
“Non era una lista ‘senza coloranti’, come recitava lo slogan elettorale che alle ultime amministrative ha portato Jacopo Massaro a Palazzo Rosso. E non è senza coloranti nemmeno la rinnovata giunta con 4 assessori provenienti dalla lista Massaro (Alpago Novello, Tomasi, Olivotto, Giannone) e 3 esterni (Frison, Busatta, Reolon)”.
Lo sostiene Francesco Pingitore, consigliere comunale oramai da 18 anni, oggi capogruppo Pdl in consiglio comunale di Belluno.
“Coloranti ce n’erano e ce ne sono, eccome – prosegue Pingitore – dal momento che buona parte degli uomini di Massaro sono politici ereditati dalla ex giunta De Col, oggi riconducibile a Sel (Sinistra ecologia e libertà). Mi riferisco ai due nuovi assessori Albano Reolon e Maurizio Busatta, oltre al presidente del consiglio comunale Francesco Rasera Berna.
Tre anni fa Massaro è stato eletto sindaco sostenuto da tre liste, quella ‘senza coloranti’ totalizzò 1.085 voti seguita da ‘Insieme per Belluno città futura’ di De Col con 995 voti e in coda il Patto per Belluno con 431 voti.
Ebbene, i candidati delle prime due liste sono stati in buona parte gratificati: dagli assessori dimissionari Tomaso Zampieri (108 preferenze), Luca Salti (71 preferenze), Erasmo Santesso (35 preferenze), agli attuali Claudia Alpago Novello (39 preferenze), Valentina Tomasi (35 preferenze), Lucia Olivotto (58 preferenze), Biagio Giannone (155 preferenze).
Anche il consigliere Rufus, il più votato (185 preferenze) che minacciava di azzerare la giunta, ora siede in consiglio provinciale, a Ermano De Col (75 preferenze) è stata assegnata la delega al patrimonio, ad Emiliano Casagrande (46 preferenze) la presidenza della commissione urbanistica, ad Orlando Dal Farra (secondo più votato con 104 preferenze) la presidenza della Comunità montana. Mentre nessun incarico è arrivato al Patto per Belluno”.
In questo triennio, secondo Pingitore, abbiamo avuto una giunta piuttosto ballerina, afflitta da dimissionari (oltre a quelli detti sopra, si dimisero anche gli assessori esterni Ravagni e di recente Tabacchi).
“Una giunta che in questi tre anni di mandato – prosegue Pingitore – non ha prodotto grandi opere, ricordo solo il dissuasore a Nogarè e l’isolamento acustico del teatro Comunale”.
Anche sulla ripartizione delle deleghe agli assessori, il capogruppo del Pdl, ha qualcosa da ridire. “Non sono distribuite bene! Quella allo sport e agli eventi assegnata a Biagio Giannone è certamente depotenziata, svilita. Andrebbe completata con il turismo, le frazioni, il Nevegal e l’edilizia scolastica. Degli eventi in città si possono fare carico i privati con il patrocinio del Comune. Il sindaco per sé dovrebbe tenere solo la Polizia municipale e la sicurezza. Era meglio un assessore a tempo pieno con deleghe di peso com’era Carbogno nella precedente giunta Prade. Eppoi, per dirla tutta, Giannone non era quello che si era fatto paladino delle Scuole Gabelli? E allora si prenda la delega all’edilizia scolastica e faccia vedere quello che sa fare!”
“Concludo dicendo che non sarò certamente io a chiedere la mozione di sfiducia del sindaco. E’ lui l’allenatore della squadra e dunque può decidere come vuole le sue deleghe. Certo è che i cittadini aspettano di vedere le opere finite”.
Roberto De Nart
