«L’agricoltura rimane uno dei settori strategici per la montagna». Lo ha detto Alessandro Bisato, candidato alla segreteria regionale del Pd, incontrando gli imprenditori del comparto ad Agrimont. «Il contributo offerto dal settore non va visto solo in termini economici e di offerta di produzioni di alta qualità», ha ricordato Bisato, «ma soprattutto come presidio del territorio ed elemento fondamentale per lo sviluppo turistico. L’esperienza ci dice che ospitalità diffusa e attività ricreative come ad esempio il cicloturismo sorgono là dove la manutenzione del territorio è curata direttamente dalle aziende agricole e dai singoli operatori».

Su questo tema, gli ultimi due governi hanno dato prova di coerenza, tanto che, ricorda il deputato bellunese Roger De Menech, «gli stessi agricoltori riconoscono il lavoro fatto in primis dal ministro Maurizio Martina».
Le ultime due leggi di stabilità sono infatti tra le più “agricole” degli ultimi decenni. Ci sono misure per tutelare il reddito delle imprese con sostegni concreti e immediati a partire dall’eliminazione dell’Irap e dell’Imu sui terreni; meno tasse e più semplificazione e investimenti per sostenere un settore strategico anche per la lotta alla disoccupazione. Le misure messe a punto consentono di investire oltre 800 milioni di euro, segnando così una delle azioni più forti che si siano mai fatte negli anni a sostegno del settore primario.
Per tutelare il reddito degli agricoltori e consentire alle imprese agricole di avviare una fase di investimenti il governo ha cancellato Irap e Imu sui terreni, liberando oltre 600 milioni di euro che le aziende potranno utilizzare per aumentare la competitività e creare occupazione.
Tra le altre misure vale la pena ricordate le agevolazioni assicurative per 140 milioni di euro contro le calamità naturali, il fondo di 45 milioni di euro per il rinnovo delle macchine agricole e 32 milioni di euro per agevolare i produttori di latte.
«Si tratta di interventi che hanno un impatto diretto soprattutto sulle piccole e medie imprese caratteristiche del Bellunese», afferma Bisato. «Noi dobbiamo impegnarci perché anche a livello regionale l’agricoltura sia sostenuta con provvedimenti concreti oltre che con belli slogan».
