Venezia, 21 dicembre 2021 – “Oggi ridiamo vita a un cadavere eccellente che diventerà l’icona dei giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026. A distanza di 70 anni dalla prima Olimpiade di Cortina, la Regina delle Dolomiti tornerà a risplendere nel segno della sostenibilità e della legacy, consegnando alle giovani generazioni dei giochi essenziali ma proiettati nel futuro. Con queste Olimpiadi si deciderà, infatti, l’avvenire e lo sviluppo della montagna veneta e Cortina sarà al centro di questo rinascimento con le discipline del bob e dello slittino che sono parte della propria storia sportiva e quindi della propria identità”.
Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, in occasione del punto stampa di Palazzo Balbi tenuto assieme al membro del Cio, Ivo Ferriani, presidente della Federazione Internazionale di Bob e Skeleton.
“La pista di Cortina non sarà solo un’infrastruttura ma diventerà l’emblema di questi giochi a cinque cerchi, che ritornano in Europa assumendo una dimensione più naturale e sostenibile – ha continuato Zaia -. Questo impianto, tra l’altro, vede anche il sostegno del Governo: è di questa notte l’emendamento che finanzia totalmente i 61milioni del costo della pista. Quindi la Regione potrà utilizzare le risorse stanziate in bilancio per altre partite”.
Il presidente della IBSF ha sottolineato il legame tra sport e turismo che sarà il fulcro della nuova pista da bob di Cortina che punta non solo a destagionalizzare, ma anche a creare un sistema integrato con gli sportivi attivi in questo progetto.
“Abbiamo condiviso questo progetto con il presidente Zaia nello spirito di offrire alla montagna veneta una grande opportunità che non si esaurirà con le Olimpiadi del 2026 – ha commentato il Presidente Ferriani -. La Federazione internazionale è al fianco di questo progetto e intende garantire tutta una serie di competizioni per mantenere viva l’attenzione sulle discipline veloci dimostrando anche che sapremo fare molto con poco”.
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha anche annunciato che presenterà la candidatura per tutta una serie di competizioni a partire dalla Coppa del Mondo del 2027 e per richiedere il riconoscimento della disciplina del bob paralimpico già nell’edizione del 2026.
Durante la conferenza stampa sono stati riassunti i punti dello studio di fattibilità condotto per scegliere come e dove svolgere le gare di bob, parabob, slittino e skeleton dei Giochi Olimpici 2026. Di seguito i principali punti:
• è stato deciso di riqualificare la pista esistente a Cortina d’Ampezzo;
• il rifacimento della pista avverrà su area già dedicata a funzione sportiva, senza aumento del consumo di suolo, e permetterà di recuperare un’area centrale in comune di Cortina, oggi dismessa e abbandonata, ripulendola dei vecchi impianti, che saranno correttamente smaltiti;
• la riqualificazione della pista “Eugenio Monti” porterà ad avere a Cortina d’Ampezzo l’unica pista a norma in Italia per gare nazionali ed internazionali;
• la riqualificazione si stima costerà 61 milioni di euro, cifra che comprende anche la demolizione e smaltimento dell’attuale e le opere di mitigazione. La somma sarà finanziata da fondi dello Stato già stanziati per 42 milioni di euro, in attesa di ulteriori, fondi della Regione e con un contributo del Comune e della Provincia. Si dovrà accelerare, per realizzarla in tempo utile, entro dicembre 2024, per poi poter procedere a tutte le operazioni di collaudo da parte delle Federazioni. Per questo lo Stato ha già previsto la nomina di un commissario e di un subcommissario, che avranno il compito di monitorare costantemente l’iter realizzativo e avranno poteri acceleratori non tanto eliminando passaggi obbligatori previsti dalla normativa, ma piuttosto con riduzione dei tempi sui singoli passaggi amministrativi;
• dopo i Giochi Olimpici la pista potrà essere utilizzata per ogni gara e campionato, oltre che aperta al pubblico come taxi-bob, affinché tutti possano, se di maggiore età, provare il brivido di una discesa a velocità elevata, accompagnati da un pilota esperto, sia d’inverno su ghiaccio che d’estate su gomma. Si amplieranno in questo modo anche le attrazioni di Cortina;
• sarà anche la prima pista da bob al mondo utilizzabile per le Paralimpiadi.
Attualmente la riqualificazione della pista è in fase di progettazione in continua interlocuzione con gli enti, la Fondazione Milano-Cortina 2026 e le Federazioni sportive; sono state effettuate le indagini geologiche profonde, e la previsione è di convocare la conferenza di servizi preliminare per la fine di gennaio 2022.
