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Eusalp. Bellot:”Bene che ci si ricordi delle regioni alpine, noi non le abbiamo mai dimenticate. Ma partiamo dall’art.132″

Raffaela Bellot, senatrice
Raffaela Bellot, senatrice

“È bene che si sia parlato di macroregione oggi a Longarone. Sarebbe stato più rappresentativo delle pluralità delle opinioni della cittadinanza se tutte le parti fossero state invitate, ma non sarà questa svista, che sono certa essere avvenuta in buonafede, a dettare il nostro ritardo sull’argomento”. Commenta così la senatrice tosiana Raffaela Bellot le dichiarazioni rilasciate dal Presidente Maroni alla conclusione dell’incontro tenutosi oggi a Longarone per dibattere di una macroregione alpina.
La senatrice continua “Non sono certo tematiche nuove per il Bellunese, né per noi. Non conosco nel dettaglio quello che è stato discusso oggi, non essendo parte degli invitati al tavolo dei lavori. Per quel poco che è trapelato, in attesa di altre notizie, sembra si tratti di un progetto ambizioso, di cui però non conosciamo né gli strumenti né i tempi di attuazione.”
La senatrice Bellot continua precisando che nessuna strada che porti migliorie alla situazione montagna è preclusa a priori, ma sottolinea la cifra di concretezza che da sempre caratterizza il suo approccio alla politica. Continua infatti riportando l’accento sul molto concreto e già esistente art.132, riprendendo le parole spese da Flavio Tosi, già nove mesi fa, all’epoca della sua candidatura per il ruolo di governatore del Veneto, in merito all’opportunità di parlare di una macroregione con maggiori autonomie a tutela delle peculiarità di ciascun territorio.
“Non siamo abituati a prendere in giro la gente- disse Tosi all’epoca- dunque alla demagogia rispondiamo con l’articolo 132 della Costituzione che recita: si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino al meno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse”.
Niente di nuovo sotto il cielo quindi per la senatrice feltrina di FARE! che chiude dicendo “Noi da sempre teniamo bene a mente le necessità dei nostri territori e le risorse giuridiche e costituzionali che abbiamo a disposizione per ottenere condizioni che portino ad un innalzamento della qualità della vita. Lavoriamo in modo costante e concreto, forse con toni meno sensazionalistici di altri, ma lavoriamo su quello che davvero si può realizzare, stanti gli strumenti dati.”

 
 
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