A pochi giorni dalla grande esercitazione nazionale sul rischio sismico che si terrà a Tambre, la giunta regionale del Veneto ha stanziato 15 mila euro per l’organizzazione dell’evento che fa parte delle iniziative celebrative nel Cinquantenario del Vajont e che vede schierati il Dipartimento della Protezione Civile, la Regione Veneto e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con il coinvolgimento delle Province Autonome di Trento e Bolzano.
A comunicarlo con soddisfazione è il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond.
Quanto al primo finanziamento Bond spiega come si tratti di un contributo importante a atteso. “Lo scopo dell’esercitazione”, spiega il consigliere, “è verificare le capacità di attivazione del sistema dei soccorsi, la loro capacità di coordinamento a livello nazionale, regionale e locale, la gestione delle risorse umane e materiali appartenenti al Sistema Regionale di Protezione Civile. E’ un momento per contarsi e promuovere nuove sinergie”.
Bond entra poi nel merito della giornata: “L’evento simulato è un terremoto di magnitudo 5.8 Richter con epicentro nel Comune di Tambre, i cui effetti, in termini di popolazione coinvolta in crolli, interessano anche parte delle Province di Treviso e Pordenone. In dettaglio, l’esercitazione vedrà coinvolti 29 Comuni delle Province di Belluno e Treviso direttamente colpiti dall’evento simulato, 44 Comuni delle medesime Province attivati solo per “posti di comando”, oltre che le Amministrazioni provinciali del Veneto, le strutture regionali e il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile”.
“La finalità è soprattutto quella di testare la funzionalità del flusso delle informazioni e le procedure di attivazione del coordinamento dal livello periferico a quello centrale. Saranno inoltre coinvolte anche le forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, e le strutture sanitarie di cui si simula il coinvolgimento. 1200 i volontari che saranno all’opera”.
“Nel corso dell’esercitazione”, spiega Bond, “sarà simulata anche la completa inutilizzabilità delle reti telefoniche fisse e cellulari dell’intera area colpita. Pertanto verranno attivate forme di telecomunicazioni d’emergenza attraverso reti radio gestite in parte dalle Organizzazioni di Volontariato, in parte dagli stessi Enti locali”.
Non mancheranno esercitazioni nelle scuole.
