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Sanità, l’onda rosa travolge i camici bianchi: tra cinque anni sei medici su dieci saranno donne

I dati FNOMCeO delineano il futuro della professione: tra gli “under 70” le dottoresse sono già il 55%. Il Presidente Anelli: “Urgente rivedere i modelli organizzativi e conciliare i tempi vita-lavoro”.

La professione medica in Italia cambia volto e si tinge di rosa. Non è solo una questione di percezione, ma una certezza statistica: tra soli cinque anni, sei medici in attività su dieci saranno donne. È quanto emerge dalle ultime proiezioni del CED della FNOMCeO (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici), diffuse in occasione dell’8 marzo.

Se guardiamo al totale degli iscritti (oltre 431mila), gli uomini mantengono ancora una sottile maggioranza (52,5%), ma il dato è figlio di una generazione che sta andando in pensione. Il vero cuore pulsante della sanità italiana, quello dei professionisti con meno di 70 anni, parla già oggi al femminile: le donne sono il 55%, con punte che sfiorano il 64% nella fascia d’età tra i 45 e i 49 anni, ovvero nel pieno della maturità professionale.

La “gobba pensionistica” e il ricambio generazionale

Il sistema sanitario si trova in un momento di transizione storica. “Siamo nel pieno dell’ondata di pensionamenti”, spiega il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli. I medici tra i 65 e i 74 anni, dove gli uomini sono la netta maggioranza, rappresentano oltre un quarto della categoria. Tuttavia, dietro di loro avanza una generazione giovanissima e femminile: tra gli under 30, le dottoresse tornano a essere il 60%.

Un modello organizzativo da rifondare

Questa trasformazione demografica impone una riflessione profonda sulla struttura del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Non si tratta solo di quote rosa, ma di gestione del lavoro.

“I modelli organizzativi e gli orari di lavoro devono tenere conto di questa realtà”, avverte Anelli. “Dobbiamo permettere a donne e uomini di conciliare la carriera con la vita privata, evitando che le assenze per maternità pesino su organici già ridotti e investendo con decisione sulla sicurezza degli operatori”.

Proprio il tema della sicurezza sarà al centro della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, che si celebrerà il prossimo 12 marzo a Perugia.

Odontoiatria: il gap si accorcia

Se la medicina generale e specialistica corre verso il sorpasso femminile, l’odontoiatria segue a un ritmo più lento ma costante. Qui gli uomini sono ancora il 69%, ma il dato cala di un punto percentuale ogni anno. Tra i giovanissimi (25-29 anni), le odontoiatre hanno già superato i colleghi maschi (1.712 contro 1.538).

Andrea Senna, Presidente della Commissione Albo Odontoiatri (CAO), sottolinea la necessità di un “mutamento culturale profondo”: “La parità reale richiede una revisione degli atteggiamenti, specialmente maschili, nella divisione degli oneri familiari”.

Dal 1922 al 2002: un ponte tra generazioni

I numeri raccontano anche storie di straordinaria longevità. Le due iscritte più anziane d’Italia sono nate nel 1922: Isabella Picciotto, odontoiatra messinese, e Natalia Prada, pediatra comasca. All’estremo opposto, il futuro ha il volto della dottoressa Douaa Kachtouli, nata a Dubai nel 2002 e iscritta all’Ordine di Milano, una delle più giovani d’Italia.

L’eredità di pioniere come Maria Antonietta Caterini, recentemente scomparsa dopo quasi ottant’anni di laurea, passa ora nelle mani di una nuova generazione di professioniste pronte a guidare la sanità di domani.

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