La riqualificazione della pista da bob “Eugenio Monti” di Cortina d’Ampezzo spiegata in 70 domande
• 1. Che cosa portano le olimpiadi invernali a Cortina?
L’evento e l’organizzazione dei giochi portano, in termini economici, possibilità di investimento e riqualificazione sul territorio, quindi domanda e ricchezza.
• 2. Qual è il risultato complessivo principale atteso per il post Olimpiadi?
L’evento sportivo deve rappresentare l’occasione per portare investimenti sulla montagna Veneta, finalizzati a produrre valore aggiunto che incentivi la permanenza degli abitanti ed il conseguente mantenimento del territorio, nella visione della strategia del sito Dolomiti UNESCO.
• 3. Con quale strumento è stata fatta questa previsione?
È stato condotto, dall’Università Ca’ Foscari di Venezia con il supporto di Unioncamere Veneto, uno studio relativo all’indotto economico, “Are sports events necessarily black holes for public finances? The case of Milan-Cortina 2026”, con i professori Van Der Borg, Volpe, Camatti e Albarea, in occasione della candidatura alle Olimpiadi. Pari studio è stato condotto dalla Bocconi per Milano e la Lombardia.
• 4. Che cosa ha concluso lo studio relativo all’indotto economico dell’Università Ca’ Foscari?
Lo studio ha rilevato che la stima dell’impatto economico in termini di spesa complessiva diretta generata nelle Regioni del Veneto e del Trentino Alto Adige delle competizioni olimpiche risulta pari a circa 1.124 milioni di euro, mentre il Valore della Produzione aggregato atteso si attesta circa su 1.460 milioni di euro.
• 5. Ci sono previsioni di aumento del PIL?
Nello studio citato appare una previsione di aumento del PIL nel prossimo quinquennio di circa 840 milioni di euro.
• 6. Oltre a questi valori derivanti dall’organizzazione e realizzazione degli eventi sportivi, quali altri benefici si attendono?
La realizzazione dei giochi comporta la necessità di migliorare le infrastrutture per la mobilità e le infrastrutture sportive, ciò che costituirà anche una rilevante spinta agli investimenti privati per la riqualificazione delle infrastrutture ricettive, dei servizi e commerciali.
• 7. Quanti fondi ha già stanziato lo Stato?
Lo Stato ha già previsto il finanziamento di oltre 700 milioni di euro per il solo Veneto. Inoltre vi sono finanziamenti di privati che cominciano a palesarsi.
• 8. Quali nuove infrastrutture per la mobilità verranno realizzate?
Gli interventi sono:
a) la realizzazione della variante di Cortina, lunga circa 4,4 km, tutta in galleria;
b) la variante di Longarone, parte in galleria, lunga circa 12 km;
c) alcune opere di sistemazione di alcune stazioni ferroviarie della zona montana;
d) l’adeguamento degli impianti sportivi;
e) la realizzazione da parte di privati di parcheggi scambiatori alle porte di Cortina ed impianti a fune per arroccamento e accesso agli impianti con mezzi alternativi all’auto privata;
f) la conseguente ridefinizione ed implementazione del sistema di trasporto pubblico nel centro di Cortina, con chiusura a ZTL del centro.
• 9. Quali infrastrutture sportive saranno realizzate?
La programmazione del dossier olimpico prevede un investimento di circa 80 milioni di euro, per:
a) la riqualificazione di un luogo ormai iconico per Cortina, cioè la ristrutturazione del trampolino e della sua sottostante arena, per farne la Medal Plaza;
b) la predisposizione dell’accessibilità per le paralimpiadi di tutti gli impianti sportivi dove si effettueranno le gare sportive;
c) la riqualificazione della pista da bob, parabob, slittino e skeleton.
• 10. Quale ruolo ha giocato l’infrastruttura della pista da bob di Cortina nella candidatura delle Olimpiadi?
La pista ha assunto un ruolo centrale nella definizione della candidatura ed accettazione della stessa da parte del CIO, considerato che essa è ormai un simbolo storico delle discipline invernali. I giochi olimpici a Cortina sono fondati sulla presenza della nuova pista e delle gare di bob, parabob, skeleton e slittino.
• 11. Cosa costituisce la pista Eugenio Monti per il territorio di Cortina D’Ampezzo?
