In questi giorni vengono recapitate le bollette per i consumi dell’acqua. L’aumento è ormai consolidato. Ma non voglio oggi parlare di questo, quanto invece delle modalità con le quali si arriva a determinare l’importo. Mentre le imprese faticano a farsi pagare (quelle fortunate) entro sessanta/novanta giorni dalla data della fattura, noi paghiamo il consumo dell’acqua (stimata) fino al giorno del pagamento della stessa. Mentre le imprese che lavorano con le Amministrazioni Pubbliche incassano i soldi anche dopo 180 giorni, il BIM GSP incassa fino all’ultimo centesimo del giorno nel quale la fattura stessa viene riscossa. E questo, francamente, mi pare davvero esagerato.
Probabilmente tutto questo sarà anche legale, ma se gli attuali creditori del BIM si fossero precedentemente comportati in egual modo, forse oggi la situazione economica dello stesso sarebbe molto
diversa. Credo di non aver mai visto usare simile modalità nei rapporti commerciali fra venditori e acquirenti. Non vorrei che tra qualche tempo ci vedessimo addebitato il consumo stimato dell’intera bolletta successiva. Sappiamo tutti che le casse di questa Società sono disastrate, ma quantomeno fateci scorgere un minimo di risparmio anche nella gestione della stessa, in modo tale da far capire ai cittadini che il percorso è duro, ma duro per tutti e non solo per alcuni.
Nel momento in cui il nuovo Presidente della Repubblica ricorda che il suo “pensiero va soprattutto alle difficoltà e alle speranze dei cittadini”, credo che esagerare la pressione nei confronti dei cittadini bellunesi per arrivare – sperando di riuscirci – qualche tempo prima al pareggio del bilancio sia oggi un’azione da respingere. Quanto meno si aspettino almeno tempi economici migliori per
le famiglie.
Primo Torresin
