“I fondi di confine devono servire ad aiutare i comuni delle zone più problematiche del Bellunese, non devono essere considerati un’alternativa al bilancio della Provincia di Belluno”. Questo il messaggio lanciato dall’europarlamentare Herbert Dorfmann dal palco di Agordo, dove si è discusso del passato, presente e futuro dei fondi “ex Brancher”.
Durante la serata – presenti l’ideatore del fondo, Aldo Brancher; il presidente del comitato paritetico, Roger De Menech; il presidente dell’Unione Montana Agordina, Fabio Luchetta -, Dorfmann ha sottolineato l’importanza dei fondi per i comuni bellunesi, ma anche le ricadute degli interventi oltre confine: “Il fondo di confine è stato costituito per favorire lo sviluppo economico delle zone alte della provincia di Belluno, – ha spiegato l’europarlamentare – ma è chiaro che un miglioramento nel Bellunese porta sviluppo e effetti positivi anche per le province autonome di Trento e Bolzano. Penso ad esempio alle infrastrutture, alla viabilità, agli impianti sciistici”.
“Un incontro molto positivo. – ha commentato Cesare del Bo, coordinatore del gruppo Conca Agordina organizzatore dell’evento – Molto interessante l’appunto dell’onorevole Dorfmann, che ha sottolineato come nei progetti finanziati dal fondo serve puntare a un risultato “win-win”, ossia che portino ricadute positive per tutti i territori interessati dalle opere finanziate”.
“Anche per questo motivo, questi fondi – ha concluso Dorfmann – non devono essere considerati un sostituto o un’integrazione del bilancio di Palazzo Piloni. Gli 80 milioni di euro all’anno del fondo non sarebbero infatti sufficienti a ovviare a tutte le necessità di questa realtà; le amministrazioni locali hanno bisogno di trasferimenti decenti e certi per poter governare”.
