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Starace era un pederasta passivo. Nelle carte segrete del duce svelate dagli archivi di Kew Gardends da Giovanni Fasanella, si frantuma il mito del fascismo

Feb 22nd, 2015 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Cronaca/Politica, Prima Pagina

giovanni fasanella liberal bellunoCamillo Benso conte di Cavour, primo presidente del Consiglio dei ministri del Regno d’Italia nel 1861 venne ucciso, avvelenato con un infuso di cianuro, dai suoi medici. Lo scrive l’ambasciatore britannico a Torino in una relazione conservata al National Archives di Kew Gardends di Londra nella contea del Surrey, nel fascicolo del Duce, contenente migliaia di documenti.
Lo ha rivelato Giovanni Fasanella, giornalista investigativo e scrittore, nel corso della presentazione del suo nuovo libro scritto con Mario J. Cereghino “Le carte segrete del duce” che si è tenuta sabato al Centro Giovanni 23mo di Belluno organizzata dall’Associazione Liberal Belluno.
Ed è grazie a questa minuziosa ricerca, se oggi possiamo vedere attraverso le carte, la vita, le trame, i complotti le degenerazioni e le perversioni del potere. Una gigantografia del Ventennio scattata dallo stesso Mussolini e dalla sua polizia, attraverso la rete di informatori. L’immagine che esce è quella di un regime assai diverso da quello rappresentato dalla pubblicistica dell’epoca, costruito attraverso gli stereotipi della propaganda.
Achille Starace, ad esempio, simbolo della virilità del regime, segretario del Partito Nazionale Fascista dal 1931 al ’39, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, commissario straordinario della Lega navale italiana, luogotenente generale della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, quello che disse agli scienziati di darsi all’ippica, colui che sostenne la campagna del “voi” che andrà a sostituire il “lei”, ebbene, nei documenti della polizia segreta di Mussolini viene definito un “pederasta passivo”!
Anche Alessandro Pavolini, ministro della Cultura popolare e segretario del Partito Fascista, è oggetto di rapporti dettagliati della polizia per le orge di Cinecittà seguite da messe nere.
Ma c’è dell’altro che fa indignare il Vaticano, al punto che il Papa interviene tramite il gesuita Pietro Tacchi Venturi (amico di Mussolini, intermediario tra Santa sede e governo italiano nella sottoscrizione dei Patti lateranensi, dove ottenne l’introduzione del catechismo nelle scuole primarie) che va a dire a Mussolini “Duce questo regime è un bordello”! Il riferimento è ai casini, le case chiuse gestite dai gerarchi fascisti, esponenti del regime, tenutarie dei salotti che coinvolgeva anche l’ONMI, acronimo di Opera nazionale maternità e infanzia, l’ente fondato nel 1925 (e sciolto nel 1975) che avrebbe dovuto occuparsi di proteggere e tutelare madri e bambini in difficoltà. Ed invece, sempre secondo le informazioni riservate depositate negli archivi londinesi, diventò un bacino di reclutamento per alimentare la prostituzione gestita dai rappresentanti del regime. Insomma, un quadretto poco edificante, che frantuma quel “fascismo buono e onesto” che ancora oggi alimenta l’immaginario collettivo.

Giovanni Fasanella

Giovanni Fasanella

“Alla storia -. ha detto Fasanella – è passato l’immagine di un Mussolini nemico della massoneria che decide di sciogliere le logge. Probabilmente lui stesso è massone, i suoi gerarchi sono massoni, ma Mussolini ha un’ossessione paranoica del complotto. L’uomo forte è in realtà un leader debole che teme fortemente la congiura della massoneria”. Quella stessa massoneria laica filo-britannica di Palazzo Giustiniani che del resto lo aveva aiutato sin dal 1919 con la nascita dei fasci.
Motivi per diffidare della massoneria in realtà Mussolini ne aveva. La polizia infatti gli aveva consegnato un rapporto dal quale risulta che i vertici militari erano tutti massoni ed avevano congiurato durante la Prima guerra mondiale e soprattutto nella disfatta di Caporetto. Dalle carte segrete risulta che il generale Alberto Pollio, capo di Stato maggiore del Regio Esercito tra il 1908 e il 1914 (subentrerà Cadorna), viene assassinato perché favorevole alla Triplice Alleanza in un momento in cui l’Italia stava passando dalla parte della Francia-Inghilterra e Russia. La storia ufficiale riporta di un un improvviso attacco cardiocircolatorio nella notte dal 30 giugno al 1º luglio 1914, due giorni dopo l’attentato di Sarajevo che avrebbe provocato lo scoppio della Prima guerra mondiale. Il Duce, dunque, sa che Pollio è stato ucciso perché dalla parte della Triplice e andava sostituito da un generale filo-britannico, ma non aveva alcun interesse a mettersi contro i vertici delle Forze armate e contro la Corona.
Caporetto fu il risultato catastrofico della incapacità dei generali o della loro intesa col nemico? E’ certo che i servizi segreti austriaci erano in grado di decrittare i messaggi che arrivavano agli ufficiali italiani in prima linea e sapevano in tempo reale le loro mosse. E dunque qualcuno aveva passato loro i codici.
Dopo Caporetto e la sostituzione dei vertici, infatti, con l’istituzione di un ufficio intelligence la situazione si capovolse, ora erano gli italiani ad intercettare i messaggi austriaci e così cambiò il corso della guerra. Inevitabile in questo contesto di dossier segreti che scrutano la vita privata e vizi dei politici, il parallelo con il presente. “Le abitudini sessuali sono questioni private – ha detto Fasanella – a meno che da certe situazioni non dipenda la sicurezza e l’autorevolezza di uno stato, compresa la vita dei cittadini”. Il riferimento evidentemente è ai trascorsi del governo Berlusconi. “Se un presidente del consiglio fa delle orge con minorenni e un fotografo scatta migliaia di foto e le olgettine che filmano e registrano tutto. Allora non è più una questione privata, perché il premier si è posto in una situazione di ricattabilità ed ha messo l’Italia in una situazione di debolezza rispetto agli altri stati. Ecco perché – ha concluso Fasanella – la Francia con Nicolas Sarkozy insieme all’Inghilterra con il premier David Cameron hanno potuto attaccare la Libia di Gheddafi nel marzo 2011, con l’adesione dell’Italia, senza una strategia per il dopo Gheddafi, con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti”.
Eppure, nemmeno un anno prima a Roma, Berlusconi aveva festeggiato con il suo amico Gheddafi “Il trattato di amicizia” dal palco della caserma dei Carabinieri Salvo D’Acquisto, dove si svolse la cerimonia per il secondo anniversario dell’accordo tra Italia e Libia”.

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