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Cucina Italiana patrimonio Unesco. Luciani: “Ora la politica bellunese lavori per la tutela del pastin”

Paolo Luciani, assessore al Turismo del Comune di Belluno

“Il riconoscimento Unesco alla cucina italiana sia di stimolo ed occasione per fare rete sul nostro prodotto locale bellunese per eccellenza: il Pastin”.

Ha tutto il sapore di una dichiarazione culinaria quella di Paolo Luciani (Lega), assessore al turismo e attività economiche in Comune a Belluno, ma nella realtà è una considerazione che vuole andare oltre la semplicità del prodotto culinario a km0 e divenire uno sprono alla politica locale e provinciale per fare sintesi sulle proposte emerse nel recente passato.

Il riconoscimento Unesco ottenuto nelle scorse ore a favore della cucina italiana, prima al mondo ad essere riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità nella sua interezza, fa riflettere su tre pilastri: storicità culturale, tradizione culinaria, genuinità in termini di salute fisica. Fattori che si riflettono e possono declinarsi anche nella declinazione della cucina locale

“Questo riconoscimento riguarda tutti noi, la quotidianità della nostra vita e storia, ma soprattutto racconta il riconoscimento di un marchio legato ad un prodotto che evidentemente abbiamo saputo esportante nel mondo: il cibo”, aggiunge il leghista che nella sua attività politica ed amministrativa ha spesso saputo affiancare la promozione del territorio e dei suoi prodotti con la loro commercializzazione quali elementi di valore acclarato come in occasione dell’ultima fiera del patrono San Martino con la kermesse denominata Pastin Gourmet.

“Ora è bene che anche la politica bellunese sfrutti l’onda lunga del riconoscimento Unesco – sottolinea l’assessore – e lavori per la tutela di questo prodotto locale che tutti noi raccontiamo per i suoi pregi, quale simbolo dell’identità gastronomica dolomitica, raccontando il legame profondo tra gusto, territorio e tradizione. Partendo dalla ricetta, a chi la tramanda ed arrivando al consumo finale”.

Auspicando quindi un superamento dell’attuale riconoscimento quale Prodotto Alimentare Tradizionale (PAT) per ottenere qualcosa in più e dando lustro e seguito alle categorie come Confcommercio Belluno che ha sempre saputo dare lustro al prodotto ed ai macellai che da secoli ne tramandano la ricetta.

“L’auspicio – conclude Luciani – è che si possa fare rete a tutti i livelli anche sfruttando la vetrina olimpica ormai imminente per lanciare tutti insieme una proposta territoriale”.

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