
L’associazione Jabar rivendica la richiesta dell’istituzione del garante dei diritti del detenuto di Belluno. “A maggio del 2013 – si legge in una nota dell’Associazione – abbiamo incontrato il sindaco per proporre l’istituzione del garante, poi ad ottobre dello stesso anno abbiamo fatto due veglie davanti al carcere per porre l’attenzione sulla situazione carceraria e finalmente il 18 dicembre 2013, il consiglio comunale di Belluno ha deliberato sul garante. Ad un anno di distanza però, nonostante alcune sollecitazioni, il garante ancora non esiste”.
L’associazione Jabar prende spunto dal satyagraha radicale in supporto a Marco Pannella a cui per altro aderisce. (Vedi sito radicali)
Satyagraha – come spesso ricorda Marco Pannella – significa ricerca, affermazione della verità. E’ un esercizio faticoso, presuppone conoscenza, che spesso non c’è, viene negata, confiscata. Da tempo si propone per esempio, che il servizio pubblico radio-televisivo si doti, istituisca una struttura, un format che si occupi specificatamente e continuativamente, dei diritti umani. Sulla carta un po’ tutti sono d’accordo, nei fatti non si fa nulla perché questa struttura prenda corpo e nasca. In un certo senso, si può anche capire.
