Belluno, 21/05/2026 In riferimento all’incontro pubblico svoltosi presso la Sala Consiliare di Palazzo Rosso relativo al progetto “Culture Link – Fase Tre”, appare necessario chiarire pubblicamente che quanto illustrato dall’Amministrazione Comunale e dai soggetti intervenuti non corrisponde, né nella forma né nella sostanza, al progetto originariamente approvato nell’ambito del percorso condiviso con Fondazione Cariverona.
Quello presentato oggi non è il progetto “Culture Link” così come concepito, scritto e finanziato.
È, di fatto, un progetto profondamente diverso, che utilizza impropriamente il nome “Culture Link”, ma che ha completamente smarrito gli obiettivi strategici, il metodo di lavoro e la governance previsti nei documenti ufficiali approvati.
Il progetto originario non nasceva come semplice sportello di orientamento per giovani imprenditori culturali, né come incubatore di startup creative o piattaforma di comunicazione digitale.
Culture Link nasceva invece come un grande progetto territoriale di sistema, finalizzato alla costruzione di un ecosistema culturale provinciale stabile, partecipato e condiviso, capace di mettere in rete enti pubblici, associazioni, operatori culturali, giovani, istituzioni formative e soggetti economici del territorio bellunese.
La documentazione ufficiale dell’Agenda Strategica è chiarissima su questo punto.
Il cuore del progetto era infatti:
la costruzione di una governance culturale provinciale condivisa;
la trasformazione della Fondazione Teatri delle Dolomiti in una vera cabina di regia territoriale;
la revisione partecipata dello statuto della Fondazione;
la creazione di una “Assemblea dei Partecipanti” composta dagli aderenti al partenariato Culture Link;
l’attivazione di tavoli di lavoro permanenti con tutte le realtà culturali del territorio.
Tutto questo è scritto esplicitamente nei documenti ufficiali del progetto.
L’Agenda Strategica prevedeva infatti:
la revisione dello statuto della Fondazione;
l’ampliamento della compagine dei soc
la creazione di un nuovo organismo partecipativo provinciale;
la definizione di meccanismi permanenti di coordinamento culturale territoriale.
Nulla di questo è mai stato avviato.
Non sono mai stati convocati tavoli di lavoro territoriali aperti e strutturati con le associazioni aderenti. Non è mai stato costruito il percorso partecipato previsto. Non è mai stata attivata l’Assemblea dei Partecipanti. Non è mai stata condivisa con la rete territoriale una proposta concreta di revisione statutaria. Non è mai stata attuata quella governance collettiva che rappresentava la vera ossatura del progetto.
Il progetto originario prevedeva inoltre una metodologia precisa di monitoraggio e coordinamento:
incontri di rete mensili verbalizzati;
momenti periodici di confronto tra partner;
condivisione continua degli avanzamenti;
monitoraggio partecipato delle attività.
Anche questo impianto è stato completamente disatteso.
I partner territoriali non sono mai stati realmente coinvolti nei processi decisionali, né aggiornati in maniera strutturata sull’evoluzione del progetto.
Di conseguenza, il progetto ha progressivamente perso la propria natura di ecosistema territoriale condiviso, trasformandosi invece in una gestione centralizzata e fortemente verticalizzata, lontana dalla filosofia originaria approvata con Fondazione Cariverona.
È quindi tecnicamente e politicamente scorretto affermare che il progetto starebbe procedendo “secondo le linee guida prefissate”.
Le linee guida originarie parlavano infatti di:
partecipazione territoriale;
governance condivisa;
co-programmazione culturale;
rete provinciale permanente;
costruzione di un sistema culturale integrato.
N
el comunicato presentato oggi non vi è praticamente alcun riferimento concreto a questi elementi fondanti.
Si parla invece:
di sportelli;
di startup;
di videopillole;
di canali social;
di incubazione progettuale;
di servizi individuali di accompagnamento.
Azioni certamente legittime, ma che rappresentano soltanto una piccola componente operativa del progetto originario e che, da sole, non possono essere presentate come la realizzazione di Culture Link.
La verità è che il progetto originario è stato progressivamente svuotato della propria dimensione sistemica e partecipativa.
È stato abbandonato il percorso di costruzione di un ecosistema culturale provinciale. È stata accantonata la visione di una Fondazione Teatri delle Dolomiti come cabina di regia territoriale aperta e condivisa. È venuta meno la funzione di coordinamento collettivo del partenariato. È stato sostituito un modello di governance collaborativa con una gestione accentrata e poco trasparente.
Per queste ragioni, risulta necessario chiedere pubblicamente:
perché il progetto originario sia stato modificato in maniera così radicale;
chi abbia assunto tali decisioni;
con quale legittimazione;
perché i partner non siano mai stati
coinvolti nelle modifiche sostanziali dell’impianto progettuale;
e in che modo Fondazione Cariverona sia stata informata di questo cambiamento strutturale rispetto agli obiettivi inizialmente approvati.
Oggi più che mai è necessario ristabilire trasparenza, chiarezza e correttezza istituzionale.
Perché ciò che viene presentato oggi come “Culture Link” non corrisponde più, né nella visione né nella governance, al progetto che era stato condiviso e finanziato all’origine.
Prof. Massimo Ferigutti
Ex Presidente Fondazione Teatri delle Dolomiti
Ideatore del progetto Culture Link
