Anche Tambre rende omaggio al ricordo della tragedia del Vajont con una serata dove protagonisti saranno i giovani con il loro sguardo su ciò che è stato in quel terribile 9 ottobre 1963.
Presso il Centro Sociale di Tambre venerdì 1 novembre alle 20.30 sarà infatti proiettato il film documentario “La Montagna Infranta” realizzato dal regista e docente Universitario Mirco Melanco insieme agli studenti del DAMS e della Magistrale e Specializzazione in Produzioni Multimediali dell’Università di Padova, in collaborazione e prodotto con L’Associazione Culturale Gooliver e il Dipartimento dei Beni Culturali Archeologia, Storia dell’Arte, del Cinema e della Musica dell’Università degli Studi di Padova. Il documentario, presentato la prima volta il 9 ottobre scorso al teatro Pierobon di Paiane, gode del patrocinio di Fondazione Vajont50, Regione del Veneto, Associazione superstiti del Vajont, ISBREC, Associazione Culturale Tina Merlin e AAMOD.
Il regista Mirco Melanco, con la sua tenacia,è riuscito a sviluppare un lavoro rivolto non solo a chi non conosce l’importanza della catastrofe del Vajont, ma anche a chi – a distanza di cinquant’anni non può e non vuole dimenticare. Gli studenti del DAMS e della Specializzazione (SSPM) hanno seguito fin dalla genesi questo progetto durante il laboratorio di Videosaggistica, con la supervisione del professor Melanco, realizzando una versione originale e ed emozionante dell’evento.
La proiezione del cortometraggio – documentario sarà introdotta dalla breve testimonianza di Alvise Gandin, allora giovane alpino che tra i primi salì a Longarone la notte stessa del disastro, e dalla lettura di una selezione di brani tratti dal Racconto del Vajont di Marco Paolini, da “Sulla pelle viva” di Tina Merlin e da “La Storia del Vajont” di Edoardo Semenza.
L’appuntamento è dunque a Tambre presso il Centro Sociale venerdì 1 Novembre 2013 alle ore 20.30.
Di seguito alcuni dati sul film documentario La Montagna Infranta.
Cast artistico e tecnico:
Soggetto, sceneggiatura e regia: Mirco Melanco
Sceneggiatura, produzione, supervisione e post-produzione: Federico Massa
Post-produzione e supervisione: Tommaso Brugin
Interpreti principali: Tina Merlin e Luigi Di Gianni
Aiuto regia, sceneggiatura montaggio: Enrico Colelli, Michele Fornelli e Susanna Norbiato
Disegni: Romina Zanon
Consulenza storica: Italo Filippin
Musiche:Danilo Bellon con supervisione di Roberto Calabretto
Canto:Claudia Zarantonello (soprano) ed Erika Gemin(soprano)
Campane tibetane: Marzia Da Rold
Animazioni: Giulia Scalfi con la supervisione diTommaso Brugin e Raffele Luponio
Assistente al montaggio: Mattia Beraldo
Organizzazione e segreteria: Giulia Sterrantino
Testi: Mirco Melanco, Elena Erissini, Lara RepeleeFrancesca Richiedei
Organizzazione Laboratorio Audiovisivi DAMS: Antonio Zanonato
Produzione esecutiva: Avilab
Sinossi: Alla fine degli anni 50 viene costruita la diga sul torrente Vajont, un territorio con gravi problemi geologici: una sfida dell’uomo alla natura dettata da interessi economici. Gli abitanti del luogo, montanari attenti al rispetto della loro terra, evocarono i pericoli durante tutto il periodo di costruzione, ma la loro denuncia rimase inascoltata.
Tina Merlin fece sua questa battaglia in nome del buon senso della gente comune. La Merlin è protagonista di questo documentario insieme al regista Luigi Di Gianni che, alla fine del 1963, girò le immagini di repertorio di cui questo video si nutre.
Nel 2013 Di Gianni è ritornato negli stessi luoghi segnati dalla morte di circa 2000 persone, e di quanti successivamente, logorati dalla perdita di affetti e di beni materiali, sono prematuramente scomparsi.
