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Consigliera di Parità territoriale. Presidente Staunovo Polacco: “No alla soppressione, presidio di legalità insostituibile”

Belluno, 07/04/2026 – Il Presidente della Provincia di Belluno, Marco Staunovo Polacco, su proposta della consigliera delegata alle pari opportunità, Matilde Vieceli, ha inviato una nota formale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai Ministeri competenti il cui obiettivo è esprimere forte preoccupazione per il decreto legislativo (atto governo n. 382) che prevede la soppressione delle figure territoriali delle Consigliere e dei Consiglieri di parità, chiedendone il mantenimento.

Il provvedimento, la cui problematicità è stata sottoposta dal Presidente sia all’attenzione dei Presidenti delle province del Veneto, a margine della recente riunione dell’UPI Veneto, sia del senatore De Carlo, mira a istituire un ente centrale unico. La Provincia di Belluno evidenzia tuttavia come tale scelta sacrificherebbe uno strumento di prossimità fondamentale: in un territorio montano e complesso come quello bellunese, accentrare le funzioni significherebbe rendere le istituzioni “irreperibili”, aumentando il peso della burocrazia proprio per le fasce di popolazione che già vivono in condizioni di svantaggio.

La nota evidenzia, altresì, l’importante lavoro svolto dall’attuale Consigliera Provinciale di Parità di Belluno, Flavia Monego. I numeri testimoniano l’efficacia della sua attività sul territorio: 55 procedimenti di conciliazione gestiti in materia di discriminazione sul lavoro; promozione di molteplici azioni positive e iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e nelle aziende; creazione di una rete virtuosa con istituzioni locali, sindacati, associazioni di categoria e centri antiviolenza.

“La parità di genere non è una questione ideologica, ma una condizione essenziale di civiltà e di sviluppo economico e sociale che appartiene all’intera comunità bellunese” si legge nel documento.

L’importanza della figura della Consigliera di Parità è tale da essere stata formalmente inserita dalla Conferenza dei Sindaci dell’Azienda ULSS 1 Dolomiti all’interno del Piano di Zona 2026. La presenza della Consigliera non è considerata un “doppione burocratico”, bensì una garanzia democratica capace di intervenire con rapidità ed efficacia nelle discriminazioni quotidiane.

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