HomeCronaca/PoliticaPotabilità dell'acqua a Ponte nelle Alpi. La preoccupazione dei cittadini

Potabilità dell’acqua a Ponte nelle Alpi. La preoccupazione dei cittadini

Già il 9 novembre del 2023 Gsp Gestione servizi pubblici aveva informato la popolazione residente nelle località di Lastreghe, Piaia, Canevoi, del Comune di Ponte nelle Alpi della non potabilità dell’acqua, e che la stessa poteva “essere usata per scopi alimentari solo previa bollitura”. Nello stesso avviso all’utenza, GSP comunicava di aver “già adottato le necessarie misure per la disinfezione dell’acqua presente nei serbatoi e nella rete idrica con l’aggiunta di cloro”. Infatti, nel seguente avviso del 16 novembre 2023, GSP comunicava il cessato allarme garantendo che nelle località suddette l’acqua erogata dall’acquedotto era nuovamente potabile e poteva essere usata, quindi, per scopi alimentari.

Ma il 9 gennaio 2025 in tutto il Comune di Ponte nelle Alpi si ripresentava il problema della non potabilità dell’acqua, con eccezione delle località di Nuova Erto, Cugnan, Col di Cugnan, Maraschiata, Losego, Roncan, Cornolade, Quantin, Vich, Casan, Soccher, Reveane, Arsié e Paiane. Anche questa volta, dopo due giorni, l’11 gennaio 2025 il problema era stato risolto e i Servizi Integrati Bellunesi comunicavano che in tutto il Comune di Ponte nelle Alpi l’acqua erogata dall’acquedotto era tornata nuovamente potabile e quindi poteva essere usata per scopi alimentari.

Ebbene, fa sapere un gruppo di cittadini di Ponte nelle Alpi,

“Da tempo l’acqua erogata presenta un odore intenso e sgradevole, riconducibile a sostanze chimiche, presumibilmente un disinfettante a base di cloro. Di fronte a questa problematica, la soluzione adottata appare piuttosto discutibile: sembra infatti che la risposta consista nell’aumentare ulteriormente le dosi di disinfettante, trasformando l’acqua in un liquido che ricorda quello di una piscina.

Ciò lascia intendere che, anziché affrontare il problema alla radice, migliorando le infrastrutture dell’acquedotto, come la presa e le vasche di raccolta, si ricorra semplicemente all’aggiunta di sostanze chimiche. Inoltre, non vengono fornite informazioni trasparenti circa la natura delle sostanze utilizzate, la loro eventuale pericolosità per la salute umana e animale, né tantomeno sui possibili effetti a lungo termine derivanti da un uso massiccio e continuativo di tali composti.

Per un cittadino comune – conclude la lettera – risulta estremamente difficile ottenere chiarimenti e rassicurazioni in merito”.

- Advertisement - Roberto Denart
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