Bruxelles, 24 marzo – «L’entrata in vigore provvisoria dell’accordo UE‑Mercosur dal 1° maggio è un nuovo passo verso un’Europa che sacrifica salute, ambiente e piccoli agricoltori sull’altare di logiche geopolitiche e di pressioni di grandi interessi economici» lo dichiara Cristina Guarda, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra.
«Continuiamo a subire accordi in cui il commercio internazionale viene usato come strumento politico, mentre chi lavora la terra, chi produce in modo sostenibile e chi rispetta norme più alte in materia sanitaria e ambientale viene penalizzato. È inaccettabile che la Commissione finga di difendere l’agricoltura europea e poi apra le porte a milioni di tonnellate di carne e prodotti a standard inferiori, senza clausole di tutela efficaci» spiega Guarda.
«Le cosiddette salvaguardie sul Mercosur sono una foglia di fico: difficili da attivare, lente e senza alcun obbligo reale per la Commissione a intervenire quando i danni agli agricoltori sono già evidenti. Così si trasforma l’agricoltura europea in merce di scambio e si svendono anni di lotta per la qualità, la sicurezza alimentare e la transizione ecologica» continua.
«In Italia il governo Meloni ha difeso il Mercosur con la stessa logica con cui ha strumentalizzato il referendum sulla giustizia: una manovra interna pensata per rispondere a pressioni e clientele, più che ai bisogni reali delle persone e dei territori. Così come il referendum sulla giustizia si è rivelato un boomerang politico che avrebbe scaricato i costi sui più deboli, anche il Mercosur rischia di diventare una scelta pagata dagli agricoltori, dagli allevatori e dalle comunità rurali, mentre i veri beneficiari restano le grandi lobby del mercato» spiega.
«Meloni ha strumentalizzato il referendum e ha perso contro il voto popolare; con gli agricoltori, invece, ha dovuto ammettere in pubblico di essersi vergognata di loro quando le proteste l’hanno messa in “imbarazzo”. Un governo che usa gli agricoltori come moneta di scambio fino a quando non esplodono le loro centinaia di migliaia di tonnellate di rabbia, ma che non cambia mai le proprie scelte, anche quando sono fallimentari» conclude.
