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Lo Statuto delle piccole imprese: una rivoluzione culturale

Luigi Curto
Luigi Curto

Grande soddisfazione dell’Unione Artigiani e Piccola Industria di Belluno per il disegno di legge sottoscritto da oltre 120 deputati. Meno ostacoli e più centralità per le micro e piccole e medie imprese. Quello che è stato depositato alla Camera è un disegno di legge davvero importante: a firmarlo oltre 120 deputati, sia di maggioranza (tra cui il bellunese Gidoni) che di opposizione, che dovrebbe seguire una corsia preferenziale per l’approvazione, considerato, tra l’altro, che è a costo zero.
“E’ la prima iniziativa che viene messa in campo per attuare anche in Italia lo Small Business Act – dice Luigi Curto, Presidente dell’Unione Artigiani e Piccola Industria – vale a dire di quel pacchetto di proposte che l’anno scorso la Commissione Europea ha approvato, stabilendo un principio fondamentale: “innanzitutto pensare in piccolo”. La proposta di legge che speriamo sia approvata al più presto dal Parlamento italiano accoglie questo principio e lo traduce in alcuni importanti misure.”
Nei 23 articoli in cui è articolata la proposta di legge sono contenuti alcuni principi importanti per le micro e piccole e medie imprese, tra cui l’obbligo per tutte le istituzioni, sia nazionali che locali, di valutare preventivamente l’impatto delle norme sulle piccole aziende. “Ma c’è molto di più – sottolinea il presidente dell’UAPI. C’è, per esempio, l’obbligo per le Amministrazioni Pubbliche di pagare al massimo entro 90 giorni. C’è la riserva del 30% a favore delle piccole imprese negli appalti pubblici. E poi diventano strutturali le agevolazioni fiscali a favore delle nuove imprese giovanili e femminili. Dal punto di vista fiscale, poi, ci sono tre principi importanti: la differenziazione della tassazione degli utili, un maggior vantaggio a persone fisiche o giuridiche che investono capitali di rischio nelle piccole e medie imprese, il divieto per lo Stato di pretendere versamenti da un’impresa se è debitore della stessa.”Insomma un pacchetto legislativo di grande respiro, a “costo zero”, ma dai contenuti così innovativi da poter fare all’economia un salto di qualità. “Si passa dalla politica del sospetto a quella della fiducia – conclude Curto. Dalla politica che doveva andar bene a tutti ciò che andava bene alla grande impresa a una politica molto più responsabile, che pone giustamente la piccola dimensione al centro dell’attenzione. Se sarà approvato, come auspichiamo, questa proposta di legge instaurerà un nuovo principio: solo quello che va bene alla piccola impresa, va bene a tutte le imprese!”.

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