
Grande adesione all’incontro di sabato scorso sulla situazione della sanità bellunese, nella sala “David Sassoli” all’ex Casa Rossa di Ponte nelle Alpi. Vi hanno aderito sindaci, amministrazioni comunali, sindacati, comitati di cittadini, personale socio-sanitario e tanti cittadini provenienti da vari angoli della provincia, oltre all’associazione “Libera” di don Ciotti con i propri rappresentanti.
Il titolo dell’assemblea? “Giù le mani dalla sanità pubblica”. Sono intervenuti Doriano Lavina e Oriana Zaltron del Coordinamento Veneto Sanità Pubblica, il consigliere comunale di Schio (Vicenza) Carlo Cunegato e Paolo De Marchi per i sindacati della sanità.
«Il dottor Dal Ben, commissario Ulss, ci indichi qual è la linea dell’azienda per il nostro territorio – ha detto Denise Casanova per la Cgil provinciale – quali risposte vengono date per la salvaguardia della sanità pubblica e il diritto alla salute degli abitanti».
I tagli indiscriminati fatti a livello governativo e la sempre maggiore prevalenza della sanità privata su quella pubblica stanno facendo esplodere l’abbandono di moltissime posizioni lavorative tra medici, professionisti sanitari e socio-sanitari. Le case di riposo faticano a garantire gli standard di assistenza, mentre la neuropsichiatria infantile di Belluno è in grave difficoltà di personale con 200 cartelle di casi ferme e con i ragazzi nelle scuole che devono avere certificazioni di sostegno. In più, l’andamento demografico del Bellunese, se non adeguatamente governato e corretto, produrrà nei prossimi anni un rapidissimo peggioramento della situazione, considerato l’invecchiamento della popolazione.
In provincia mancano 250 professionisti, almeno 40 infermieri e 45 medici di medicina generale, mentre il Pronto soccorso di Belluno e molti altri servizi presentano evidenti criticità. Chiudono ambulatori dei medici di base, i redditi bassi o medio bassi stanno generando l’abbandono di molte posizioni di ospitalità e degenza nella case di riposo. Insomma, è urgente avere medici, infermieri, personale formato e valorizzato: oltre all’adeguato salario, vanno poi riconosciuti i diritti di progressione di carriera.
Rafforzare l’assistenza territoriale, rivedere l’organizzazione della medicina generale e della pediatria, mettere in sicurezza gli ospedali a partire dai Pronto soccorso e dall’Emergenza-Urgenza, difendere e sviluppare le eccellenze, creare condizioni per una maggior attrattività del territorio attraverso edilizia agevolata, servizi, infrastrutture: tutto questo è ormai prioritario. Servono risorse e azioni legislative concrete e decise da parte di Regione e Governo. «L’invito è per sabato 28 ottobre, alle ore 14.30, a Belluno, per la manifestazione regionale in difesa della sanità pubblica».
