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Il baluardo della Serenissima. Sante Rossetto presenta il suo libro sabato alle 17 a Belluno

Sabato 14 ottobre alle ore 17:00 al Circolo culturale “La terra dei Padri” in via dei Molini 10 a Borgo Piave (davanti alla chiesa di San Nicolò – Belluno), Sante Rossetto presenta il suo libro “Il baluardo della Serenissima – La guerra di Cambrai (1509-1517) dalla sconfitta alla riconquista”.

 

 

 

 

Dopo l’introduzione di Francesco Demattè la relazione dell’incontro è affidata al giornalista e storico Sante Rossetto, per molti anni responsabile della redazione bellunese del Gazzettino, che presenterà il saggio “Il baluardo della Serenissima” edito dalla Canova. Siamo agli inizi del Cinquecento con una Serenissima ricca, potente, invidiata e anche temuta. Venezia negli ultimi tre secoli aveva compiuto grandi progressi politici, economici, finanziari. Era diventato uno Stato con cui tutta l’Europa doveva fare i conti. Gli altri Stati italiani, ben meno potenti, ipotizzavano che avesse in animo di conquistare tutta la penisola.
Fu nel 1508, dopo che aveva sconfitto in maniera travolgente l’imperatore Massimiliano I conquistando il Cadore, Pordenone (che era terra imperiale), Trieste, Gorizia, arrivando fino a Fiume, che si concretizzò la coalizione nemica di Cambrai intesa a smembrare e divedersi il territorio di terraferma riducendo lo Stato serenissimo alla sola città capoluogo. L’Impero, la Francia, la Spagna, il papa, che era Giulio II, Ferrara, Mantova tutti uniti contro la Dominante. Che accetta la sfida, ben sapendo che quell’alleanza è fasulla perché gli interessi di ciascun componente sono quasi tutti contrastanti tra di loro. La guerra scoppia in aprile. Il primo nemico da affrontare è il re di Francia padrone della Lombardia fino all’Adda. E qui la Repubblica è travolta, il 14 maggio 1509 ad Agnadello, anche e soprattutto per le incomprensioni tra i comandanti veneziani, il duca di Pitigliano e Bartolomeo d’Alviano. Ma metà esercito veneto è ancora salvo e si ritira nel campo trincerato di Mestre-Marghera.
Adesso, però, quando tutto sembrava perduto, la fedeltà popolare a San Marco compie il miracolo. Quando tutte le città di terraferma sono passate al nemico, Treviso “sposa” la causa di Venezia rimanendo fedele alla Repubblica. In pochi mesi vengono erette le nuove mura (quelle che, almeno in parte, esistono anche oggi), riconquistata Padova iniziando il cammino della riscossa. La provincia di Belluno è duramente colpita dal conflitto con gli incendi di Feltre e la perdita di Castelnuovo di Quero. Il lungo conflitto, noto come guerra di Cambrai, durerà quasi otto anni. Fino al 1517 quando il 24 gennaio sarà riconquistata l’ultima città in mano nemica, Verona. Ma le perdite non mancano: Trieste, Fiume, Gorizia tornano all’Impero, Cremona al granducato di Milano e la parte di Romagna in mano veneziana resterà ancora territorio pontificio.
Gli esaltatori di Venezia inneggiano alla sua diplomazia che l’ha salvata, ma la Storia ci dice che dopo questo conflitto la Serenissima non è più uno Stato di valenza europea. Avrà ancora tre secoli di successi, ma di fronte alla nascita degli Stati nazionali anche la Serenissima, come altre minori repubbliche aristocratiche, è destinata alla scomparsa.

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