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Palio di Feltre. I quattro premi saranno realizzati da Antinio Bottegal, scultore lamonese

La particolarità del Palio di Feltre, che si disputa su quattro gare, nel corso degli anni ha portato ad assegnare non solo il drappo, che viene vinto dal Quartiere che al termine delle quattro competizioni ha ottenuto il miglior punteggio complessivo, ma anche singoli premi per ciascuna delle sfide.

Negli ultimi anni questi premi sono stati espressioni dell’arte e dell’artigianalità locale, con un utilizzo delle materie prime che da sempre contraddistinguono il Feltrino, come il ferro battuto e la pietra. Nel 2023 era stato il turno del vetro, elemento tipicamente espressione di una città – Venezia – il cui legame con Feltre viene celebrato proprio con il Palio. Quest’anno la scelta è ricaduta sul legno, elemento cardine della storia artistica feltrina e bellunese.
Si è quindi scelto di proporre a uno degli artisti feltrini di spicco nella lavorazione scultorea del legno la realizzazione dei quattro premi e la scelta è ricaduta nello scultore lamonese Antonio Bottegal.
L’artista, nato a San Donato di Lamon, fin da ragazzo aveva dimostrato di possedere quelle capacità che poi lo resero famoso. Perfezionatosi nella scuola serale d’Arte superiore applicata all’industria nel Castello sforzesco di Milano e poi al liceo artistico di Brera, svolse la maggior parte della sua attività nella terra natale, conseguendo risultati lusinghieri anche all’estero. Il rientro da Milano è segnato da anni di grande impegno civile e sociale. Sono databili a quell’epoca e a quella successiva il monumento all’alpino per la caserma Zannettelli di Feltre, i monumenti ai Caduti per il Comune di Selva di Cadore e per la città di Feltre, in località Vellai.
Numerosi e riferibili perlopiù alla natura umana i temi che hanno segnato la sua opera: quello del dolore e della gioia, della speranza e della disperazione, della giovinezza e della vecchiaia, i temi della vita dell’uomo, anche se i personaggi che ritrae, che scolpisce, che indaga tra le pieghe del legno non sono mai tragici ma semplicemente esaltati nel loro valore di esseri umani, percorsi forse da una tensione misteriosa nel rito perenne di strappare frutti alla terra. Particolarmente significative e cariche di dolore umano le sue Via Crucis , da quella del 1974, realizzata su disegni suoi dalla scuola per mosaicisti di Spilimbergo: 14 capitelli che segnano il percorso dalla frazione di Zorzoi di Lamon alla chiesa di san Zenone, fino a quella per la parrocchia di Masnago di Varese, denominata la Via Crucis della Solidarietà.
Dalle prime opere alla maturità l’espressione artistica di Bottegal è stata una costante dell’inno all’esistenza, un inno che ha attinto le sillabe del proprio linguaggio nelle forze che si liberano dalla natura e dai valori fondamentali della vita e le frontiere della sua attività si sono via via allargate: dai primi studi di donne e ragazzi, ai disegni e alle opere in legno di cavalli frementi, ai busti di un Cristo decisamente più umano che divino, ai giochi dei ragazzi di paese, al lavoro nei campi. Il tutto nell’esaltazione dello stato di natura che tutto coinvolge nel tentativo di valicare un dolore immanente.

“L’Associazione Palio Città di Feltre, sottolinea il presidente Eugenio Tamburrino, è davvero felice e orgogliosa di poter avere un artista della levatura di Antonio Bottegal come autore dei premi delle quattro gare del Palio 2024. Le realizzazioni artistiche che andranno ai vincitori delle sfide riceveranno ancor più rilevanza, perché frutto del talento di un artista che condivide in prima persona i valori culturali e sociali della nostra comunità.
Con le creazioni di Antonio Bottegal e il drappo di Tobia Ravà siamo convinti di aver messo con forza e ancora una volta l’accento sull’importanza degli aspetti artistici e culturali per il Palio di Feltre”.

E da parte sua Antonio Bottegal: “Ho accettato di buon grado di creare le sculture premio per il Palio di Feltre.
Le competizioni di tiro con l’arco, la staffetta, il tiro alla fune e la corsa dei cavalli rappresentano non solo abilità e forza, ma incarnano anche tradizione e spirito di comunità. Ogni scultura è concepita per riflettere l’impegno e la dedizione dei partecipanti.
Spero che questi trofei ispirino non solo i vincitori, ma anche tutte le persone che ruotano attorno a questa manifestazione di portare avanti con orgoglio i valori del Palio.
Ringrazio gli organizzatori per questa opportunità.”

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