL bellunese e la Lega bellunese hanno fatto lo stesso errore. Il giorno dopo le elezioni, proprio perché alleati ed entrambi sostenitori del nuovo governatore Zaia, consapevoli della assoluta importanza e delicatezza del passaggio, avrebbero dovuto pretendere da Venezia una cosa sola, forte e chiara: un assessore, non importa se della Lega o del PDL, però bellunese. Senza subordinate. Richiesta secca. Perché prima viene l’interesse del nostro territorio e dopo l’interesse dei nostri partiti. Invece le legittime aspettative di entrambi si sono elise reciprocamente e questo è il risultato. Come provare ad uscirne, visto che oggi non si torna indietro? Ripeto pubblicamente quello che ho detto in privato a Dario Bond: fai il capogruppo del PDL in Consiglio Regionale e pretendi anche la presidenza di una commissione importante. Saranno incarichi di alto prestigio che Ti consentiranno di avere un potere di iniziativa politica molto rilevante. La Regione Veneto non è solo la Giunta Regionale ma è anche e soprattutto il Consiglio Regionale, dove si fanno le leggi e si assumono i fondamentali impegni di indirizzo politico. Anche il nuovo statuto passerà di qua. Mi auguro che l’amico Matteo Toscani abbia un’ambizione simile o analoga. Le lamentele, umanissime e comprensibilissime, devono durare un paio di giorni. Da adesso si apre una nuova fase e non è detto che una porta chiusa non sia un’altra porta più grande che si apre. Spesso dipende in buona parte da noi”.

Antonio Prade
Sindaco di Belluno

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