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Un sabato appeso a un Filo: Portici Inattuali Installazioni Urbane e La città danza

Serata all’insegna dell’emozione quella che giovedì ha inaugurato la quindicesima edizione del Filo d’Arianna Festival. Il caldo abbraccio del numeroso pubblico, che ha esaurito i posti disponibili all’Auditorium Comunale, ha salutato l’avvio della manifestazione che proseguirà nel pomeriggio di domani, sabato 5, prima con l’inaugurazione della Sezione Arti Visive e poi il percorso di danza urbana La città danza.
Ecco il programma dettagliato delle giornata di sabato 5 settembre.
Alle ore 16:00 presso i Giardini di Sottocastello inaugurazione, per la Sezione Arti Visive, di Portici Inattuali Installazioni Urbane, a cura di Gaetano Ricci e Giorgio Vazza con il contributo critico di Luca Bochicchio. A seguire il percorso tra le opere con gli artisti ospitati dal Filo 2009: Donato Maria Bortolot con Noi lasciamo le impronte o le impronte lasciano noi?, Shuei Matsuyama con Shin-On e Franz Stahler con Collier. Donato Maria Bortolot ha pensato per il Festival un’installazione invisibile e totale; tutto inizia con un messaggio elettronico lanciato al viaggiatore distratto, un girone dantesco contemporaneo il cui varco è rappresentato dalla scala mobile che, dal ventre del centro storico, catapulta nel cuore del città. L’opera di Franz Stähler, posizionata proprio all’uscita delle scale mobili, è un collier forgiato nel metallo. Una scultura monumentale in continua evoluzione rispetto all’ambiente e, soprattutto, all’identità e alla memoria di una comunità. Shuhei Matsuyama con Shin-On, posizionato sotto il portico della Prefettura, riesce invece a infondere alle sue installazioni ambientali la leggerezza e la pregnanza di un visibile materiale decantato dalle impurità; un lavoro che procede per sintesi e completamento dello spazio, attraverso il progressivo avvicinarsi di colore e materia all’equilibrio del respiro: alternato scambio tra interno ed esterno che vibra sino a farsi suono. Subito dopo, alle ore 17.00, prenderà il via La città danza un progetto di danza urbana per la città di Belluno che, in un percorso da piazza Duomo a piazza Martiri, ridisegnerà i luoghi del Centro Storico attraverso l’itinerario Dance Raids al quale si unirà anche la bellunese Laura Zago, con Calicante. In Dance Raids si susseguiranno i cinque giovani coreografi finalisti del Premio per la Giovane Danza D’Autore della Regione del Veneto 2009. Silvia Gribaudi con A corpo libero un progetto che nasce e si sviluppa con il percorso Gd’A Veneto 2009 all’interno del quale in un tempo e in uno spazio urbano una giovane donna scopre l’inadeguatezza che in ogni istante tenta di superare per ricercare quella libertà a cui aspira. Alberto Cacopardi con Ci vuole il fiore-Urban. In un costante dialogo con l’architettura e l’ambiente circostante si sviluppa una danza che porta alla scoperta del corpo, delle ossa, dei muscoli e della pelle. Il lavoro nasce da una esplorazione della sfera istintuale, si sviluppa da riflessioni sull’essere bambini e sulla crescita in cui si esprime un’elevata capacità di articolare ragionamenti complessi, che talvolta rischiano di ingabbiare l’uomo contemporaneo. Marianna Batelli e Alessandro Rossi in Plastik Life. In scena due partner, figure plastificate immutabili, in bilico tra schemi di quotidianità e improvvisazioni oniriche. La crisi di entrambi si sviluppa parallelamente e confonde reale e surreale. Tra ironia e clichè i protagonisti sono costretti alla ricerca affannosa di una verità, che non esiste se non nel tentativo della reciproca comprensione. Giuliana Urciuoli in Stasi. Una danza che evoca il riverbero prodotto da un pensiero ricorrente, da un’indecisione, da un tenersi al confine tra il dire sì e il dire no. È la traccia di una frenesia che esplode dentro e di un’immobilità che vuole farsi sentire. Francesca Foscarini con Urban Kalsh, una performance nata dalla riflessione intorno all’idea di abbandono e come questa condizione si traduce al corpo e al suo movimento. Abbandono come rinuncia, cedimento, non resistenza, riduzione della presa sul mondo e il conseguente sprofondare al suolo. Il Dance Raids terminerà in piazza Martiri dove il percorso di danza urbana proseguirà con Calicante, una coreografia della bellunese Laura Zago (nella foto) selezionata dal Festival OrienteOccidente per il Concorso Coreografico Città di Rovereto Danz’è che a Belluno sarà interpretata da quindici danzatori (Laura Barluzzi, Valentina Bee, Alessia Bez, Silvia Cattaruzza, Tania Cuscire, Assen Dal Farra, Monica Dal Pont, Costanza De Bona, Nikita De Martin, Lisa Entilli, Elisa Fontana, Nathalie Fontanella, Giulia Rocco, Nadia Selva, Giorgio Tollot), musica Ceccarelli, Zelwer e Bremnes, elaborazioni musicali Marco Valentino. Calicante è il fiore simbolo dell’amore spirituale e della nascita. La coreografa Laura Zago si ispira al miracolo della vita che stravolgere le emozioni, richiamando prepotentemente all’essenza di ciò che si è e al senso dell’agire… Un piccolo battito che risuona fin dentro l’anima e che, come la fioritura inattesa e portentosa del Calicanto, insegna il tempo dell’attesa, dell’incontro e della creazione…
È l’ascolto di un essere intimo, in tutte le sue forme, con i suoi tempi, i suoi ritmi, le sue necessità. È la ricerca di se stessi nell’atto del donarsi e la possibilità di trovare l’essenza della propria azione in un concerto di movimento circolare senza fine, oltre i propri confini. Dall’11 al 13 settembre al Teatro Comunale di Belluno, è in programma Polvere ovvero la storia del teatro, un progetto di Daniela Nicosia. Il Filo d’Arianna Festival è organizzato da Tib Teatro per la direzione artistica di Daniela Nicosia, con Fondazione Teatri delle Dolomiti, Comune di Belluno, Provincia di Belluno, Regione del Veneto e Ministero per i Beni e le Attività Culturali. INFO 0437-950555 info@filodariannafestival.com

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