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Paolo Bello si presenta alle primarie indette dal PD bellunese in vista delle elezioni regionali

Paolo Bello si presenta alle Primarie di domenica 7 Febbraio indette dal PD bellunese per scegliere i candidati della provincia alle Elezioni Regionali di fine Marzo. La biografia di Bello: Sono nato nel 1961, ho vissuto a Chioggia (VE) dove ho conseguito la maturità scientifica e prestato il Servizio Civile come obiettore di coscienza presso la Caritas Diocesana. Mi sono laureato all’Università di Padova. Dal 1993 vivo a Belluno dove lavoro come Psicologo presso l’ULSS. Mi occupo in particolare di giovani, prevenzione dei comportamenti a rischio e situazioni di marginalità. Sono sposato con Elisa. Abbiamo 3 figli: Giulio (3 anni), Marta (22 mesi) e Maria (40 giorni). Non ho un percorso di partito alle spalle e provengo dalla cosiddetta società civile, ma sono stanco di assistere dalla panchina ad un gioco tattico che non vedrà mai protagonisti i bisogni dei cittadini
Non rappresento me stesso ma un progetto politico che propone il rinnovamento autentico della classe politica e il cambiamento radicale del metodo di gestione del PD e della cosa pubblica.
Citazione preferita
“La politica è la forma più alta ed esigente di carità”. (G.B.Montini)
Una frase che imbarazza chi fa della politica un mestiere, ma anche un monito per chi si disimpegna liquidando la politica come qualcosa di torbido. Ci piaccia o no, la politica determina il nostro domani.
Orientamento Politico
le attuali difficoltà del PD impongono un deciso cambio di rotta!
Il rinnovamento della politica passa attraverso l’impegno attivo di ciascuno.
Sono da 6 mesi iscritto al PD perché la mia sensibilità non trova rispondenza nella destra populista e connivente con l’intolleranza demagogica della Lega.
Il Cantiere PD e i Bellunesi Democratici
Da due anni, con un gruppo di amici di diversa estrazione, stiamo lavorando per creare un partito libero dell’egemonia dei personalismi, finalmente capace di elaborare proposte politiche condivise per il territorio e la sua gente.
Protagonisti, non portaborse
Questo percorso, che è aperto al contributo di tutti, non ha alcun riferimento in “uomini forti” della politica locale, né “tesserati fedeli”, ma si affida solo alle nostre idee, alla nostra passione e al contributo di tutti.

Ambiti di azione politica

Metodo
– Il partito è il luogo dei progetti attenti e pensati insieme, che disegnano obiettivi vicini alle esigenze della gente senza la necessità di ricorrere a costosi consulenti o amici di turno;
– Basta con la politica di professione. L’amministratore eletto non è il partito, ma ne interpreta, in un limitato periodo storico, il progetto.
– Netta distanza dall’idea berlusconiana dell’uomo politico che salva un popolo, nella convinzione che ognuno è protagonista del suo domani ed il contributo di ciascuno è prezioso e vitale.

Contenuti
Abbiamo sottoscritto il Programma del PD Bellunese, ma in particolare la nostra sensibilità si concentra su:
– Una attenzione privilegiata alla fasce di popolazione più debole che soffrono dell’attuale fase di crisi (precariato, immigrazione, anziani, disabili e coloro che il lavoro hanno perso o stanno perdendo), secondo i criteri fondanti della solidarietà e investendo in settori che hanno dimostrato in questa fase una tenuta occupazionale.
– Una attenzione costante sui temi del rilancio del lavoro, della qualificazione della scuola e della sanità in montagna;
– Una attenzione qualificata alle politiche giovanili in regione e provincia. Investiamo meno dell’1% delle risorse in favore dei giovani. Continuando così forse assisteremo alla ripresa del PIL ma vedremo spegnersi il nostro futuro. Il dilettantismo nelle azioni a loro rivolte rispecchia la povertà dell’intera nostra azione politica; è necessario un grande patto sociale tra tutte le forze politiche
– Una attenzione determinata alle politiche per la famiglia, perno della nostra comunità civile. Non è possibile che tutti parlino di attenzione alla famiglia e poi chi ha un reddito medio-basso non riesca a mandare i figli al nido. Sono possibili subito azioni semplici di sostegno: scorporo di pannolini/loni dalle tasse sui rifiuti, sgravi fiscali, accordi col settore del commercio, ecc.
– Investire sulla tutela dell’ambiente insieme alla salvaguardia del territorio montano partendo dalla valorizzazione delle sue vocazioni naturali e delle sue risorse umane, come i giovani laureati che devono avere la possibilità di mettere a frutto le proprie capacità qui, nella loro terra che di loro ha bisogno.
– Una riflessione approfondita e condivisa, nel partito e nelle comunità locali sui temi dell’autonomia. È importante rivendicare maggiori risorse per la nostra specificità, ma nel frattempo possiamo migliorare la nostra condizione con le risorse che abbiamo
APPROFONDIMENTI

1. Azioni di dimostrata efficacia
Riduzione dello spreco del denaro pubblico pensando solo a progetti la cui EFFICACIA SIA DIMOSTRATA. Chi di noi acquisterebbe mai un prodotto senza aver verificato che funzioni veramente? Chi prenderebbe un medicinale inefficace? Nel mio lavoro vedo lo spreco di risorse destinate a progetti non “testati” e finanziati a scopo puramente clientelare.