La pista olimpica attuale è intitolata ad Eugenio Monti, il quale tra il 1957 e il 1968, vinse sei medaglie olimpiche nel bob nei giochi olimpici invernali e dieci medaglie ai campionati mondiali. La pista è stata inoltre utilizzata durante le Olimpiadi di Cortina del 1956, oltre che come set cinematografico del film “Solo per i tuoi occhi” del 1981 con Roger Moore nei panni di James Bond.
• 12. Che storia ha la disciplina del bob a Cortina d’Ampezzo prima delle Olimpiadi del 1956?
La pratica del bob fu introdotta a Cortina nell’inverno 1905-1906, quando alcuni ragazzi coraggiosi scesero con veicoli rudimentali sulla neve caduta sulla strada dolomitica tra Cortina e Pocol. Questa è la prima notizia certa di uno sport invernale praticato in Italia. Nel 1911 si cercò di costruire una pista artificiale per il bob lunga qualche centinaio di metri nel centro di Cortina, ma senza successo per la mancanza di mezzi. Nel 1923 fu costruita una nuova pista di 1200 metri di lunghezza, a Ronco, frazione di Cortina sulla Strada delle Dolomiti. L’impianto era molto innovativo per l’epoca, in quanto dotato di speciali tubazioni idriche interrate e ricoperte di erba per consentire il congelamento della pista in inverno. La pista fece il suo debutto internazionale nel 1928 con i Campionati mondiali universitari invernali (evento precursore dell’Universiade invernale) dando alla pista la prima notorietà e aumentando il suo sviluppo. La pista venne ricostruita nel 1936 per rispondere ai nuovi standard sportivi. In particolare, l’arrivo della pista fu portato alla riva del fiume Boite. La lunghezza del tracciato venne estesa così a 1500 metri, con 15 curve e un dislivello di 152 metri. La pista fu così in grado di ospitare i suoi primi campionati mondiali di bob nel 1937, con una gara di bob a due. Il tracciato ospitò la gara di bob a quattro dei campionati mondiali del 1939. Dopo la seconda guerra mondiale avvenne una seconda ristrutturazione della pista: nel 1948 tutte le curve furono ricostruite e la pista allungata a 1700 metri con 16 curve.
• 13. Cosa accadde nel 1956, anno delle precedenti Olimpiadi invernali a Cortina?
Quando il Comitato Olimpico Internazionale assegnò l’organizzazione dei VII Giochi olimpici invernali a Cortina, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) prese in mano tutte le operazioni e i miglioramenti della pista con una spesa di 30.276.032 lire. Dopo le Olimpiadi invernali del 1952 a Oslo, i giudici di pista aggiunsero grandi tabelloni, cronometraggio elettronico e punteggio. La pista utilizzata per le olimpiadi invernali del 1956 era lunga 1720 metri con 16 curve ed un dislivello di 152 metri. Per le quattro prove disputate il CONI incassò 6.826.000 lire dalla vendita dei biglietti. Complessivamente vennero effettuate 320 discese cronometrate, inclusi gli allenamenti. Per l’epoca la pista di Cortina era considerata “una delle più belle finora costruite al mondo, in uno stato di assoluta perfezione tecnica”.
• 14. Che cosa è previsto nel dossier di candidatura delle Olimpiadi invernali del 2026 approvato da CIO?
Nel dossier è prevista la riqualificazione della pista da bob Eugenio Monti di Cortina per lo svolgimento a Cortina delle gare di bob, parabob, slittino e skeleton, al fine dello svolgimento delle relative gare.
• 15. Il CIO ha prospettato altre soluzioni?
Il CIO, successivamente all’accettazione della candidatura, quando ormai erano stati definiti i programmi ed i luoghi delle gare, con la suddivisione tra i territori (Lombardia, Veneto, Trento e Bolzano), ha prospettato perplessità rispetto a quanto presentato a supporto delle decisioni, con particolare riguardo al tema della “legacy”, suggerendo di spostare le gare di bob, parabob, slittino e skeleton in Austria o su altro impianto esistente, oppure si era ipotizzato di costruire un parco divertimenti connesso con la pista da bob al fine di garantire la sostenibilità finanziaria, ai sensi dell’Agenda 2020.
• 16. La Regione del Veneto e il Comune di Cortina, viste le perplessità manifestate dal CIO, cosa hanno deciso di fare?
Hanno ritenuto di dover ulteriormente approfondire il tema con lo studio di tutte le soluzioni prospettate, al fine di valutarne i pro ed i contro e scegliere con elementi il più possibile oggettivi. Hanno pertanto sottoscritto un accordo nel marzo 2021 per la stesura dello studio di fattibilità tecnica a cura e spese della Regione sulle aree di proprietà del Comune.
