La sistemazione urbanistica di via Feltre, una delle principali arterie della città di Belluno, sta facendo parlare di sé, più in male che in bene.
Il punto focale della discussione sembra essere l’abbattimento di oltre 100 alberi che
ombreggiavano ed abbellivano la via. A dire del sindaco, gli alberi versano in forte sofferenza.
Ma davvero si piò credere che tutti stiano soffrendo?
E sulla base di quali dati e studi scientifici?
Il fatto di vivere in un’area urbana asfaltata non è un segnale che la pianta sta male, anzi. Ed il fatto che questi alberi verranno sostituiti non può e non deve essere ritenuta una compensazione adeguata visto che parliamo di tutt’altre piante, sotto ogni profilo. E mentre si attenderà che crescano, perché ragionevolmente non si possono piantare alberi alti 10 metri, verranno a mancare il refrigerio che producevano, la loro compagnia ed il canto degli uccelli che tanta gioia dava ai residenti. Non di meno, tornando alle preoccupazioni del sindaco, come possiamo essere certi che i nuovi alberi non soffriranno? L’amministrazione pensa davvero che un’aiuola con qualche sacco di terra possa garantire benessere alle nuove piante?
Sono passati pochissimi mesi dallo scorso settembre quando il comune di Belluno ha approvato delle modifiche al regolamento comunale già esistente dal 2017, modifiche che si potevano anche evitare e che sono sembrate a molti una mossa “politica” piuttosto che una necessità.
Va ricordato che l’Art. 4 – Tutela degli animali, recita al comma 1 “Il Comune promuove e disciplina la tutela degli animali da affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti e il loro abbandono” e al comma 2 “Il Comune si adopera altresì a diffondere e promuovere massimamente le garanzie giuridiche attribuite agli animali dalle leggi dello Stato”. Non di meno va anche ricordato l’Art. 9 – Maltrattamento e mancato benessere di animali che al comma 1 recita “E’ vietato mettere in atto qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti degli animali ed è altresì vietata qualsiasi azione che possa nuocere al benessere degli animali”.
Paradossale, non fosse per la potenziale tragicità della cosa, come solo una stagione dopo,
l’amministrazione tenda ad andare controcorrente con quanto ha approvato. Cito qui le parole del sindaco De Pellegrin in quel frangente (redazione Bellunopress del 29 settembre 2025):
“L’Amministrazione comunale ha sempre posto grande attenzione al tema del benessere animale – spiega il sindaco, Oscar De Pellegrin – e con questo aggiornamento diamo ulteriore concretezza a un percorso fatto di sensibilizzazione, tutela e rispetto. Le regole non sono mai fini a sé stesse, ma strumenti per favorire una convivenza più equilibrata tra persone e animali, in un’ottica di civiltà e responsabilità condivisa”.
Ora viene da chiedersi quali studi e indagini siano state fatte riguardo alla presenza di avifauna ma non solo, considerando le moltissime altre specie animali che vivono (vivevano, sigh) sulle piante.
Perché se nulla è stato fatto in merito, l’amministrazione dovrebbe chiaramente prendere
provvedimenti contro sé stessa per le azioni effettuatė. perché, seppure sia solamente una
conseguenza, togliere la casa agli animali, significa produrre loro sofferenza, come la vigente normativa dice chiaramente.
Nelle interviste rilasciate, il sindaco sembra più preoccupato per i disagi (inevitabili e comprensibili) che si creeranno alla popolazione umana che per i danni costituiti dagli abbattimenti, agli animali umani e non. Tutto ciò è decisamente deludente e preoccupante, se si pensa che questa amministrazione ha persino un referente per il benessere animale. Purtroppo, come spesso accade, questo tipo di incarico viene conferito a personale che non ha qualifiche né competenze specifiche. Un vero peccato perché a pagarne le spese sono quegli animali che tante, troppe persone dicono di amare senza nemmeno conoscerne le esigenze.
Via Feltre non sarà più la stessa. Sicuramente sarà rinnovata e potrà, agli occhi dei turisti e di chi non conosce Belluno, apparire come l’inizio di quella “città splendente” tanto vantata ed auspicata da questa amministrazione ma di certo per chi nella via vive, lavora e passa quotidianamente, sarà solamente l’ombra di quella bellezza che un tempo era.
Cristiano Fant
Operatore Esperto in Etologia Relazionale