2. Sanità
a. Quando è stata fatta la normativa sui ticket (che prevede alcuni casi di esenzione come lo stato di disoccupazione, età >65 anni con reddito inferiore a 36.000, etc. etc.) evidentemente non esistevano i precari. Un trentenne che guadagna 7000 € lordi/anno non è esente, perché ha meno di 65 anni e non risulta disoccupato. Le regioni hanno potere “migliorativo” di questa normativa (la Regione Toscana paga tutto: non esiste il ticket)
b. Attenzione ai servizi socio-sanitari nelle piccole realtà partendo da una grande trasformazione culturale che metta in secondo piano i campanilismi. Non possiamo pensare di avere tutti i servizi dappertutto. Dobbiamo essere capaci di tessere una rete di solidarietà tra piccole realtà e fare proposte che razionalizzino le risorse abbandonando inutili prove di forza con l’amministrazione sanitaria regionale.

3. Sobrietà nei costi della politica
La politica è un servizio, non una fonte di reddito. È indispensabile adeguare gli emolumenti dei consiglieri regionali a quanto deciso in Europa. Oggi questo sembra irraggiungibile anche perché ciascun consigliere contribuisce al sostentamento dei partiti. In situazione di crisi, questo è ancor più inaccettabile.

4. Giovani
a. In Italia investiamo lo 0,27% dei bilanci comunali per iniziative rivolte ai giovani. Continuando così vedremo forse crescere il PIL ma vedremo spegnersi il nostro futuro;
b. Da 17 anni lavoro con i giovani ed con il disagio ed ho sempre trovato: grande attenzione, umiltà ed apertura dalle amministrazioni di centro-destra; grande chiusura e sufficienza da quelle di centro-sinistra. Siamo incompetenti e lo dimostriamo spesso fino in fondo!
c. Offrire agli amministratori occasioni “formative” per non navigare a vista sui temi delle politiche giovanili;
d. Basta con le politiche frutto di sondaggi su facebook, ma senza anima. Ci vogliono politiche che siano frutto di una seria riflessione: chi sono i giovani, quale futuro si prepara per loro, quali sono i loro problemi e le loro risorse e potenzialità. E soprattutto è necessaria un’alleanza trasversale agli schieramenti per superare le fatiche imposte dalla conformazione del territorio e dallo spezzettamento dei comuni

5. Famiglia
Tutto deriva dalla concezione che abbiamo di uomo e di territorio che l’uomo vive. Il sostegno alla famiglia sarà reale se veramente crediamo che sia la cellula fondante la società. Allora sarà naturale pensare a strategie per favorire la nascita dei figli, la loro educazione e il loro accompagnamento a tutti i livello (sgravi fiscali, incentivi, accordi con il settore del commercio, miglioramento trasporti e scuola, …)
a. lo scorporo dei pannolini e pannoloni dalle tasse dei rifiuti;
b. facilitazioni REALI negli acquisti e nelle attività del tempo libero;
c. asili nido che chi ha reddito medio-basso deve potersi permettere (specie se fa + figli)

6. Immigrazione e Integrazione
a. La società multietnica è un dato di fatto, non una cosa da cui difendersi. Se abitassi nel sahel sud Sahariano e vedessi morire i miei figli di stenti farei di tutto per evitarlo. Con questo elemento dobbiamo confrontarci, che ci piaccia o no.
b. O crediamo che ogni uomo sia nostro fratello oppure io non riconosco più questo modello di civiltà. Che merito ho io per essere nato nel nord sviluppato del mondo?!!!

7. Lavoro, occupazione e risorse del territorio
a. Occhialeria. Faccio un semplice ragionamento da abitante di questo territorio: l’occhialeria ha dato tantissimo lavoro alla nostra gente creando prodotti a prezzi decuplicati che hanno distribuito una ricchezza di cui il territorio ha beneficiato solo in parte. Poco è stato reinvestito in settori “altri” dove, ad esempio, le risorse naturali avessero un ruolo centrale.
b. I grandi impianti di risalita per lo sci di massa richiedono enormi risorse per la manutenzione e per l’innevamento artificiale. Quando lo sforzo risulta insostenibile entra in crisi tutto l’indotto (alberghi, commercio, stagionali, …). È necessario ripensare all’offerta turistica e di sport invernale in chiave aggiornata (dallo sci di discesa alle ciaspe).
c. È necessario facilitare investimenti, orientare la ricerca e organizzare la formazione dei giovani nella direzione di un utilizzo moderno delle ricchezze naturali del nostro territorio, puntando al “turismo 12 mesi” che, per sua natura, mette in moto un indotto diversificato (agriturismo, albergo diffuso, ecc.)

8. Autonomia
Ecco la provincia di Belluno!
n° 17 comuni con meno di 1000 ab., di cui 11 con meno di 600 ab.
n° 17 comuni con popolazione compresa tra 1000 e 2000 ab.
Fanno 34 e ne restano 35 con popolazione tra 2000 e 36509.
Quale credibilità può avere una comunità locale spezzettata e divisa su tutto quando rivendica un qualche tipo di autonomia?
L’Autonomia può venir realizzata solo contestualmente all’accorpamento di più comuni, con razionalizzazione dei servizi e l’ottenimento di economie di scala tali da facilitare appunto il federalismo-autonomia (v. federalismo in Germania realizzato con l’accorpamento di piccole realtà a formare comuni con almeno 7000 ab.); ci saranno da demolire parecchi Campanili, ma può essere l’unico strumento concreto ed efficace.

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