“Dopo il debito, i cittadini devono pagare anche il risarcimento ai responsabili del debito: di male in peggio. Si faccia giustizia, una volta per tutte”!
La richiesta arriva dal Movimento 5 Stelle e dai candidati bellunesi al consiglio regionale, Luca Salvioni e Barbara Lando, all’indomani dell’assemblea di Bim Gsp, in cui si è scoperto che 200mila euro del bilancio consuntivo 2012 sono stati usati per risarcire l’ex direttore amministrativo, licenziato nel caos del “buco”, quando il debito arrivava quasi a 90 milioni di euro.
“Non solo chi ha sbagliato non paga, ma viene addirittura pagato. Siamo al paradosso! Purtroppo un paradosso già visto e che ancora una volta ricadrà sulle tasche dei cittadini contribuenti. I bellunesi continueranno a pagare l’aumento del 29% sulle bollette dell’acqua e si chiedono perché a pagare non siano i responsabili del debito. Mentre chi era nel cda di Bim Gsp, pur allontanato per evitare ulteriori danni, chiede un risarcimento.
Quanto alle responsabilità, passano gli anni passano le promesse di chiarezza e nessuno paga, tutto passa sotto silenzio.
Perché i 200mila euro di risarcimento devono essere pagati con i soldi di Gsp, che sono denaro pubblico? Se davvero il licenziamento del direttore amministrativo è stato fatto “senza giusta causa”, perché non paga chi ha licenziato Belli? Inoltre: siamo certi che non ci fosse una giusta causa?
Tutta la triste vicenda di Gsp rivela un solo fatto: se l’amministratore unico ha abbassato il debito non solo con le bollette, ma anche riducendo le spese di gestione, le gestioni precedenti (con un cda e un direttore amministrativo) che hanno creato il debito, erano inutili e dannose.
E allora – concludono Luca Salvioni e Barbara Lando – perché, o meglio per chi, è rimasto in piedi tutti quegli anni?”
