Agordo – Prende il via venerdì 17 ottobre 2025, alle ore 20.15, dalla Sala della Biblioteca di Agordo, la serie di cinque incontri aperti alla cittadinanza intitolata “Disarmare la Finanza”. L’iniziativa, promossa da un fronte ampio di associazioni, gruppi politici e sindacali della provincia di Belluno, punta i riflettori sulla necessità di deviare i flussi finanziari dalle industrie belliche e promuovere la finanza etica come strumento di pace.
Il ciclo di appuntamenti è frutto della collaborazione tra Acli, Anpi, AVS, Cgil, Fiom, Insieme per Belluno, Libera Bl, M5S, Pace & Disarmo, PD, Rifondazione comunista e Spi-Cgil. I promotori si sono uniti per esprimere un netto contrasto alle politiche di riarmo intraprese da UE, Italia e NATO, ritenute non solo non necessarie, ma anche “onnivore” e inefficaci nel garantire la sicurezza territoriale.
L’accusa mossa è chiara: l’attuale corsa agli armamenti, secondo i dati SIPRI citati, vede i membri europei della NATO spendere complessivamente 454 miliardi di dollari nel 2024, con la spesa militare aggregata dei Paesi UE che ha toccato i 370 miliardi (+20% sul 2023). I dati evidenziano un aumento costante: +77% negli ultimi dieci anni in Europa.
“Non è vero che siamo impreparati ad affrontare eventuali minacce,” spiegano i promotori. “Gli attuali sistemi difensivi già permettono un alto grado di deterrenza. L’aumento degli arsenali tramite ulteriori 800 miliardi del “Rearm Europe” e un incremento al 3% del PIL in spesa militare della NATO per gli stati UE è ingiustificato.”
L’allarme lanciato dal fronte bellunese rievoca il monito del Presidente degli Stati Uniti Eisenhower nel 1961, invitando a vigilare sulla “indebita influenza” dell’immenso establishment militare e della grande industria delle armi – con Leonardo citata tra le prime – sui processi finanziari, culturali e democratici.
Le politiche di riarmo vengono definite “onnivore” perché sottraggono fondi statali a settori cruciali come la scuola, la sanità, l’ambiente, il clima e le politiche sociali, “impoverendo tutti e ingrassando solo i dividendi delle industrie delle armi.” Inoltre, sono viste come foriere di tensioni internazionali che innescano una pericolosa corsa agli armamenti, esacerbando le crisi. A fronte del massimo valore di spesa militare nel 2024 ($2700 MLD), si registra anche il numero più alto di conflitti armati nel pianeta.
Di fronte a questa dinamica, i promotori propongono la finanza etica come l’unico “potente mezzo per rallentare, se non fermare, la folle corsa”, tagliando le risorse finanziarie a chi produce e commercia armi. Se i cittadini “sembrano impotenti e passivi rispetto alle scelte dei governi”, un potere lo hanno: scegliere dove investire il proprio denaro.
Il significato del titolo, “Disarmare la finanza”, è dunque chiaro: finanziare progetti di pace, non strategie di guerra.
Il programma degli incontri
Ogni appuntamento sarà strutturato in tre momenti:
Introduzione dei promotori: Spiegazione del concetto di finanza etica e della sua necessità.
Gli strumenti: Intervento del consulente di Banca Etica, Gareth Donà, che presenterà gli strumenti finanziari della Banca.
Dibattito: Apertura della discussione con la cittadinanza.
Dopo la prima tappa ad Agordo, il ciclo proseguirà in provincia con i seguenti appuntamenti, sempre alle ore 20.15:
14 novembre: Tai di Cadore
21 novembre: Puos d’Alpago (in collaborazione con il Comitato Alpago)
5 dicembre: Feltre (in collaborazione con Sinistra Feltrina)
12 dicembre: Belluno
