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martedì, Agosto 4, 2020
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Marco Anzovino a Liberal Belluno: “C’è una sola strada per raggiungere la felicità, bisogna fare fatica”

“Noi viviamo se qualcuno si accorge di noi”. Lo ha detto Marco Anzovino, educatore e musicista, all’incontro organizzato dall’Associazione Liberal Belluno all’interno della rassegna culturale “Conversazioni in Taverna” che si è tenuto nell’omonimo ristorante in centro Belluno giovedì 26 ottobre. La serata, per la presentazione del libro “Le tre ragazze al terzo piano”, è stata condotta da Enrico Roni, con l’introduzione della presidente di Liberal Rosalba Schenal.
“Da 13 anni io vivo nel cuore di altri – ha detto Anzovino – nella comunità di tossicodipendenti «Villa Renata» a Lido di Venezia. All’inizio avevamo uomini dai 40 ai 50 anni. Oggi, a distanza di una decina d’anni, i 30 posti letto sono occupati da 14 ragazze e 16 ragazzi. Il più giovane ha 25 anni. Il terzo piano è dedicato alle ragazze che hanno conosciuto la violenza, la strada, l’autodistruzione. E tanti pianti, sorrisi, confidenze. Non regalate oggetti, loro hanno bisogno del nostro tempo”.
“Anna viene dall’Alpago, ha studiato a Padova e dice: qui suonano tanti allarmi dagli appartamenti, dalle auto, ma nessuno va a vedere cosa sia successo. Figuriamoci se qualcuno scolta il mio allarme”.
“Noi che facciamo questa professione – prosegue Anzovino – abbiamo un solo obiettivo, diventare inutili”.
“Non sono mai andato a trovare quel preside, quella professoressa che mi ha cambiato la vita. Ho scritto libri. Noi siamo qualcosa se ci sono gli altri. Se pensate ai vostri momenti felici, infatti, era quando eravate con gli altri. E dunque regalate il vostro tempo”.
“Abbiamo un mondo di ragazzi che non sta vivendo che è fuori dalla realtà – ha proseguito Anzovino alternando il racconto della sua esperienza di educatore ad alcuni brani da lui stesso composti – perché abbiamo raccontato loro che per vivere basta cantare e ballare e non serve studiare. Li abbiamo fregati! In una classe di 15enni ho chiesto se qualcuno di loro fosse mai andato a fare la spesa da solo. Nessuno. Siamo arrivati a un livello di inabilità! Perché li vogliamo così handicappati? Un giorno dovranno presentarsi a un colloquio di lavoro, come faranno”?
“Nei primi due mesi in comunità quando arrivano, i ragazzi non hanno contatti con i genitori – racconta Anzovino – a scrivere sono sempre i nonni. Anna, una delle tre protagoniste del libro, quando pensa alla famiglia pensa al nonno. Anna porta con sè la paura di essere dimenticata. All’Università di Padova Anna scrive e studia. Studia e controlla il cibo, per mangiare sempre meno. Anna annota nel suo diario i viaggi nel silenzio in auto con il padre, che ha un’altra famiglia. Anche la madre ha un’altra famiglia, come avviene oramai di frequente”.
“C’è un mondo di ragazzi che non è più maschio e femmina. Tutti con lo smartphone sulla destra e il bicchiere di spritz sulla sinistra. Si gareggia con gli oggetti. La ragazza si comporta come il maschio, fuma lui, fuma lei. Ma sono solo io che sento bestemmiare le ragazze? D’accordo, l’abbiamo fatto tutti, ma una volta quando c’era una ragazza nel gruppo ti comportavi in un certo modo”.
“La strada per la felicità è una sola – conclude Anzovino – bisogna fare fatica per conquistarsela”.

Marco Anzovino, pordenonese, classe 1979, assistente sociale, educatore nella Comunità per il Recupero di tossicodipendenti «Villa Renata» (Lido di Venezia), cantautore, musicista, produttore. Tre album a suo nome, vincitore di numerosi concorsi nazionali con brani di sua composizione. Chitarrista e percussionista nella band del fratello Remo. Vanta collaborazioni con Gino Paoli, Fabio Concato, Iskra Menarini, Luisa Corna, Princezito e altri. Turno di notte (Libro e CD) è stato il suo primo libro.

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