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Zoppè di Cadore: un viaggio fotografico nel cuore dei tabià

Inaugurazione il 1° agosto al Museo Etnografico “Al Poiàt” per una mostra che celebra e interroga il paesaggio alpino attraverso l’obiettivo di 50 anni di fotografia.

Zoppè di Cadore, incastonato a 1460 metri di altitudine nelle Dolomiti bellunesi, si prepara ad accogliere una mostra fotografica unica, dedicata a uno dei simboli più emblematici del suo territorio: i Tabià, i fienili con stalla che da secoli costituiscono l’ossatura portante del suo spazio antropico e la forma riconoscibile di questo straordinario paese alpino.

L’esposizione, intitolata “Zoppè di Cadore: Una Storia Fotografica”, verrà inaugurata venerdì 1° agosto 2025 alle ore 17 presso il Museo Etnografico “Al Poiàt” e sarà visitabile fino al 7 settembre 2025. Gli orari di apertura sono tutti i giorni, esclusi i lunedì, dalle 15:30 alle 18:30.

La mostra è il frutto di mezzo secolo di scatti fotografici, realizzati con tecniche analogiche, digitali e stenopeiche, tutti concentrati su un unico, potente soggetto: il Tabia. Queste costruzioni, pur essendo oggi spesso privi di una funzione pratica e molti dei quali ormai scomparsi o logorati dal tempo, raccontano una storia profonda e, allo stesso tempo, rivelano le contraddizioni delle trasformazioni succedutesi dagli anni ’60 del secolo scorso.

Il testo che accompagna l’esposizione evidenzia come l’impoverimento della qualità e dell’integrazione reciproca tra gli edifici sia una delle conseguenze del “boom” edilizio postbellico. Mentre nuove costruzioni, pensate come espressione di un raggiunto benessere individuale e realizzate con tecniche importate, hanno alterato il tessuto urbano, un prezioso patrimonio di Tabià e abitazioni tradizionali, che un tempo formavano un insediamento compatto e integrato, si trova oggi sempre più isolato. La mostra lancia una domanda cruciale: cosa rimarrà dell’invidiabile unicità di questi insediamenti quando l’ultimo Tabia scomparirà, lasciando il posto a una forma insediativa “slabbrata e scollegata dalla bellezza naturale che la avvolge”?

L’aspetto più evocativo della mostra risiede nelle stampe fotografiche, realizzate in copia unica con le tecniche della “gomma” e della “callitipia”. Queste antiche metodologie di stampa conferiscono alle immagini un’aura particolare, capace di trasmettere l’anima di questi edifici e il loro legame indissolubile con il territorio.

A completare l’esperienza, un catalogo allegato alla mostra ripercorre la storia evolutiva dell’edificio Tabia nell’area di Zoppè di Cadore. Un’analisi che, pur specifica per questa località, si rivela emblematica per tutti i territori delle terre alte, offrendo spunti di riflessione sulla conservazione del patrimonio architettonico e sulla sostenibilità dello sviluppo alpino.

“Zoppè di Cadore: Una Storia Fotografica” non è solo una mostra di immagini, ma un invito a riflettere sulla memoria, sull’identità e sul futuro di un paesaggio che, grazie ai suoi Tabià, continua a raccontare una storia millenaria.

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