L’uomo, un bellunese con precedenti specifici, non accettava la fine della relazione. Per la vittima, una donna di 48 anni, è scattato il protocollo del “Codice Rosso” con l’applicazione del braccialetto elettronico.
Belluno, 12 gennaio 2026 – Non accettava la fine della loro storia d’amore e aveva trasformato la vita dell’ex compagna in un vero e proprio inferno fatto di appostamenti quotidiani e messaggi ossessivi. La spirale di violenza psicologica si è interrotta venerdì 9 gennaio, quando gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Belluno hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un cittadino bellunese del 1972.
Quattro mesi di persecuzioni
Il calvario per la vittima, una donna di nazionalità georgiana di 48 anni impiegata come assistente agli anziani, era iniziato a settembre, subito dopo la decisione di interrompere il rapporto sentimentale. Da quel momento, l’uomo ha iniziato a tempestarla di telefonate e messaggi sui social network.
Con il passare delle settimane, le condotte dell’indagato si sono fatte sempre più asfissianti: gli appostamenti sotto l’abitazione dove la donna vive e lavora erano diventati quotidiani. Un clima di terrore che ha costretto la 48enne a modificare radicalmente le proprie abitudini: aveva cambiato numero di telefono e, sopraffatta dalla paura di incontri ravvicinati, aveva smesso di uscire di casa da sola.
L’arresto in flagranza
L’epilogo della vicenda è avvenuto nella mattinata di venerdì scorso. L’uomo si è presentato nuovamente sotto casa della donna, iniziando a urlare il suo nome con insistenza. Terrorizzata, la vittima ha chiesto aiuto agli investigatori della Squadra Mobile.
Il pronto intervento degli agenti, supportati dalle Volanti, ha permesso di bloccare l’uomo proprio mentre si trovava ancora sul posto. Dagli accertamenti è emerso un profilo inquietante: il 53enne era già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro la persona e vantava già una precedente condanna per stalking ai danni di un’altra donna.
Le misure cautelari
Dopo l’arresto, l’uomo è stato inizialmente posto ai domiciliari. In sede di udienza di convalida, l’Autorità Giudiziaria ha confermato la gravità degli indizi e ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima, con l’applicazione del braccialetto elettronico per monitorarne gli spostamenti e garantire l’incolumità della donna.
L’operazione si inserisce nel quadro delle attività di contrasto alla violenza di genere coordinate dalla Questura di Belluno, ribadendo l’importanza della denuncia tempestiva da parte delle vittime per attivare le tutele previste dal protocollo del “Codice Rosso”.