• 17. Chi ha redatto il documento di fattibilità?
Lo studio è stato redatto da professionisti incaricati dalla Regione, sotto il controllo diretto degli uffici della Regione.
• 18. Quante e quali ipotesi sono state perlustrate al fine di assumere la decisione di realizzare la riqualificazione della pista da bob?
È stato redatto un documento di fattibilità che ha valutato tre soluzioni:
0 – si svolgono le gare di bob, parabob, slittino e skeleton in sede diversa dall’Italia;
1 – si realizza la nuova pista da bob sull’area già occupata da quella edificata nel 1956 per le Olimpiadi;
2 – si realizza la nuova pista come nella soluzione (1) con l’aggiunta di un parco ludico sportivo per sostenere finanziariamente la pista nei venti anni successivi alle Olimpiadi, periodo di ammortamento dell’infrastruttura.
• 19. Quale soluzione è risultata la più conveniente?
La soluzione più conveniente per il Veneto è risultata la realizzazione della pista da bob sull’area già occupata dalla pista del 1956, oggi in disuso. In sostanza, si prevede la demolizione della attuale pista obsoleta con rifacimento in sede con ottimizzazione del tracciato e delle curve.
• 20. Quali motivazioni principali hanno portato ad escludere di spostare le gare in altro impianto, ad esempio in Austria, ad Innsbruck, località Igls?
Le motivazioni principali risultano le seguenti:
a) Anche l’impianto austriaco ha necessità di interventi di sistemazione e messa in sicurezza, per un importo di lavori stimato di 26 milioni di euro, eventualmente da spendere senza alcuna ricaduta sul territorio veneto e nemmeno italiano;
b) I tempi per modificare le decisioni, con un nuovo Stato che deve accogliere la proposta, e comunque effettuare progettazioni e lavori che risulterebbero ancora più critici rispetto alla soluzione di realizzare la pista a Cortina, soluzione già deliberata dal CIO;
c) In particolare, il Veneto verrebbe ad avere un forte depauperamento in termini di visibilità, indotto e prestigio in occasione delle Olimpiadi invernali, anche con conseguenti forti ricadute economiche negative, vedendosi eliminare 10 degli eventi sportivi programmati, subendo quindi un grave squilibrio di distribuzione dei benefici rispetto alla Lombardia.
d) Lo spostamento comporterebbe per il Comitato Organizzatore elevati costi logistici con una sede di gara aggiuntiva e per giunta all’estero.
• 21. Quali motivazioni principali hanno portato ad escludere di realizzare la riqualificazione della pista da bob Eugenio Monti congiuntamente ad un parco ludico sportivo?
Le motivazioni principali risultano le seguenti:
a) Il piano economico finanziario dell’intero investimento non risulta sostenibile, e quindi il parco aggiunto alla pista è inutile ai fini della fattibilità della riqualificazione della pista da bob. Anzi, considerando che il costo del parco divertimenti, da realizzarsi su area del Comune, risulta di circa 24 milioni di euro, sarebbe necessaria un’affluenza di visitatori pari almeno al doppio di quella oggi presente in Cortina al fine di rendere sostenibile l’investimento del solo parco. Tale soluzione non risulta fattibile, e quindi alla eventuale difficoltà di sostenibilità della pista si aggiungerebbe quella del parco.
b) La sensibilità ambientale dei luoghi non può sopportare lo sfruttamento di aree per tali funzioni, peraltro non stringenti e coerenti rispetto al piano di gestione del sito Dolomiti UNESCO.
c) L’eventuale maggiore affluenza prevista per i luoghi montani deve essere regolata ed incentivata solo se finalizzata alla fruizione degli stessi nel rispetto della cultura, della spiritualità e della bellezza, e non inserendo attività del tutto estranee al contesto.
• 22. Quali sono le principali motivazioni che hanno spinto a individuare come maggiormente conveniente la riqualificazione della pista Eugenio Monti?
Le principali motivazioni sono rappresentate da:
a) la possibilità di utilizzare un’area già oggi occupata da un impianto, peraltro dismesso, permettendone anche la bonifica dai componenti non solo del tracciato della pista, ma soprattutto dell’impianto di refrigerazione per il ghiaccio;
b) la possibilità di mantenere a Cortina la corretta attenzione durante le Olimpiadi 2026 per un numero di eventi olimpici pari a 10 gare sulla pista da bob;
c) l’entità dell’indotto economico diretto ed indiretto;
d) il mantenimento dell’identità storico-sportiva di Cortina che gode di lunga tradizione, anche per i trascorsi delle Olimpiadi del ’56, i successi ottenuti sulla pista “Eugenio Monti”, e la sapienza degli artigiani che per decenni hanno fabbricato bob per tutto il mondo. Identità che si è consolidata sullo sport del bob e dello slittino fin dai primi anni del secolo scorso.
