HomeCronaca/PoliticaProject Financing. D'Incà: "Stop all'utilizzo indiscriminato e senza controlli"

Project Financing. D’Incà: “Stop all’utilizzo indiscriminato e senza controlli”

 

Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle
Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

“Data la ristrettezza dei fondi pubblici a disposizione è bene sottolineare come il Project financing sia considerato uno strumento fondamentale per il raggiungimento degli scopi della cosiddetta Legge obiettivo del 2001” Lo dichiara Federico D’Incà deputato del Movimento 5 Stelle il quale, assieme ad altri colleghi, ha inviato un’interrogazione in merito al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e al ministro dello Sviluppo economico. “La Legge Obiettivo – spiega il deputato bellunese – prevede la realizzazione di quasi 400 opere strategiche per un costo totale di 374,81 miliardi di euro. Per la realizzazione di queste opere pubbliche il Project financing dovrebbe coinvolgere il capitale dei privati e, sempre a carico dei privati, c’è l’assunzione dei rischi inerenti alla remunerabilità dell’operazione finanziaria”.

Diverse indagini e studi di settore, come quello della Corte dei conti nel 2005, già riscontrava nel nostro Paese l’assenza di cultura in questo settore e, dalla lettura delle varie relazioni sugli studi di fattibilità, si constatava come il parere positivo sulla remunerabilità e bancabilità del progetto fosse assolutamente condizionato dalla contemporanea realizzazione di altre infrastrutture, talvolta nemmeno inserite nel programma della Legge Obiettivo, a cui andava ulteriormente sommata l’insufficienza dei finanziamenti per la loro realizzazione.

“Si evince poi quanto gli obiettivi prestigiosi nel Programma risultano sproporzionati rispetto alla penuria dei finanziamenti complessivamente disponibili –  continua D’Incà – evidenziando gravi e numerose difformità dal modello tipico di Project financing facendo emerge la necessità di introdurre prescrizioni che impediscano ai concessionari e ai contraenti generali di assumere commesse che pongano a carico della parte pubblica i relativi rischi”.

L’analisi della Banca d’Italia del novembre 2009 rimarca invece quanto siano ancora numerosi i fattori di criticità che impediscono l’utilizzo corretto di questo strumento, compromettendo il raggiungimento degli obiettivi di recupero del gap infrastrutturale del Paese e di riduzione della spesa pubblica attraverso l’apporto di capitale privato. Molte altre problematiche vengono messe in luce anche dal Resoconto UTFP (Unità Tecnica Finanza di Progetto) del gennaio 2011 e dal Rapporto della presidenza del Consiglio dei ministri del marzo 2013.

“Data la drammatica situazione in cui versa la spesa pubblica è necessario fare chiarezza e soprattutto di ripensare all’indiscriminato utilizzo degli strumenti di finanza di progetto e partenariato pubblico e privato sin qui adottati. Bisogna affrontare il tema della correttezza e della congruità della spesa sotto l’aspetto della convenienza e della sostenibilità economica e verificare le convenzioni, tariffe ed investimenti coinvolgendo anche la Corte dei conti. C’è poi la necessità di attuare le azioni correttive atte ad assicurare l’affidamento dei contratti di Project financing solo in presenza di valutazioni preliminari e sulla convenienza del ricorso a tale strumento”.
Sono queste, in conclusione, le richieste che il MoVimento 5 Stelle pone all’attenzione dei ministri.

 

- Advertisement - Roberto Denart
- Visite -

Pausa caffè

Sport & tempo libero

Belluno, capitale del paracadutismo: torna la Dolomiti Cup tra adrenalina e precisione

All'aeroporto "Arturo Dell'Oro" di Belluno via la 17ª edizione della manifestazione. Ventidue team internazionali pronti alla sfida, mentre cresce l'attesa per il sold-out record...