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Belluno. Il caso di via Feltre secondo la Lipu e Italia Nostra, tra numeri errati e marciapiedi dimenticati

Lipu e Italia Nostra intervengono sulla questione dei tigli: «Il Comune confonde i dati sul verde urbano. I danni alle radici? Colpa della mancata manutenzione per trent’anni, non degli alberi».

Belluno, 02/05/2026 – Non accenna a placarsi la polemica sul rifacimento di via Feltre e sul contestato abbattimento dei tigli storici, un’operazione attualmente congelata dal TAR ma che continua a far discutere per le motivazioni addotte dall’Amministrazione comunale. In questo clima di incertezza, la delegazione locale della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) ha sollevato due questioni centrali: un clamoroso errore statistico sbandierato dalla giunta e la reale natura dei danni ai marciapiedi.

Il pasticcio dei numeri: quanti alberi ha davvero Belluno?

Nelle scorse settimane, il sindaco Oscar De Pellegrin aveva difeso l’operato del Comune citando il rapporto “Ecosistema Urbano”, definendo Belluno la città più verde d’Italia con «200 alberi ogni 100 mila abitanti». Un dato che ha fatto sorridere la Lipu.

«Basta un po’ di matematica per capire che i conti non tornano», spiega Niccolò Sovilla, delegato provinciale Lipu. «Se i dati del sindaco fossero veri, in tutta Belluno ci sarebbero solo 71 alberi. Solo in via Feltre, prima dei tagli, ce n’erano 147». L’errore, probabilmente una svista nella lettura dei parametri, è macroscopico: il rapporto reale indicava 200 alberi ogni 100 abitanti (circa 71.000 in totale).

Tuttavia, la Lipu avverte che non c’è tempo per compiacersi del primato: il rapporto 2025, più aggiornato, ridimensiona drasticamente il vantaggio bellunese, portando il dato a 28 alberi ogni 100 abitanti in aree pubbliche. «Non è pensabile che siano spariti 60 mila alberi in un anno senza una rivolta — ironizza Sovilla — semplicemente i dati precedenti erano sovrastimati o mal interpretati».

Marciapiedi: «Danni causati dall’incuria, non dai tigli»

Il cuore della protesta riguarda però le ragioni tecniche dell’abbattimento. Secondo Palazzo Rosso, le radici dei tigli avrebbero reso i marciapiedi di via Feltre impraticabili e pericolosi. Un’affermazione che Anacleto Boranga (Italia Nostra Belluno) contesta fermamente dati e immagini alla mano.

«Il sollevamento dell’asfalto è evidente sui marciapiedi ma assente sulla sede stradale», osserva Boranga. «Questo dimostra che non si tratta di danni irreparabili causati dalla natura degli alberi, ma di una disparità di trattamento nella manutenzione. Mentre la strada viene curata regolarmente, l’ultimo intervento serio sui marciapiedi risale agli anni novanta». A riprova di ciò, la Lipu segnala che nel tratto tra il bar Casinet e la sede dell’Ulss, dove la manutenzione è stata effettuata, il problema non sussiste.

Sicurezza e mobilità: le critiche al progetto

Italia Nostra Belluno sottolinea come i cittadini, pur avendo raccolto 500 firme per segnalare i disagi dei pedoni, non abbiano mai chiesto l’abbattimento dei filari. Anzi, la preoccupazione è che, eliminando i tigli, venga meno l’ombreggiatura fondamentale per una via esposta sull’asse est-ovest, rendendo la passeggiata invivibile durante l’estate.

L’attacco finale è rivolto alla visione urbanistica complessiva: «L’abbattimento dei tigli tradisce una mobilità che privilegia i parcheggi per le auto a discapito della sicurezza», conclude Boranga. Il progetto della nuova pista ciclopedonale viene infatti giudicato “insicuro” a causa delle dimensioni ridotte e della promiscuità tra bici e pedoni, elementi che, secondo l’associazione, entrerebbero in netto contrasto con lo stesso PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) adottato dal Comune.

Mentre il TAR si prepara a decidere il destino definitivo dei filari, la palla passa ora all’Amministrazione, chiamata a rispondere su dati che, stando alla Lipu, sembrano non reggere alla prova dei fatti.

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