• 23. Sulla base di quali studi si sono fatte le considerazioni di convenienza per la riqualificazione dell’impianto di bob?
Lo studio di fattibilità è stato condotto raccogliendo i dati ambientali fisici e morfologici con rilievi condotti sui luoghi. Inoltre, per le considerazioni economiche, sono stati estrapolati i dati relativi al bob dallo studio commissionato all’Università di Ca’ Foscari di Venezia, con il supporto di Unioncamere Veneto “Are sports events necessarily black holes for public finances? The case of Milan-Cortina 2026”, condotto dai professori Van Der Borg, Volpe, Camatti e Albarea, in occasione della candidatura alle Olimpiadi.
• 24. Quali esiti sono stati evidenziati nel documento di fattibilità prodotto per la pista da bob?
Il documento di fattibilità della pista ha analizzato l’indotto prodotto dalla realizzazione della stessa, sia nella fase di costruzione che di gestione, e dalle relative gare nelle due fasi: durante i giochi (da oggi a tutto il 2026), e post giochi (dal 2026 e fino al 2046, periodo ritenuto di vita utile dell’infrastruttura). Nei due periodi si è evidenziato l’impatto economico in termini di spesa complessiva diretta generata dalla realizzazione della pista da bob e delle gare programmate sulla stessa. Quindi si è estrapolato il valore della produzione aggregata atteso e la variazione del PIL percentuale del Veneto e Trentino-Alto Adige, il cui aumento per i 5 prossimi anni potrà oscillare tra i 104 milioni di euro e i 178 milioni di euro.
Le valutazioni sono state condotte al netto della fiscalità, che non costituisce introito diretto per il territorio, ma che comunque ha una percentuale positiva di ricaduta maggiormente mediata rispetto agli altri fattori in gioco.
• 25. In sostanza non ristrutturare la pista da bob a Cortina, e quindi spostare le relative gare in altro Stato, cosa comporta in termini economici?
Dalle analisi si rileva che il PIL del Veneto e del Trentino-Alto Adige complessivamente vedrebbe ridurre l’incremento atteso di una percentuale che oscilla tra il 12,5% ed il 21,3%. A questo si aggiungano tutti gli ulteriori interventi pubblici e privati, non considerati, come lavori (opere infrastrutturali, riqualificazione di alberghi ecc) ed eventi, che subirebbero una forte disincentivazione a causa della minore visibilità durante l’evento olimpico.
• 26. La gestione dell’impianto da bob negli anni dopo le olimpiadi si prevede in attivo?
La gestione nei venti anni postumi, considerati di vita utile della nuova pista, non risulterebbe in attivo, con una previsione massima di disavanzo di 400.000 euro all’anno. Tale fattore è stato considerato tra gli aspetti negativi nella valutazione complessiva. Alla copertura di questa somma si prevede che contribuiranno l’intera Regione Dolomitica, comprese le Provincie autonome di Trento e Bolzano, così come da lettera di impegno sottoscritta il 29 marzo 2019.
• 27. Perché allora si è ritenuto conveniente scegliere la soluzione della riqualificazione della pista da bob?
La valutazione che è necessario fare non deve limitarsi al solo piano economico finanziario dell’impianto, ma deve essere più strategica, cioè deve comprendere anche tutti gli indotti economici, sociali e culturali generati, soprattutto se si considera la nuova opera come strumento utile a fornire un servizio ed un’infrastruttura aggiuntiva a completare un’offerta turistica e ludico-sportiva, peraltro per una disciplina particolare, storicamente e culturalmente importante per Cortina, durante un evento di visibilità mondiale.
• 28. Ma come può essere considerato positivo un intervento che vale parecchi milioni di investimento, peraltro già dichiarato in perdita nella gestione postuma?
E’ da considerare che si tratta di un’opera pubblica che fornisce un servizio diretto, per una parte del mondo sportivo, ed indiretto, per tutti i cittadini, perché permette uno dei principali eventi sportivi mondiali. Si consideri che generalmente le opere pubbliche, in quanto tali, e gli impianti sportivi in particolare, non risultano mai pienamente sostenibili da un punto di vista finanziario. L’interesse è sugli effetti che questi producono, non sulle entrate economiche ottenute.
