Timidi segnali di risveglio nel settore della compravendita delle case in provincia di Belluno. Mentre per quanto riguarda gli uffici e i n

“Il borsino immobiliare è uno strumento fondamentale per la nostra professione – ha detto il vicepresidente regionale e consigliere nazionale Fiaip Giuliano Dal Magro – perché ad una stima corretta segue una vendita corretta”. Dal Magro ha posto l’accento sul fenomeno dell’abusivismo, che tocca il 50% delle transazioni, dove intermediari improvvisati talvolta cadono in stime errate con l’impossibilità per i venditore di collocare l’immobile. Rodolfo Rota, vicepresidente provinciale Fiaip, ha illustrato quanto sia variegato il mercato immobiliare della nostra provincia. Con prezzi che vanno dai 250-300 euro al metro quadrato per rustici a Vas o fabbricati a Lozzo di Cadore ai 22mila euro al metro quadrato per il nuovo di Cortina d’Ampezzo, che ha superato oramai Venezia ‘illustre sorella’ di pianura, i cui valori massimi però, non superano i 10.500 euro al metro quadro, nel sestiere-salotto di San Marco (praticamente il top del top).

“Molte sono le variabili nella determinazione del valore – ha detto Rota – tra cui la corrispondenza dei vani, e la conformità alle norme. Anche le zone all’interno di uno stesso Comune concorrono alla valutazione, Castion ad esempio ha quotazioni analoghe a via Feltre”.
La realtà bellunese è comunque simile a quella di altri capoluoghi, stretta tra la crisi internazionale e – qui sta la variabile – una connotazione geografica tanto affascinante quanto sfavorevole, se vittima della debolezza o dell’assenza di adeguati servizi e di politiche di rivitalizzazione.
Anche qui, si registrano flessioni un po’ ovunque, in linea con ciò che accade a livello regionale.
I dati. Per quanto riguarda la casa, con una percentuale del tutto simile a quella di altre province, cresce, rispetto al 2009, il numero degli immobili offerti sul mercato (+13%) e cresce – anche se di poco, il numero delle transazioni effettuate (+0,9%), mentre le previsioni sui prezzi per il 2011 indicano una diminuzione dello 0,6%. Per le locazioni la situazione rimane stazionaria su tutti i fronti.
Guardando agli uffici, le compravendite scendono sensibilmente (-12,3%); giù, anche se in misura inferiore, pure le locazioni (-1,8%).
Segno negativo anche per quanto riguarda le compravendite degli immobili destinati ad attività commerciali (-9,6%), così come per le locazioni (-1,3%), a fronte di una riduzione dei canoni di affitto del 5,5%).
“A influire su questo andamento è da un lato la crisi e la conseguente chiusura, o il trasferimento, di molte grandi attività imprenditoriali, occhialeria in testa – spiega il presidente Fiaip Ivan Damian – dall’altro la perdita di molti uffici regionali e di sedi militari, che stanno tuttora contribuendo allo spopolamento del territorio. Un territorio che sconta anche collegamenti insufficienti con la pianura e tra le diverse zone della montagna (corse sempre più rade dei mezzi di trasporto). Se lo spopolamento crea disagio in pianura, in montagna ha effetti amplificati”.
L’esperienza ci dice che questo è il momento ideale per acquistare casa – dichiara Damian – In tutta la provincia i prezzi sono un po’ calati, il che invoglia gli acquirenti che non sono più disposti ad acquistare secondo le valutazioni di due o tre anni fa. Nel breve termine non è previsto un aumento dei prezzi. Solo per le nuove costruzioni, realizzate con requisiti e secondo criteri nuovi, potrebbe registrarsi un aumento del costo. Ma non si tratterebbe comunque di aumenti legati a dinamiche di mercato. I nuovi edifici devono infatti rispettare nuovi canoni, nuovi criteri ambientali e di risparmio energetico – spiega Damian – è una rivoluzione nel modo di costruire e nel tempo si allargherà anche la forbice tra i prezzi dei nuovi edifici e quelli vecchi o usati che dovranno costare sempre meno per essere appetibili. La riqualificazione dell’esistente è una priorità anche in montagna, se si vuole salvaguardare il patrimonio paesaggistico e architettonico dei nostri centri”.
Il lavoro compiuto da Fiaip nel Veneto, con l’apporto di ogni singola provincia, è un punto di partenza fondamentale, perché si sposa perfettamente con un progetto più ampio che sta nascendo a livello nazionale e che prevede l’istituzione della figura del Valutatore Esperto.
