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Ulss unica e nuova dirigenza

Primo Torresin, ex segretario generale Cisl Belluno
Primo Torresin, ex segretario generale Cisl Belluno

Prima ancora che siano ufficializzate le decisioni del nuovo Direttore Generale dell’Ulss di Belluno circa la nuova dirigenza, già è scoppiata una nuova diatriba tra Belluno e Feltre : è corretto che la Sanità Bellunese parli feltrino piuttosto che bellunese? E ancora una volta dimostriamo la nostra superficialità nell’approvare le decisioni che la politica cala spesso dall’alto (unificazione delle Ulss), condividendo se sembrano a nostro tornaconto e disapprovando se non soddisfano le nostre attese. Ma in quest’occasione stiamo rasentando il ridicolo. A gran voce, soprattutto da parte bellunese, è stata condivisa la scelta di sopprimere l’Ulss feltrina cercando di spiegare come interesse della popolazione siano la qualità e l’efficienza della sanità e non tanto il numero delle Ulss. Anzi, questo avrebbe consentito decisioni univoche provinciali e nello stesso tempo consentito anche, cosa da non trascurare, qualche risparmio economico. Ma permettetemi : pensare che la qualità e l’efficienza della sanità bellunese siano prerogativa di dirigenti bellunesi piuttosto che feltrini o trevigiani dimostra ancora una volta la superficialità con la quale vengono affrontate le decisioni ricadenti sulla comunità territoriale.

Questo serpeggiante e già evidente malumore bellunese dimostra come il pressante tam tam per l’unificazione delle Ulss fosse dettato più da un mai sopito senso di supremazia territoriale piuttosto che da una condivisibile ricerca di una sanità migliore e davvero più efficiente. L’accelerazione della chiusura dell’unica Università collocata in provincia, ma con sede a Feltre, è stata – non solo ma certamente anche – frutto di questo pensiero sempre vivo nella storia anche antica di questo territorio e di questa chiusura in futuro ne pagheremo sempre più le conseguenze. Una volta accettata la decisione del governatore Zaia della riduzione del numero delle Ulss (ricordo che Belluno non solo ha condiviso ma ha anche spinto per questa decisione), il resto viene da sé : i giudizi vanno fatti sulla qualità e sull’atteso miglioramento di efficienza delle decisioni riguardanti la salute dei cittadini. Il giudizio sulle persone va fatto, come sempre, sul campo. E fino ad allora questi dirigenti hanno tutto il diritto di essere rispettati e di essere anche aiutati nello svolgimento del loro ruolo. Se saranno efficienti e daranno risposte alle legittime aspettative della popolazione avranno il nostro consenso sul loro operato e sulle loro capacità di interpretare una politica sempre in cambiamento. In caso contrario noi avremo il diritto di contestare e di richiedere anche, se del caso, la loro sostituzione. Ma non certamente per la loro provenienza geografica. Questo no, non sarà mai.

Feltre, 16 gennaio 2016

Primo Torresin

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