• 29. Ma da un punto di vista sociale che tipo di ritorno si avrà?
Il ritorno principale sarà un segnale di grande inclusività, con elevata valenza anche culturale, poiché finalmente potranno tenersi le gare ufficiali per le discipline dedicate alla pista anche per gli atleti delle paralimpiadi.
• 30. Dove si vede pertanto l’interesse a procedere con la riqualificazione della pista?
L’interesse va calcolato valutando non la singola opera e la sua gestione, ma considerando l’intero ambito e l’indotto complessivo della presenza a Cortina delle Olimpiadi Invernali, delle gare programmate nelle diverse discipline, nelle opere utili per il territorio ma finanziate solamente a seguito dell’evento, nei capitali privati attratti per investimenti sul territorio montano.
• 31. Se la gestione della pista da bob successivamente ai Giochi Olimpici è negativa, come si può affermare la convenienza della realizzazione della stessa?
Dagli studi economici effettuati, pur tralasciando la maggiore ed intuitiva incidenza dell’indotto ante e durante i Giochi, e considerando anche solamente il periodo post olimpico, le analisi confermano somme di spesa necessarie per il funzionamento della pista comprese in un range di 1,5 mil di euro e 1,6 mil di euro annui, che in termini di Valore della produzione aggregato, quindi di indotto, si stima possa rientrare tra 1,9 mil di euro e 2,1 mil di euro annui, con un contributo di PIL che potrà oscillare tra 1,1 mil di euro e 1,2 mil di euro. Questi dati raffrontati con il deficit annuo della gestione confermano la convenienza dell’operazione.
• 32. Quali differenze si rilevano a Cortina rispetto all’esperienza non positiva della realizzazione e gestione della pista da bob di Cesana in Piemonte?
In sostanza le due realtà differiscono per i seguenti aspetti:
a) a Cesana la pista è stata realizzata su area vergine, non antropizzata, esposta a sud, con rilevante impatto ambientale, mentre la localizzazione a Cortina è in un ambito già occupato da una pista dismessa, obsoleta e fatiscente, che comunque dovrebbe essere riqualificato, e che non può continuare a risultare abbandonata, con chiara maggiore sostenibilità;
b) il costo di realizzazione dell’intervento inferiore a Cortina (quasi la metà), i costi di gestione minori anche per differente collocazione climatica;
c) l’aggiornamento degli impianti e delle tecniche di costruzione, ovviamente più performanti, visti i vent’anni ormai trascorsi dalla costruzione di Cesana;
d) la possibilità di omologare la pista di Cortina anche per le specialità di bob paralimpico, skeleton e slittino, anche per il possibile utilizzo postumo;
e) la storia della disciplina a Cortina che rende radicata, seppure per pochi, la tradizione dello sport con una conseguente maggiore attrattività anche per il periodo post-olimpico;
f) nel contesto di Cortina, e più in generale dell’area dolomitica la pista fornirebbe un ulteriore offerta turistica, cosa che a Cesana non si è potuta sviluppare.
• 33. Oltre ai termini economici, che altri parametri possono essere rilevati per la valutazione della convenienza della scelta?
I principali parametri da tenere in considerazione sono:
a) il minimo impatto ambientale, considerato che la nuova pista ripercorre per lo più il vecchio tracciato, senza occupazione di nuovo suolo e con riqualificazione dell’area oggi ancora occupata dai vecchi impianti abbandonati in un sito in centro all’abitato di Cortina;
b) la riaffermazione e rafforzamento del primato storico sportivo di Cortina che ha avuto grande lustro nel precedente secolo, tanto da essere considerato luogo principale di disputa delle prime gare, vanto protratto fino ai primi anni ’70;
c) riqualificazione dei servizi e dell’offerta turistica derivante dalla capacità di indurre ulteriori finanziamenti pubblici e privati, oltre a quelli strettamente necessari per la realizzazione delle infrastrutture sportive e per le gare;
d) l’evidenza mediatica indotta anche dalle gare di bob, slittino, skeleton, olimpiche, paralimpiche o internazionali.
• 34. Che tipo di evidenza mediatica portano le gare e gli eventi dedicati alle discipline del bob, slittino e skeleton, durante le Olimpiadi e dopo?
