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A Palazzo Bembo l’inaugurazione della 29ma edizione di “Oltre le Vette – Metafore, uomini e luoghi della montagna”

Doppio appuntamento sabato 4 ottobre a Belluno per la prima di “Oltre le Vette –
Metafore, uomini e luoghi della montagna”.

La 29ma edizione della rassegna si aprirà a Palazzo Bembo, dove alle 11.30 sarà
inaugurata la mostra fotografica “Dolomiti – Un paesaggio tutelato”. L’esposizione,
visitabile fino a domenica 2 novembre, raccoglie le suggestive fotografie di Manuel
Cicchetti e i testi dello scrittore Antonio G. Bortoluzzi, tratti dall’omonimo libro edito da
Marsilio Arte e Regione del Veneto.

L’inaugurazione della mostra sarà preceduta alle 10.30 dalla presentazione del medesimo
libro fotografico intitolato “Dolomiti – Un paesaggio tutelato”, curata da Flavio Faoro. Il
progetto della mostra-libro itinerante promossa da Marsilio incrocia il tema-quesito della
29.a edizione di Oltre le Vette: Neve? «Ogni persona che ha fatto esperienza della prima
neve ne conserva un ricordo carico di una leggerezza d’animo che induce alla speranza»,
scrive Bortoluzzi.
La mostra consta di 40 fotografie, scelte tra le 140 presenti nel volume, di grande e medio
formato, realizzate nei nove siti dolomitici Patrimonio Unesco e organizzate in cinque
nuclei tematici: Mirabilia, Ascendere, Limite, Persistenza, Segni. Ciascuna sezione è un
varco d’accesso con un racconto che intreccia immagini e parole, invitando il pubblico a
scoprire la montagna come spazio di ascolto, rivelazione e responsabilità.
«Ogni fotografia è una piccola storia, un incipit per chi osserva e possa poi immaginare la
propria di storia», spiega Cicchetti. I colori volutamente sobri e il linguaggio fotografico
rigoroso e antidecorativo restituiscono la montagna nella sua essenza: un paesaggio
fragile, esposto al cambiamento climatico, all’erosione dei ghiacciai, alla cementificazione e
al turismo di massa. Il progetto si sviluppa lungo un ideale piano sequenza di un anno,
seguendo il ritmo delle stagioni e attraversando tre direttrici – landscape, spazi costruiti,
socialità – per restituire complessità a uno degli scenari naturali più iconici e vulnerabili
d’Europa.

Il secondo appuntamento è in programma alle 21 al Teatro Dino Buzzati di Belluno, dove
avrà luogo una serata in collaborazione con il Cai e l’Ana sezioni di Belluno in omaggio a
Arturo Andreoletti (1884-1977), pioniere dell’esplorazione alpinistica tra Ottocento e
Novecento, che combatté la prima guerra mondiale tra le vette bellunesi.
Fondatore dell’Associazione Nazionale Alpini, Arturo Andreoletti è stato un autentico
protagonista della storia dell’alpinismo italiano. Sulle Dolomiti bellunesi ha compiuto
memorabili salite che hanno dischiuso le grandi stagioni alpinistiche degli anni Venti e
Trenta. A Belluno lo lega in particolare l’affetto per la Gusela del Vescovà sulla Schiara che
ha salito per primo nel 1913. Ma la sua grande impresa è stata la prima salita della parete
nord-est dell’Agner. Con lui in cordata il 14 settembre e il 15 settembre 1921 c’erano
Francesco Jori e Renato Zanutti. Nessuno prima di loro aveva affrontato con successo i
1500 metri della magnifica parete della Croda Granda.

L’idea di ricordare la figura dell’alpinista-alpino Arturo Andreoletti ha messo in moto un
articolato lavoro di ricerca negli archivi del Cai e dell’Ana, che si è concluso con
l’allestimento di un corollario di testimonianze, scandite da immagini inedite e
accompagnate dal suono di una fisarmonica.
Alla serata interverranno il presidente del Cai di Belluno Paolo Barp e Franco Licini,
referente de Centro studi Ana di Belluno che sottolinea la centralità di Andreoletti: «Ha
voluto che l’associazione fosse dedicata non solo agli ufficiali reduci della prima guerra
mondiale ma anche ai militari semplici».

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