
In Friuli è arrivato, grazie al Movimento 5 Stelle, il sostegno al reddito per le famiglie in difficoltà e in Lombardia arriverà fra poco. In Veneto, dove l’emergenza legata alla crisi sta falciando intere generazioni, non c’è tempo da perdere e il consiglio regionale deve mettere da parte l’ostruzionismo dimostrato a giugno nei confronti dei consiglieri del Movimento.
A tracciare la rotta è Jacopo Berti, capogruppo del Movimento 5 Stelle nel consiglio regionale veneto:
“Grazie a due anni e mezzo di duro pressing sulla giunta Serracchiani – spiega questi – i nostri colleghi del M5S in Friuli Venezia Giulia sono riusciti a far passare la legge per un sostegno al reddito regionale: 550 euro al mese alle famiglie in difficoltà residenti almeno da due anni nella regione”.
“Se i nostri vicini sono riusciti a farlo e in Lombardia stanno per fare altrettanto – si rammarica il consigliere – non riesco a capire cosa ci impedisca di portare il reddito di cittadinanza in Veneto”.
Il reddito di cittadinanza veneto è uno dei tre punti fondamentali del programma d’inizio mandato del Movimento.
“Dopo il fallimento dei tentativi della politica, come Garanzia Giovani in Veneto, attraverso la quale dopo più di un anno solo 3 persone su 10 hanno ricevuto una proposta di lavoro – avverte Berti – il reddito di cittadinanza resta la sola strada per un reinserimento delle famiglie povere nella società e nel lavoro”.
Si tratta di un’emergenza assoluta, la cui gestione deve andare oltre il colore politico e la paura del nuovo che spaventa i consiglieri della casta di fronte all’entusiasmo e all’energia dei colleghi del Movimento.
“È nell’interesse dei veneti agire subito – tuona Berti – chiediamo alla maggioranza e alle opposizioni di calendarizzare subito nostra proposta di legge per il reddito di cittadinanza veneto”.
