
“Il bosco avanza del 30% ogni 10 anni, tra pochi decenni molti paesi saranno inghiottiti. Finalmente e fortunatamente, tutti parlano della filiera del legno come tassello fondamentale per valorizzare i territori montani: ci sono novità normative, si moltiplicano i convegni sul tema organizzati dalle associazioni di categoria. insomma è il momento giusto perché i comuni colgano l’occasione e realizzino quel consorzio forestale che non solo porterà sviluppo economico, ma consentirà anche risparmi per gli enti pubblici. Non solo: agendo sulla cura di boschi e foreste, si rispetteranno anche quelle indicazioni europee che spingono sulla riduzione dell’inquinamento e sul potenziamento delle energie green”: l’associazione Belluno Alpina rilancia il tema del consorzio forestale nel comprensorio Quantin- Nevegal-Ronce-Valmorel alla luce della partecipazione al convegno “Legno. Foresta-filiera, futuro sostenibile” organizzato da Confartigianato Imprese Veneto a Mogliano Veneto e alla tavola rotonda “Ricostruiamo la filiera del legno” organizzata da Appia Belluno in occasione di Arredamont.
“Questo interesse da parte delle associazioni di categoria è il segnale concreto che da qui può arrivare sviluppo economico e sociale; non mancano le occasioni di finanziamento e di sostegno burocratico dagli organi superiori, come hanno testimoniato i ragionamenti dell’assessore regionale Federico Caner o del Direttore generale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Alessandra Stefani durante il convegno di Mogliano. Importante anche il messaggio lanciato dalla consigliera Silvia Cestaro che, al convegno di Appia di fronte a una platea di imprese e amministratori, ha sottolineato l’impegno della Regione Veneto nella promozione dei consorzi forestali, ribadendo la disponibilità di Veneto Agricoltura e richiamando allo stesso tempo alla responsabilità e all’azione i territori. Penso ad esempio anche alla riqualificazione e al miglioramento delle strade silvopastorali per l’accesso a boschi e terreni, oltre che per il collegamento tra i borghi: proprio in questi giorni il maltempo ha portato al collasso della strada principale che porta a Medil, che senza una silvopastorale sarebbe isolata”, evidenziano ancora dall’associazione. “Se si muovono anche Regione e Stato, è evidente che quella della cura delle foreste non è una “fissa” di Belluno Alpina, ma un’importante realtà di sviluppo socio-economico dei territori: concretizziamo con i comuni di Belluno, Limana, Ponte nelle Alpi e Veneto Agricoltura un consorzio forestale “pilota” che dovrà poi essere allargato anche alla partecipazione dei privati (come associazione abbiamo già tre realtà private interessate).
L’interesse dimostrato sul tema dalle aziende è talmente chiaro che si potrebbe già pensare e progettare un piano economico che, con l’impegno dei privati e il supporto pubblico, possa essere supportato e portato a regime attraverso un percorso di almeno 7 anni; non possiamo poi dimenticare gli obbiettivi fissati dall’Europa, che ha richiesto per il 2030 l’utilizzo di energie rinnovabili pari al 45% del totale e per il 2050 la neutralizzazione del sistema energetico UE in termini di emissioni di carbonio.”.
Non si tratterebbe “solo” di un’importante azione per la cura del territorio, con ricadute sulla lotta allo spopolamento e sul contrasto al dissesto idrogeologico; la valorizzazione delle foreste ha anche un effetto significativo sulle casse degli enti pubblici: “Non parliamo solo dei minori costi per i lavori di sistemazione e messa in sicurezza, ma di veri e propri risparmi in ambito energetico. La testimonianza del sindaco di Seren del Grappa è significativa: anziché continuare a lamentarsi per il caro energia a fronte di tagli continui ai trasferimenti, si cominci a riscaldare gli edifici pubblici – pensiamo alla piscina o alle palestre – con impianti a biomasse. Di certo, con tutti i boschi che da anni non vengono curati a dovere e con tutti gli scarti a terra, nel nostro territorio la materia prima non manca; avremmo così energia pulita e a basso costo, mantenendo allo stesso tempo curate le nostre aree”.
“In questo modo daremmo anche un mercato e un bacino di risorse immediati a tutte quelle realtà private che vorranno affiancare i comuni nel consorzio e nella ricostruzione della filiera del legno”, conclude Belluno Alpina. “Pensiamo ai posti di lavoro, al supporto alle segherie esistenti, a tutto quel mondo che abbiamo dimenticato e che ora, da Vaia in poi, le terre montane stanno riscoprendo; è inutile che la politica si lamenti dell’Austria o della Cina che invadono il nostro mercato del legno quando le amministrazioni che ci possono puntare non ci credono. Non è una scommessa: la filiera del legno è il futuro di queste terre, è una vera risorsa e opportunità per rendere attrattivo e abitabile il territorio montano. Inoltre, è uno strumento per sviluppare anche il turismo attraverso un ambiente curato, che può portare alla crescita di attività di ristorazione e accoglienza: il consorzio diventa quindi un volano per lo sviluppo. Parliamo di un progetto che può essere definito “pilota” e che in quanto tale è in grado di attirare investimenti privati e finanziamenti pubblici, e su questi ultimi si può basare un crescente rapporto anche con Regione e Stato. Come sempre, ci confortano le parole della dottoressa Stefani che hanno evidenziato come ogni territorio abbia bisogno di un progetto specifico, e il consorzio forestale è quello da cui noi dobbiamo partire. È urgente che lo capiscano al più presto anche i comuni, se non vogliono vedersi completamente superati – come sta già avvenendo – dai privati, con l’unico risultato di restare tagliati fuori da un meccanismo virtuoso e proficuo”.
