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Longarone e Castellavazzo ufficialmente insieme. Reolon: “Un altro passo verso la riorganizzazione dei comuni della Provincia”

Feb 20th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Sergio Reolon, consigliere regionale Pd

Sergio Reolon, consigliere regionale Pd

Il Consiglio Regionale alle 12.30 approva la fusione tra Longarone e Castellavazzo. Il progetto di legge, presentato il 5 agosto 2013 e votato dalle popolazioni nelle forme previste dalla legge regionale, è finalmente ufficiale.

“Nel mio intervento ho sottolineato l’importanza che ha avuto l’esperienza aggregativa delle Comunità Montane – afferma il consigliere regionale bellunese Sergio Reolon – adesso c’è la necessità che la Regione Veneto aiuti concretamente l’unificazione della gestione dei servizi da parte dei comuni”.

Dopo l’unione di Quero-Vas e dopo numerosi casi nella Regione Veneto che non hanno passato i referendum, arriva questa fusione che porta un nuovo comune nella provincia di Belluno, il numero 67 presente nel territorio. Questo “matrimonio” porta solamente vantaggi per gli abitanti che potranno fare affidamento su una nuova realtà, più grande e più efficiente per far fronte alle esigenze di entrambe le popolazioni.

“Le fusioni sono buona cosa se condivise dai cittadini – continua il consigliere bellunese – con questo risultato gli abitanti di Longarone e Castellavazzo hanno dimostrato una grande maturità e consapevolezza verso il territorio bellunese che ha un urgente bisogno di essere riorganizzato a livello comunale. Il raggiungimento di questo traguardo va in controtendenza rispetto ad altre realtà in Veneto, speriamo possa essere un altro passo verso la riorganizzazione dei comuni della nostra provincia”.

 

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4 comments
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  1. Come ho commentato nell’articolo di bond riporto.
    Finalmente si va verso una strada comune e di risparmi della spesa pubblica che tutti acclamano ma che pochi la vogliono sulle proprie spalle(e non sempre sono i cittadini).Eliminare compensi dei sindaci di comuni con pochissimi abitanti, riuscire a eliminare il tanto odiato patto di stabilità , e ottimizzare i servizi comunali ( es. non come la gente crede non mi spalano più la neve, forse lo faranno prima e meglio) è il primo passo verso il comune italiano 2.0. Poi saranno i nuovi amministratori tramite le loro capacità dare le risposte più adeguate ai propri cittadini. nella speranza che questa iniziativa passi anche la galleria Comelico. Che bello se giorno,spero non molto lontano,potrò dire di essere residente in comune di Comelico-Sappada (BL)con 8500 abitanti circa. ( un risparmio di 5 sindaci e giunta fate voi i costi e il risparmio che si può girare sulla spesa al sociale )

  2. Sarà la storia a dirci se le fusioni portano “solamente vantaggi”…

  3. Intanto a Vas e a Castellavazzo rumoreggiano perché saranno solo una frazione di Quero e di Longarone.
    Non è un buon inizio.
    Reolon afferma che le fusioni sono una buona cosa se sono condivise dai cittadini.
    Se veramente lo pensa, faccio presente a lui e a Bond che in entrambi i casi ha votato una minoranza della popolazione.
    Ma si sà, ci sono dei referendum che devono passare a tutti i costi, come questi, senza quorum, cancellato in un battibaleno, ed altri che si devono boicottare, altrettanto a tutti i costi.
    Quando i cittadini lo capiranno sarà troppo tardi.

  4. @chipaga?: lo si sapeva che Vas e Castellavazzo sarebbero state “solo una frazione di Quero e di Longarone”. Il fatto che a Longarone e a Castellavazzo la maggior parte degli aventi diritto non si sia recata alle urne dovrebbe far riflettere…