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Alla provincia di Belluno mancano 28 milioni necessari a garantire i servizi. Alla provincia di Trento lo Stato regala 770 milioni

E’ di qualche giorno fa la notizia che la Provincia di Belluno dispone di risorse insufficienti per effetto dei continui tagli da parte dello Stato. La presidente Daniela Larese Filon, nel suo esposto cautelativo presentato alla Procura della Repubblica di Belluno ha detto che mancano 28 milioni necessari a garantire i servizi minimi istituzionali. 

Ma se Belluno piange, Trento se la ride. Apprendiamo infatti dal comunicato n.660 del 24/03/2017 della Provincia autonoma di Trento che ci ha gentilmente segnalato Tomaso Pettazzi,  che il consiglio dei ministri ha dato il via libera allo schema di Dpr che riconosce alla Provincia di Trento quote variabili 2006-2009 per 770 milioni.

Le quote variabili originariamente erano state istituite con lo scopo di adeguare anno per anno le finanze delle Province autonome al raggiungimento delle proprie finalità e all’esercizio delle proprie funzioni. Tali somme però vennero tagliate nel 2009 a seguito dell’introduzione delle norme sul Federalismo fiscale e del conseguente Accordo di Milano, che ha stabilito un meccanismo diverso di finanziamento dell’Autonomia, interamente gestito dalla Provincia. Dal 2018 la voce relativa a questo tipo di arretrati andrà dunque ad esaurirsi.
Intanto però, con l’approvazione del decreto di oggi (24.03.2017) ha di fatto annullato i tagli. E così la provincia di Trento riavrà i 770 milioni di euro che peraltro aveva già iscritto nel Bilancio 2017-2019.

Che sia necessario rivedere le regole del gioco?

Viva l’Italia, Viva la Repubblica.

- Advertisement - Roberto Denart
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