Si è calcolato che i minuti di immagini di Cortina e della nostra montagna dedicati alle gare e alle premiazioni delle suddette discipline durante l’evento olimpico, diffuse in 25 paesi avrebbero un impatto economico equiparabile, in termini di costi, pari a 32 milioni di euro. Negli anni successivi è previsto un utilizzo per allenamenti da parte delle squadre e gare di mondiali per circa due mesi all’anno, novembre e dicembre, peraltro mesi di bassa stagione, anche per incentivare una maggiore costanza, nell’arco dell’anno, di frequentazione di Cortina. In tali frangenti è stimato un corrispettivo di impatto televisivo pari a circa 400.000 euro all’anno.
• 35. La presenza di pochi atleti nel mondo dedicati alle discipline sportive del bob, slittino e skeleton inficia la validità della scelta?
L’esiguità degli atleti che praticano a livello agonistico queste discipline è un dato non contestabile, ma durante i giochi olimpici questo è un fattore ininfluente, poiché per l’evidenza mediatica è importante il numero di gare, cioè quante volte Cortina ed il Veneto saranno in mondovisione. Inoltre la Montagna Veneta non ha bisogno di portare grandi nuovi numeri sui luoghi dolomitici, ma necessita piuttosto di una riqualificazione dell’offerta e dei servizi per mantenere e migliorare le presenze già oggi riscontrabili, con minime variazioni.
• 36. Dopo i Giochi Olimpici che attività potranno essere organizzate all’interno della pista da bob?
Le previsioni sono di utilizzare, nei venti anni di vita utile dell’impianto, l’infrastruttura per:
a) competizioni nazionali ed in particolare internazionali di tutte le specialità previste (bob-skeleton-slittino-parabob) es. campionati mondiali/europei, coppe del mondo;
b) allenamenti delle squadre italiane e degli altri stati, nei due mesi di novembre e dicembre sino alle festività. Per questo dovranno essere conclusi accordi con le due federazioni internazionali interessate;
c) l’apertura al pubblico per taxi-bob estivo ed invernale, così come nelle piste presenti nel resto dell’Europa;
d) promozione di eventi di sponsor già presenti sul territorio di Cortina.
Per questo la pista dovrà essere gestita da un soggetto che abbia le capacità adeguate gestionali e di promozione dell’infrastruttura.
• 37. Cosa si intende per riqualificazione della pista da bob di Cortina?
Si intende il rifacimento della pista attuale di Cortina denominata “Eugenio Monti”.
• 38. Per la riqualificazione della pista da bob per i Giochi Olimpici quali interventi è necessario fare?
È necessario demolire l’attuale pista, bonificare l’area di proprietà comunale già inserita negli strumenti urbanistici come area per impianti sportivi, ricostruire la nuova pista, per lo più su tracciato già preesistente.
• 39. Ma quindi se viene demolita la vecchia e ricostruita la nuova perché si parla di riqualificazione?
Perché l’area utilizzata è quella già destinata da oltre cinquant’anni alla pista da bob.
• 40. Perché è necessario riqualificare l’attuale pista da bob?
L’impianto esistente presenta caratteristiche che non rispondono agli standard e ai requisiti di sicurezza attuali del regolamento delle federazioni: rispetto al periodo di costruzione le attuali prestazioni di uomini e macchine si sono modificate notevolmente aumentando velocità di discesa e accelerazioni alle quali sono sottoposti gli atleti, con la conseguente modifica delle norme federali di riferimento.
• 41. Dove verrà realizzata la nuova pista da bob?
La nuova pista verrà realizzata in comune di Cortina d’Ampezzo, su area di proprietà comunale, già destinata dagli strumenti urbanistici a impianti sportivi, ripercorrendo a grandi linee il tracciato della vecchia pista.
• 42. Quali elementi fondamentali della vecchia pista verranno adeguati?
L’utilizzo della pista per le competizioni sportive odierne impone la necessità di un intervento di rimodellazione sia dal punto di vista planimetrico che altimetrico, pur mantenendo inalterata la localizzazione sull’area oggi dedicata.
• 43. In quale stato versa oggi l’area che sarà oggetto di intervento?
Oggi l’area ospita una struttura in cemento armato e ferro abbandonata e fortemente degradata, con alcuni edifici fatiscenti e alcune strutture di supporto per l’accessibilità ed i percorsi in affiancamento non manutenuti. Gli spazi di risulta sono stati occupati da campi da tennis, palestra di roccia e campo giochi, senza un disegno organico alla base.
• 44. Quali vincoli gravano sull’area prescelta ai fini della valutazione del progetto?
