Borgo Valbelluna, 6 luglio 2025 – In un clima internazionale sempre più teso, dove le voci di pace vengono soffocate dal frastuono del riarmo, la Casa Operaia di Lentiai si prepara ad accogliere un incontro cruciale. Giovedì 10 luglio alle 20:30, verrà presentata la Rete Mondiale BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), un movimento che si propone di contrastare le atrocità globali attraverso la pressione economica e la consapevolezza dei consumatori.
L’evento si inserisce in un contesto preoccupante, dove, come si legge nell’introduzione dell’incontro, “Se vuoi la pace, prepara la guerra” (dal latino: “Si vis pacem, para bellum”) è tornato a essere il mantra dominante dei discorsi istituzionali. Dichiarazioni come quella del segretario della NATO, che esorta a “essere pronti a soffrire e morire insieme”, alimentano un’assuefazione alla violenza, dove le vittime più fragili sono sempre i più deboli.
La spirale senza fine del riarmo e il tradimento dei popoli
Gli organizzatori dell’incontro denunciano apertamente il tradimento dei desideri di pace dei popoli da parte dei “potenti”, che perpetuano false propagande a favore del riarmo. Questa illusione di supremazia, lungi dal risolvere i problemi, innesca una spirale senza fine in cui il riarmo di una parte provoca quello delle controparti, rendendo il mondo un luogo sempre meno sicuro. Gli investimenti in armi, sottolineano, vengono sottratti ai bisogni primari del pianeta e dei suoi abitanti, arricchendo multinazionali i cui profitti superano il PIL di intere nazioni sovrane.
La denuncia si estende alla progressiva decomposizione delle democrazie, delle Nazioni Unite e dei valori costituzionali, nati dopo l’ultima catastrofe bellica proprio per bandire la guerra dalla storia. L’ipocrisia della politica europea, che tollera i crimini degli “amici” e si accanisce contro i “nemici” – entrambi colpevoli di crimini contro l’umanità – sta erodendo la credibilità internazionale e aumentando le divisioni tra i popoli.
Il grido di sdegno per la palestina e l’ “Economia del genocidio”
Il tema centrale dell’incontro sarà, inevitabilmente, la tragedia del popolo palestinese. Viene espresso uno sdegno profondo e la richiesta di perdono per l’indifferenza della politica europea di fronte a un genocidio in corso da oltre un anno e mezzo. Decine di migliaia di vittime innocenti, sepolti sotto le macerie, mutilati, orfani, affamati e privati di cure mediche: questa è la realtà davanti alla quale il silenzio di chi avrebbe potuto agire, ma ha scelto di essere complice, rappresenta il fallimento più atroce dei valori su cui si fonda la civiltà.
Nonostante il senso di impotenza che pervade i cittadini, le voci che cercano alternative alle armi continuano a essere inascoltate e ridicolizzate. È in questo contesto che emerge il rapporto della relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese. Il suo studio rivela come migliaia di aziende e colossi internazionali abbiano contribuito, in particolare dopo il 1967, a militarizzare i territori, sostenere l’espansione israeliana e l’espropriazione dei palestinesi. Si parla di produttori di armi, giganti tecnologici, imprese edili, industrie estrattive e di servizi, banche, fondi pensione, assicurazioni, università e persino associazioni di beneficenza. Molte di queste multinazionali, anche dopo l’ottobre 2023, hanno addirittura intensificato i loro sforzi in quella che Albanese definisce una vera e propria “economia del genocidio”.
Il potere del consumatore critico: boicottare per la pace
L’incontro con un rappresentante nazionale del BDS si propone di fornire ai cittadini gli strumenti per diventare consumatori critici. L’obiettivo è informare chiunque acquisti o venda prodotti alimentari, per l’igiene, farmaci, elettrodomestici, cosmetici, prodotti tecnologici, automobili, o che usufruisca di servizi bancari, assicurativi e universitari, su come identificare e rifiutare quei prodotti legati ad aziende o gruppi finanziari complici del genocidio palestinese e di crimini contro l’umanità.
L’adozione di questa pratica a livello globale, si spera, potrà “togliere linfa alle radici di queste enormi creature economiche, complici di guerre e ultraviolenze che non hanno più parola e lingua per essere raccontate”. Questa consapevolezza, per quanto possa sembrare un piccolo gesto, è ritenuta fondamentale non solo per la Palestina, ma per tutti i popoli.
Francesca Albanese (giurista e docente italiana, specializzata in diritto internazionale e diritti umani. Dal 2022 è relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati), nel suo rapporto, esorta inoltre gli Stati a imporre sanzioni e un embargo totale sulle armi a Israele, oltre a sospendere gli accordi commerciali. Chiede anche alle aziende denunciate di cessare le loro attività e pagare le riparazioni al popolo palestinese, spingendo gli organi competenti a indagare chi ha avuto un ruolo nella commissione di crimini contro l’umanità.
Un esempio virtuoso, seppur piccolo, arriva dal sindaco di Sesto Fiorentino, che ha revocato l’acquisto e la vendita di prodotti israeliani a livello istituzionale. Il Comitato Palestina – Feltre e il gruppo Pace e Disarmo – Belluno, organizzatori dell’evento, auspicano che questo possa essere un modello per molti altri comuni italiani ed europei, in un’ottica di costruzione di una pace duratura e giusta.
