Volontari all’opera sulla litoranea ovest del lago di S.Croce per salvare rospi comuni e rane temporarie dalle ruote delle auto. Siamo infatti nel periodo della riproduzione e centinaia di anfibi salgono e scendono le sponde del lago dalla casa cantoniera dell’Anas fino a Quantin dove sono maggiormente concentrati. Ora le femmine stanno ridiscendendo a valle, dopo il letargo invernale, gonfie di uova e con in groppa i maschi che sono di dimensioni più piccole, cercando di raggiungere le acque del lago dove avverrà la fecondazione esterna delle uova. Purtroppo buona parte di questi animali, intere famiglie per così dire, rimangono schiacciati mentre attraversano lentamente e faticosamente la frequentata strada statale 51, soprattutto quando piove, rendendo anche l’asfalto più scivoloso. Lunedì sera di volontari in campo, armati di secchi e pile, ce n’erano quattro che operavano su quel tratto delimitato da due cartelli di avviso attraversamento rane collocati dall’Anas: Silvana De Col, Claudio Sommavilla, Elena Pasqualetti e Giuseppe Tormen, coordinatore del gruppo Salvataggio anfibi Belluno, che conta su una decina di volontari e gemellato con un gruppo omonimo che opera invece nel Feltrino e formato anche questo da una decina di volontari. “Per il momento non siamo ancora un’associazione vera e propria”, spiega Tormen, “ma un gruppo di amici sensibili a questo problema. L’intenzione è di unirsi a quelli di Seren del Grappa che hanno iniziato questo lavoro alcuni anni fa con Michela Zatta e Max Andrighetti”. La zona del lago di S.Croce nei pressi di punta Trifina è uno dei punti più critici di attraversamento anfibi di tutta la provincia (accade anche a La Secca e tra Poiatte e le gallerie dall’altra sponda del lago). Altre zone critiche nel Bellunese si trovano tra Vas e Marziai sulla Sinistra Piave, a Fant, a Sospirolo nei pressi del lago del Mis e poco prima di Agordo. “L’altr’anno abbiamo salvato e censito circa 3000 esemplari”, prosegue Tormen, “un migliaio che scendevano al lago e duemila che tornavano a monte. E siamo arrivati a trasportare fino a 450 esemplari in una serata di lavoro di 2 o 3 ore”. Per impedire almeno parzialmente l’attraversamento dei rospi sono state poste anche delle reti di contenimento da un lato e dall’altro della carreggiata.
Ma l’impegno dei volontari si estende, oltre che al trasporto, anche al censimento e al monitoraggio di questi animali, alcuni dei quali vengono inoltre marcati con un filo e tracciati per comprenderne meglio le abitudini e migliorare le stime. “L’obiettivo sarebbe la realizzazione di sottopassi dove convogliare il traffico di anfibi come accade in molti altri paesi già da diverso tempo. In questa zona ci sono già dei tombotti per drenare le piogge dai versanti che potrebbero essere modificati e servire a questo scopo”, aggiunge Tormen che si rivolge anche agli automobilisti in transito sulla statale 51: “Potete contribuire a evitare la maggior parte degli investimenti rallentando e guidando attentamente”.
