Peculato aggravato e continuato, interruzione di pubblico servizio, truffa aggravata e continuata nei confronti del Servizio Sanitario, in concorso con la coniuge. Sono i reati contestati al primario di cardiologia di Pieve di Cadore, per il quale è stata disposta la sospensione dall’incarico e il divieto di dimora nel Comune di Pieve di Cadore.
L’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Belluno – Dott. Antonio Bianco – è stata svolta dal Nucleo Polizia Tributaria di Belluno ed ha riguardato il Reparto di Cardiologia presso l’Ospedale di Pieve di Cadore. Le investigazioni hanno preso il via da alcune segnalazioni giunte alla Guardia di Finanza ad agosto scorso. L’indagine ha messo a fuoco l’illecito modus operandi del Primario di Cardiologia che utilizzava la struttura pubblica per fini privati, visitando a pagamento i propri «clienti» mentre i pazienti pubblici attendevano mesi in lista d’attesa per una visita. Le investigazioni sono state avviate a seguito di alcune segnalazioni giunte alla Guardia di Finanza ad agosto scorso. L’indagine ha messo a fuoco l’illecito modus operandi del primario di Cardiologia che utilizzava la struttura pubblica per fini privati, visitando a pagamento i propri «clienti» mentre i pazienti pubblici attendevano mesi in lista d’attesa per una visita.
Le prenotazioni dei pazienti privati venivano gestite da casa dalla moglie del primario che si presentava agli interlocutori come «Cardiologia di Pieve». Ma le infermiere si erano accorte del comportamento anomalo del primario, ed hanno documentato sistematicamente i casi sospetti inchiodando il medico.
