
Quando ormai è imminente l’apertura della galleria di Col Cavalier, il cantiere è stato bloccato alle 14 di oggi (venerdì 10 aprile 2015) da una disposizione di Veneto Strade. Il motivo, come si legge nella lettera inviata ai soggetti impegnati nella realizzazione dell’opera, è il «mancato perfezionamento da parte della Regione Veneto, in sede di bilancio di previsione 2015, del meccanismo di trasferimento dei fondi statali, assegnati alla stessa Regione».
A denunciare quanto accaduto sono, in una nota congiunta, Confindustria Belluno Dolomiti e Confartigianato Imprese Belluno, preoccupate per gli effetti sui cittadini e su tutte le imprese, in particolare quelle dell’edilizia, già segnate da una crisi gravissima.

«Vogliamo capire cos’è accaduto – affermano i due presidenti Luca Barbini e Giacomo Deon – perché è un’assurdità che un’opera strategica per il territorio e per l’intero sistema economico bellunese sia bloccata quando ormai è praticamente ultimata, procrastinando ancora l’eliminazione di uno dei punti neri della viabilità provinciale. Le imprese impegnate nella realizzazione del tunnel del Col Cavalier sono state finora regolarmente pagate con i soldi anticipati provvisoriamente da Veneto Strade, in attesa del finanziamento definitivo da parte di Stato e Regione». «Il nostro timore – aggiungono i due presidenti – è anche questo: che altri cantieri possano essere fermati nel prossimo futuro. Ciò rappresenterebbe un altro duro colpo all’economia bellunese, e soprattutto al settore dell’edilizia, tra i più colpiti dalla crisi degli ultimi anni. A ciò si aggiungono le conseguenze negative sulle maestranze delle aziende direttamente interessate dalla realizzazione dell’opera».
«Auspichiamo – concludono i presidenti di Confindustria Belluno Dolomiti e Confartigianato Imprese Belluno – che il governatore Luca Zaia trovi una soluzione per far ripartire immediatamente i lavori per l’ultimazione del tunnel e riesca a garantire, come in passato, risorse adeguate e certe per la manutenzione e il miglioramento della viabilità provinciale, pur consapevoli delle conseguenze dei pesanti tagli ai trasferimenti dallo Stato alle Regioni e agli enti locali».
