Presidente della Regione proclama tre giorni di lutto regionale
Castel d’Azzano (Verona), 14 ottobre 2025 – L’Italia si sveglia sotto il peso di una tragedia che ha spezzato la vita di tre servitori dello Stato. I carabinieri Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello sono morti questa mattina a Castel D’Azzano, in provincia di Verona, travolti dall’esplosione di un casolare colonico durante una delicata operazione di perquisizione e sgombero. I tre militari dell’Arma, in servizio tra Padova e Mestre, erano stati chiamati a intervenire proprio in virtù dell’estrema pericolosità della situazione. Il casolare, oggetto di una procedura di sgombero, era occupato dai fratelli Rampone, i quali avevano già in precedenza manifestato la volontà di “far saltare in aria” l’abitazione, minacciando di innescare una deflagrazione con il gas pur di impedire l’accesso alle forze dell’ordine. Una minaccia che purtroppo si è trasformata in una tragica realtà. La deflagrazione, innescata dai fratelli Rampone per fermare l’avanzare della perquisizione, è stata violenta e fatale. Il casolare è stato distrutto, travolgendo i carabinieri intervenuti.
Venezia, 14 ottobre 2024 – In seguito alla tragedia di Castel d’Azzano (Verona), il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha firmato il decreto che proclama il lutto regionale per tre giorni e per il giorno in cui saranno fissate le esequie dei Carabinieri caduti. In questi giorni su tutto il territorio veneto è previsto vengano esposte le bandiere a mezz’asta nelle sedi istituzionali. Il Governatore ha dato comunicazione del decreto alla Prefettura di Venezia per la più ampia diffusione a tutte le Istituzioni.
Elisa Venturini (consigliere regionale Veneto FI): «Con profondo sgomento apprendo della tragica scomparsa dei tre Carabinieri caduti a Castel d’Azzano, mentre svolgevano il loro dovere con dedizione, altruismo e coraggio.
Esprimo le mie più sincere condoglianze alle loro famiglie, ai colleghi e a tutta l’Arma dei Carabinieri. Ogni volta che viene toccato un esponente delle Forze dell’Ordine, è l’intera comunità a esserne ferita: questi uomini e donne rappresentano lo Stato, la sicurezza, la legalità, e il loro sacrificio ci riguarda tutti. Siamo in attesa dei risultati completi delle indagini, ma quanto emerge dai primi rilievi e dalle dichiarazioni del Procuratore della Repubblica di Verona, Raffaele Tito — che parla di “omicidio premeditato e volontario” e non esclude l’ipotesi di “strage” — delinea un quadro davvero inquietante.
Le prime ricostruzioni fanno pensare che questa tragedia sia stata preparata, anche alla luce del fatto che in un precedente sopralluogo per lo sgombero erano state viste molotov nascoste sul tetto della casa. Tutto ciò lascia un fortissimo senso di sgomento e di smarrimento in ciascuno di noi. Di fronte a un fatto di tale gravità, la nostra vicinanza e il nostro rispetto vanno a tutte le Forze dell’Ordine che ogni giorno, con coraggio, affrontano rischi enormi per difendere la sicurezza dei cittadini e i valori della nostra
