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La lettera: sul taglio all’Isbrec, le considerazioni di Mario Svaluto Moreolo

Ho appreso  prima da alcuni consiglieri comunali, e poi  letto sul suo giornale l’ esito  del  voto del Consiglio Comunale di Belluno riferito all’ emendamento proposto da una parte della maggioranza a proposito del contributo a favore dell’ ISBREC (Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’ Età Contemporanea). Tale emendamento toglie in pratica 2/3 (da 15.000 a 5.000 Euro) del contributo previsto da una  Convenzione che regola i rapporti fra Comune e ISBREC sia sotto l’ aspetto dei servizi  che l’ Istituto deve rendere al pubblico, a laureandi, a studenti e a studiosi  che la parte economica.   E’  in vigore da 10 anni e prevede la sua risoluzione o la sua  modifica dopo opportuni accordi. Dal punto di vista formale dunque, il voto del Consiglio Comunale, lede questo contratto reciproco.
Ma quello che mi preoccupa maggiormente e dovrebbe anche preoccupare il Consiglio Comunale nel suo insieme e la stessa Comunità cittadina, è  la deriva, la degenerazione dei rapporti fra Enti, fra Partiti e fra gli stessi cittadini che hanno opzioni ideologiche e politiche diverse.
Io sono un vecchio “attrezzo politico”  che è entrato in Consiglio Comunale nel 1968 e ne è uscito nel 1993. Conseguentemente,  ho vissuto in prima persona tutte le tensioni, gli scontri duri, e anche durissimi, che avvenivano in quella Sede,  ma ho anche vissuto l’ esaltante esperienza del lavoro comune fatto in tantissime occasioni dai gruppi consiliari verso obbiettivi alti,  riguardanti la partecipazione democratica, la difesa dei valori resistenziali e costituzionali, la convivenza civile.
In quegli anni il Comune di Belluno dava un contributo all’ Isbrec per i suoi progetti di servizio al pubblico in base anche alla disponibilità di bilancio. Era uno di quegli atti considerati, per definizione, “delicati”.
Bene: ogni anno il provvedimento “passava” all’ unanimità. E sì, perché il Consiglieri comunali dell’ allora MSI (ovviamente considerati fascisti),  il prof. Bartolomeo Zanenga, il dott. Mario De Mattè , il prof. Paolo Serafini,  uscivano dall’ aula. La loro uscita non era un atto di indifferenza o addirittura di spregio, tutt’ altro.  La loro intelligenza, la loro preparazione culturale, il loro rispetto, comunque, verso l’ istituzione del consiglio comunale li portavano a considerare quel voto un mero atto amministrativo,  ritenendo che altre fossero le occasioni e i luoghi della battaglia politica. E lo dichiaravano.
Ora, non si può pretendere che questo alto livello di dignità permanga sempre  nell’ attuale contrapposizione livida.
Da quanto è accaduto in consiglio e, da quanto ho letto in  qualche puerile dichiarazione giustificativa,   traggo le seguenti  considerazioni.
alcuni  improbabili “cattolici democratici”  ed alcuni “marxisti immaginari” hanno consentito  la bocciatura del contributo all’ ISBREC, attuando credo,  una “vendetta trasversale” nei confronti dell’ Istituto e del suo progetto di trasformazione in Fondazione: la colpa degli iscritti è di aver, in sede di Congresso ,  liberamente e democraticamente eletto un direttivo non gradito ai succitati ed anche ad altri e accettato la presenza di nuovi soci non corrispondenti al loro modello,
si è preso un semplice voto tecnico-amministrativo e lo si è scagliato come corpo contundente verso un’ altra Istituzione per motivi di dissenso ideologico o di postuma vendetta. A guardar bene sembra che questa sia la prassi in uso nell’ attuale Consiglio Comunale che dovrebbe essere invece il più alto e nobile consesso della rappresentanza popolare e civile.
non ho presente, anche sforzandomi, che questi “indignati oppositori e rivendicatori della purezza antifascista, “  abbiano particolari meriti di studio, di ricerca, di elaborazione scientifica sul grande tema della Resistenza;
né  me li ricordo presenti o assidui,  in tutti questi anni al Bosco delle Castagne, in piazza il 17 marzo e  il 25 aprile, alla Chiesetta di “La Rossa” il Primo Maggio ed il 14 settembre, al Ponte San Felice, a Tambre, al “Pian de le femene”, in Cansiglio.
credo anche che questi Consiglieri nulla sappiano delle centinaia di ore di lavoro che l’ISBREC ha svolto nelle scuole di tutta la Provincia sui temi della Costituzione, della Resistenza, dell’Olocausto e dei diritti civili; e che ignorino il fatto che, tolti i contributi, saltano i servizi, compresa l’ ingente biblioteca aperta al pubblico e riconosciuta da Provincia e Regione, e comprese le consulenze gratuite di studio e ricerca. O, forse, non lo ignorano: forse è proprio questo ottimo lavoro che a loro dispiace, dato che sottolinea la carenza o i limiti del loro impegno.
Con questo scritto non intendo coinvolgere l’ ISBREC che prenderà le iniziative che riterrà opportune.
Cordiali saluti.
Mario Svaluto Moreolo
Membro del Direttivo e Tesoriere dell’ ISBREC
Componente del Coordinamento dell’ Oltrardo del Partito Democratico Italiano

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