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martedì, Settembre 29, 2020
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Sergio Reolon: “Ecco il federalismo della Lega al governo: 130.000 euro in meno a Cesiomaggiore, 103.000 euro in meno a Lamon, 70.000 euro in meno a Falcade”!

Sergio Reolon
Sergio Reolon

“Uno Stato che taglia ai nostri Comuni perfino la possibilità di spendere per la gestione ordinaria: è questo il federalismo? Arrivare alla bancarotta della montagna?” Così Sergio Reolon, candidato del Pd alle regionali, commenta il taglio dei trasferimenti dello Stato ai comuni di confine con le regioni a statuto speciale. “Dieci milioni in meno ripartiti tra Belluno, Verona, Vicenza, Brescia e Sondrio. Se a contare sono i fatti, ecco i dati: 130.000 euro in meno a Cesiomaggiore, 103.000 euro in meno a Lamon, 70.000 euro in meno a Falcade! E non è finita qui – prosegue il candidato bellunese alle elezioni regionali –  cosa dovranno fare per sopravvivere, questi Comuni? Tagliare le spese al volontariato, non riparare più le strade, non sostenere più alcun tipo di iniziativa per lo sviluppo locale? Insomma, non poter più garantire la vita e la dignità di chi abita in zone già difficili. Questo significa mettere le basi per un abbandono della montagna. Altro che salvare l’identità del territorio! Per anni la Lega Nord ha cavalcato l’idea del federalismo. Ma è da anni che Lega è a Roma, al governo, al potere. E il risultato è che oggi, di federalismo, non si parla nemmeno più nell’’agenda delle priorità. In compenso, arriva la mannaia dei tagli. Ma è dignitosa la situazione di una scuola che, per sopravvivere, deve ricorrere ai soldi dei genitori, alle cordate tra pubblici e privati, perfino per comperare una fotocopiatrice e dei libri di testo? La vicenda dell’Istituto comprensivo di Fonzaso fa sempre parte della stessa partita”. Per Sergio Reolon, il problema va affrontato in maniera definitiva. “In montagna non si è uguali alle altre parti, fare una strada costa tre volte tanto rispetto alla pianura. In questo momento – conclude l’ex presidente della Provincia

–  manca una visione strategica per il Bellunese. Non è possibile andare avanti con provvedimenti tampone che un anno ci sono e l’anno dopo no. Siamo un territorio che chiede di essere rispettato. Non siamo cittadini di serie b.

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