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Risparmiatori truffati banche venete. Il rimborso parziale previsto dal Governo rischia di essere per pochi privilegiati * di Enzo De Biasi

Set 10th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

Enzo De Biasi

Il rimborso parziale previsto dal Governo rischia di essere per pochi privilegiati, se non viene dato il tempo necessario a tutti per fare la richiesta a Consob e non si aumenta al 100% il ristoro concordato in sede di arbitrato ACF (Autorità delle Controversie Finanziarie). Integrazioni minime e necessarie a seguito dell’emendamento presentato dai relatori 5 stelle per conto della maggioranza alla legge 205/2017, commi 1106-1107-1108.

In data 05 settembre le Commissioni I e V della Camera su proposta dei relatori di maggioranza V. Baldino e G. Buonpane, hanno accolto le seguenti modifiche al testo della vigente legge in materia di ristoro ai risparmiatori truffati:

1-bis. All’articolo 1 della legge 27 dicembre n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1106, dopo le parole: «con sentenza del giudice» sono inserite le seguenti: «con pronuncia dell’Arbitro per le controversie finanziarie (ACF)»;

b) al comma 1107, le parole: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 gennaio 2019» e sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:

«Nelle more dell’adozione del decreto di cui al presente comma, i risparmiatori di cui al comma 1106 già destinatari di pronuncia favorevole adottata dall’Arbitro per le controversie finanziarie (ACF) possono avanzare istanza alla CONSOB, secondo modalità dalla stessa stabilite entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e pubblicate sul sito internet istituzionale dell’Autorità, al fine di ottenere tempestivamente l’erogazione, nella misura del 30 per cento e con il limite massimo di 100 mila euro, dell’importo liquidato. A tale fine il fondo di cui all’articolo 32-ter.1 del decreto legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998, la cui finalità nel limite di 25 milioni di euro è estesa anche alle esigenze di cui al presente comma, è integrato per l’importo di 25 milioni di euro mediante corrispondente riduzione delle disponibilità, per l’anno 2018, dell’autorizzazione di spesa di cui al citato comma 1106».

Considerazioni e suggerimenti

La lettura dell’emendamento in questione comparato alla medesima disciplina presente nel testo vigente, porta in tutta evidenza la volontà palese dei partiti di maggioranza di dare una “mancetta, ovvero piccolo obolo ai caduti in disgrazia economica” destinato a chi – a suo tempo – ha scelto di procedere con l’arbitrato di una sezione della Consob ovvero dell’Autorità per le controverse finanziarie (ACF), rispetto ad altre soluzioni offerte dalla legislazione, ma soprattutto, rinviando ancora una volta nel tempo e nella finanziaria che verrà l’adozione di un decreto governativo ex comma 1107 super atteso da decine di migliaia di truffati fin da marzo 2018. Su questa vicenda, la stampa padronale, Sole 24 ore in testa e non solo, applaude al tempismo ed alla capacità d’intervento dell’Esecutivo pro-tempore in carica, curiosa coincidenza.

Aggiungere alla via giudiziale e ad ANAC, anche Consob-ACF, è davvero una scelta censurabile dato che premia uno degli attori andato in scena nella tragedia del risparmio tradito e concausa del disastro realizzato dalle banche verso i risparmiatori, risultato peraltro emerso dalla conclusione dei lavori della “Commissione Parlamentare d’inchiesta” istituita ad hoc ed esistente nella precedente legislatura. Sommare Consob ad ANAC, entrambi deputati a rimborsare significa spezzare la regia unica incardinata dalla legge vigente; inoltre ANAC è credibile essendo un’agenzia terza, indipendente ed irreprensibile, può dirsi lo stesso per CONSOB ?

La previsione di una percentuale miserrima, 30% e la cifra € 100.000 quale limite massimo dell’importo liquidato, contrastano con i dati finanziari già a disposizione oltre che interpretare in senso inutilmente restrittivo -senza reale motivo- quanto consente il testo vigente.

