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domenica, Febbraio 28, 2021
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Di Pietro: “Chi è stato fascista rimane fascista!”

“Nel Ventennio Benito Mussolini è andato al potere perché ha cortocircuitato l’informazione! Oggi si sta cercando di addormentare le coscienze con le veline e quant’altro!” Lo ha detto questa mattina Antonio Di Pietro, presidente dell’Italia dei Valori, al Centro Giovanni 23mo di Belluno dove è intervenuto per la presentazione del candidato dell’Idv alle Europee Gustavo Franchetto, veronese, consigliere regionale. E per sostenere la candidatura di Sergio Reolon alla presidenza della Provincia. “Crediamo nel bipartitismo e nell’alleanza con il centrosinistra – ha detto l’ex magistrato di Mani pulite – perché oggi c’è molto bisogno di fare opposizione”. Lucido e realista, Di Pietro non ha risparmiato le sue critiche alla scelta di Berlusconi di trasferire il G8 da La Maddalena in Sardegna a L’Aquila. “Una scelta da Paese delle meraviglie! Io sarei felicissimo – ha detto – se ciò corrispondesse a un reale vantaggio per l’Abruzzo. Ma finito il G8 non rimarrà nulla. E non è nemmeno vero che si risparmiano dei soldi, perché a La Maddalena sono già stati spesi 200 milioni, e altri 300 ne serviranno per allestire la rappresentazione del G8 in Abruzzo; come una sfilata dei vecchi regimi nelle piazze, mentre tutto intorno crolla”. Un’altra stoccata Di Pietro la riserva per la commemorazione del 25 aprile. “Chi è stato fascista rimane fascista! Per rispetto di chi ha fatto la Resistenza, non si può mistificare la realtà. E chi oggi partecipa alla commemorazione, non avendolo fatto nei 14 anni precedenti, è solo uno che mistifica la realtà”. Altro affondo sugli stanziamenti, che Di Pietro paragona agli otto milioni di baionette di Mussolini. Sempre quelle. (probabilmente erano le famose “vacche di Mussolini”, quelle che venivano spostate da un podere all’altro, all’arrivo annunciato del Duce ndr). “I 300 milioni della Sardegna stanziati per i lavori, sono sempre quelli, che hanno tolti a La Maddalena e poi dati alla Marcegaglia per costruire gli alberghi”. L’ex pm conclude con una battuta sul federalismo, chiedendosi cosa sia stato fatto realmente finora? Il microfono passa a Franchetto, che si presenta al pubblico bellunese e sottolinea le battaglie in Regione insieme a Guido Trento per la montagna. Tocca quindi a Sergio Reolon, che ha ringraziato Di Pietro di esser venuto a Belluno, come nel 2004 quando aveva contribuito alla sua elezione a presidente della Provincia. “Sono fiducioso – ha detto Reolon – per quanto riguarda la sfida elettorale di Belluno. Innanzitutto per lo spettacolo offerto dal centrodestra, telecomandato da Arcore e da Roma, oltre che ostaggio delle frammentazioni e dei particolarismi locali. Ma la mia fiducia nel risultato deriva principalmente dal lavoro che abbiamo fatto. Dal riconoscimento della Provincia di Belluno al di fuori dei nostri confini e di tutto ciò che siamo riusciti a portare a casa in questi quattro anni. Come i 63 milioni per la realizzazione del traforo di Col Cavalier. Grazie alla nostra coalizione, caratterizzata da una grande coesione al suo interno. E questo perché in cima ai nostri pensieri c’è sempre stato il territorio. E non le spartizioni e la politica spettacolo! Il governo Prodi aveva messo 35 milioni per le aree di confine. Ebbene, l’attuale governo Berlusconi li ha tolti!” Finale in crescendo di Reolon che si scaglia contro il mancato recepimento dell’autonomia nello Statuto regionale. “Il nostro obiettivo è quello di conquistare nello Statuto della Regione, l’autonomia della Provincia di Belluno. E se qualcuno cercherà di impedircelo – ha concluso Reolon –  chiamerò tutti i bellunesi a manifestare a Palazzo Ferro Fini in Regione. Fino a rovesciare i cassetti delle scrivanie e i mobili. Se sarà necessario”.

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