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Arriva l’annuncio elettorale: laghi e corsi d’acqua passeranno sotto la proprietà delle Province. Ma lo stabiliva già l’art.3 della Legge regionale n.2 del 2006

Nel corso della presentazione del documento sul Federalismo, oggi a Treviso nell’ambito del convegno “Per un Insieme Differente. In Veneto”, il presidente della Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del Federalismo Fiscale, prof. Luca Antonimi, ha annunciato che nella prossima primavera i laghi e i corsi d’acqua, compresi quelli inter-provinciali, passeranno sotto la proprietà delle Province. Peccato che l’attribuzione del demanio idrico e le relative risorse alla Provincia di Belluno dovesse già essere attuato ai sensi dell’art.3 della Legge Regionale n.2 del 2006 che la Regione Veneto ha costantemente rinviato! (*) E tuttavia, nonostante gli ingiustificati ritardi per la realizzazione di un vero federalismo, il presidente della Provincia Bottacin esulta dicendo che “Si tratta di una autentica rivoluzione. È esattamente quanto avevamo chiesto noi, insieme alle altre Province montane di Sondrio e Verbania, proposta alla quale ha poi aderito anche l’URPV. Il Governo ha dunque recepito le nostre istanze e a maggio, stando a quanto detto oggi dal professore Antonini (docente di Diritto Costituzionale all’Università di Padova), ci sarà la definizione precisa del decreto che passerà poi all’esame del Parlamento». Il provvedimento sarà valido anche per quanto riguarda gli assi fluviali come il Piave, che attraversa un intero territorio regionale – ha proseguito Bottacin – . Finalmente si procede lungo la via di assegnare alle Province sempre maggiori competenze, in linea con il percorso federalista che vede il Veneto in prima linea, viste le capacità economiche di cui dispone. Con quanto verrà attuato dal Governo, avremo il totale controllo del demanio idrico, esattamente come accade oggi per le Province autonome di Trento e di Bolzano”.

(*) Art. 3  Legge regionale 3 febbraio 2006, n. 2 (BUR n. 14/2006)
– Attribuzione alla provincia di Belluno delle funzioni relative alla gestione del Demanio Idrico e dell’introito di canoni ricavati all’utilizzazione del demanio stesso.
1. Alla Provincia di Belluno sono trasferite, nelle more dell’attuazione dell’articolo 4, comma 38, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004)”, le risorse equivalenti ai proventi dei canoni introitati dalla Regione per concessione di derivazione d’acqua a scopo idroelettrico, comprese le grandi derivazioni, nonché per concessioni di beni del demanio idrico rilasciate nell’ambito della Provincia di Belluno e sono destinate all’attuazione di interventi di sistemazione idrogeologica nel territorio provinciale, in conformità alla programmazione regionale.
2. Gli interventi da realizzare sono definiti mediante accordo quadro con la Regione, previa intesa con le comunità montane e i comuni.
3. Nell’accordo quadro tra la Regione e la Provincia di Belluno sono definiti gli interventi da attuare con le risorse quantificate sulla base dei proventi introitati nell’anno precedente a quello di riferimento.
4. Le modalità di trasferimento alla Provincia di Belluno delle funzioni di gestione del demanio idrico, sono definite con legge regionale da presentare, da parte della Giunta regionale, entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge. Qualora il Consiglio regionale non approvi detta legge entro il 31 dicembre 2007, le funzioni di cui al presente comma si intendono automaticamente trasferite. (1)
5. La quota non inferiore al 10 per cento di cui all’articolo 83, comma 3, della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112”, da attribuire alle altre Province del Veneto, è determinata sull’ammontare dei canoni introitati annualmente dalla Regione, detratto l’importo di cui al comma 1.

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