L’affidamento diretto alla stessa Consob di come disciplinare le modalità di rimborso non precisa -hic et nunc, qui e subito- la possibilità di accedere fissando che il termine inziale per la presentazione delle nuove domande debba decorrere dall’entrata in vigore del testo cosi rinnovellato per almeno i successivi 365 giorni ovvero di 1 (uno) anno.

ACF per rispondere alle domande di arbitrato dei richiedenti, si riserva fino a sei mesi, ciò vuol dire che quelle avanzate a luglio potrebbero non essere concluse prima di novembre 2018.

In assenza di coerenza e trasparenza su questo delicato argomento, da inserire in chiaro nel redigendo testo di legge, l’emendamento della maggioranza sembra fatto apposta per chi (e sono poche centinaia di casi) ha già la pronuncia in tasca. Le dichiarazioni rese alla stampa da parte del Sottosegretario Bitonci (Lega) che ci sarà tempo fino a tutto novembre, considerati l’iter procedimentale , la tempistica di ACF e l’esiguità dei numeri degli aventi titolo già noti, confermano che c’è benevolenza per alcuni e diniego per tantissimi altri. In pratica, il Governo vuole dividere i risparmiatori in due sottocategorie, tra quelli risarcibili subito con percorso privilegiato, residenti in una determinata area regionale e quelli che resteranno a bocca asciutta in attesa della befana del prossimo anno, se questa verrà.

In linea con la disciplina vigente, occorre non precludere la facoltà di integrare ulteriormente e successivamente alla pronuncia ed alla liquidazione ACF, la componente economica non ancora soddisfatta avanzata dal risparmiatore fregato.

Da una prima sommaria ricognizione dei bollettini ACF il liquidabile al richiedente si attesta -mediamente- sui 27.000,00 € per un importo medio richiesto di € 54.000,00; ciò significa che con un rimborso statuito del 30% l’accredito è pari ad € 8.100,00 cui vanno dedotte le spese professionali (avvocato e/o commercialista), ovvero altro 15% restando in tasca al defraudato dalle banche non vigilate accuratamente da chi doveva farlo € 6.885,00, semplicemente assurdo ed inaccettabile!!!

Certamente verranno risarciti i 540 casi Veneti od i primi tra questi, il cui costo graverà sul bilancio statale per € 4.374.000,00 e con qualche altra decine di unità sparse nella penisola italica potranno essere rimborsati 5.0 forse 5.5 Milioni di €, risparmiando risorse pubbliche -sulla pelle dei derubati dalle banche nonché dei ritardati nel loro ristoro dal Governo in carica- , mentre si tenta di convincere l’opinione pubblica affermando che questo è “il primo passo…altri ne seguiranno ”. Chissà quale radioso avvenire è riservato al popolo che sogna il cambiamento, se questo è l’antipasto!

L’emendamento mette a disposizione i 25 milioni di € della legge 205/2017, si segnala che impegnando tale cifra indicata in bilancio e prendendo la media fissata dagli arbitrati finora conclusi, le posizioni accoglibili sono in numero di 3086, a condizione che la decorrenza dei termini abbia inizio e duri un anno solare a cominciare dal giorno di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della conversione in legge del c.d. “decreto milleproroghe”.

Inoltre, da novembre di quest’anno i titolari dei conti dormienti non possono più richiedere indietro i loro soldi “dimenticati”, liberando soldi erogabili per una prima tranche di circa 700 milioni ed a seguire per una somma complessiva di 1 (un) miliardo e 600 milioni, il tutto è già in cassa dello Stato. La prima quota è in grado di soddisfare 86.419 risparmiatori truffati, mentre l’importo in toto nei prossimi tre anni può pagare 197.530 domande accoglibili e liquidabili. È un’operazione a costo zero per le finanze pubbliche, il Governo ed il Parlamento vogliono decidere di fare qualcosa di serio ed opportuno pro-risparmio tradito e beffato??

Infine, con insistenza e per non passare per fessi – necessita che in sede di discussione in aula il rimborso sia elevato dal lacrimevole 30%, al 100% per 100% della pronuncia definita e definitiva accordata in sede ACF, ricordando -ancora una volta- che sovente è la metà di quanto concordato ed in alcuni casi, anche meno della metà.

Enzo De Biasi-Team Codacons

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