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martedì, Luglio 23, 2024
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La lettera: uomini, cani e l’eutanasia

Sono un Medico Veterinario che qualche giorno fa ha detto “no” all’eutanasia di una cagnetta di 16 anni. Il motivo? La richiesta mi è stata fatta esclusivamente per eliminare il fastidio che comportava gestire la bestiola. Il suo stato di salute era pessimo: estremamente magra, con una grave infezione del cavo orale, presenza di noduli mammari multipli.. insomma un animale mal gestito e mai curato dignitosamente. Alla proprietaria (che non ho mai visto, perché il cane mi è stato portato da terzi) vorrei far sapere che il Comune di Santa Giustina, in cui risiede, ha approvato un Regolamento di Benessere animale che farebbe bene a visionare; inoltre la ringrazio, a nome della cagnetta, per la pessima qualità di vita che le ha riservato negli ultimi anni, di certo non poco dolorosa. Non ho soppresso il cane (che mi ha fatto pietà) per non essere complice di una tale vergogna e perché nulla di diverso la signora mi avrebbe permesso di fare, in termini di diagnosi ed eventuale terapia. C’è ancora chi si nasconde dietro frasi del tipo: “Ormai è vecchio, cosa lo curo a fare?”, “Un gatto non vale tutti questi soldi (riferito al costo delle cure mediche)”,  “Pensiamo prima ai bambini del Terzo Mondo che tutti i giorni muoiono di fame” (sempre gettonatissima!!). A queste persone voglio augurare di poter presto smuovere le proprie coscienze offuscate dall’indifferenza, per dire solo questo: la cultura di un popolo si misura anche dal rispetto che nutre verso gli animali (questa non l’ho inventata io). Ed è anche così che si può insegnare ai propri figli come perseguire il valore più alto, cioè il RISPETTO PER LA VITA, propria ed altrui: che si tratti di uomini o di animali non fa differenza. Monica De Col

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