L’analisi condotta non ha rilevato particolari vincoli sugli strumenti di regolazione del territorio, se non quello generale paesaggistico. Infatti l’ambito non ricade nelle aree censite a Parco delle Dolomiti d’Ampezzo, e risulta esterna alle aree core e buffer del sito Dolomiti UNESCO. Inoltre su tale area non insistono vincoli di pericolosità idraulica, geologica o valanghiva e ci si trova fuori dai perimetri di SIC e ZPS.
• 45. L’intervento costituisce nuovo consumo di suolo?
No, l’intervento andando a posizionarsi su un’area già occupata da impianti ludico-sportivi, tra cui anche la vecchia pista, già censita negli strumenti urbanistici, non costituisce nuovo consumo di suolo.
• 46. I tempi per la realizzazione dei lavori sono compatibili con lo svolgimento dei giochi olimpici del 2026?
I tempi costituiscono un punto critico, ma ad oggi esistono ancora buone possibilità di realizzazione entro i termini utili qualora si rispetteranno da qui in avanti le programmazioni predisposte.
• 47. Per essere utile allo svolgimento dei giochi olimpici, entro quale data la nuova pista dovrà essere ultimata?
La nuova pista dovrà essere ultimata e consegnata entro novembre 2024, al fine di permettere alle federazioni sportive tutti i necessari accertamenti e collaudi, oltre agli allenamenti delle squadre.
• 48. Quali accorgimenti o tecniche si ipotizza di utilizzare al fine di mantenere i tempi compattati?
E’ stato innanzitutto già disposto dal Governo un commissario ed un sub-commissario al fine di seguire da vicino il procedimento realizzativo e ridurre al minimo i tempi amministrativi. Inoltre si stanno valutando accorgimenti di carattere tecnico al fine di ampliare le possibilità lavorative anche con turni lavorativi o con protezioni speciali lungo tutte le stagioni.
• 49. Il commissario permetterà di saltare alcune fasi amministrative previste dalla normativa?
Il commissario previsto dal Governo ha poteri esclusivamente di riduzione dei tempi, non di elusione di passaggi obbligati dalla norma. Soprattutto dovrà assicurare il rispetto delle regole assegnate e la trasparenza in qualsiasi momento.
• 50. Quanto costerà l’intervento di rifacimento della pista da bob “Eugenio Monti”?
L’intero intervento ad oggi è stimato in 61 milioni di euro, somma che comprende la demolizione e smaltimento dell’esistente obsoleta, rifacimento della nuova, con sistemazione delle aree ed opere di mitigazione e accessorie.
• 51. Oltre al costo di rifacimento della pista da bob, da cosa sono determinati i costi complessivi per la riqualificazione?
Nella somma complessiva computata sono ricompresi anche circa 5 milioni di euro per demolizione della pista attuale, smaltimento dei materiali di risulta e sistemazioni a verde e piantumazioni.
• 52. Sono ricomprese anche opere di connessione viaria e parcheggi?
Nella stima sommaria sono previste le connessioni alla viabilità esistente e sistemazione dei parcheggi di minima, poiché si prevede che l’accesso per il pubblico alla pista avvenga a piedi, con utilizzo dei parcheggi per l’intero nucleo abitato di Cortina che il Comune sta promuovendo.
• 53. Ma tutte le infrastrutture di supporto che saranno necessarie per la realizzazione dei giochi olimpici?
Tali infrastrutture avranno carattere provvisorio, saranno montate per l’occasione e quindi smontate, fornite come servizio dalla Fondazione Milano-Cortina.
• 54. La Regione con quale importo intende contribuire?
La Regione del Veneto, al fine di garantire la candidatura, ha previsto una posta considerevole nei propri bilanci, con l’intento di permettere l’avvio delle progettazioni senza indugio, per andare poi a recuperare importi sui finanziamenti statali nella misura possibile. Per la riqualificazione del bob è previsto il cofinanziamento con il Comune di Cortina e la Provincia di Belluno per un importo di 1,5 mil di euro a testa, della Regione del Veneto per 5 mil di euro, con la rimanenza recuperata (finanziaria dello Stato del 2021) o da recuperare con finanziamenti statali.
• 55. Quali finanziamenti statali in particolare sono già stati ottenuti per il bob?
Per la riqualificazione della pista da bob lo Stato ha già stanziato 24,5 mil di euro con decreto-legge n. 121/2021, convertito con modificazioni dalla legge n. 156/2021, e 17,5 mil di euro sono in fase di assegnazione da parte del Ministero del Turismo, a valere sullo stanziamento disposto con decreto legge n. 73/2021, convertito dalla legge n. 206/2021, sui quali la Giunta ha già espresso la necessaria intesa.
• 56. Potranno esserci finanziamenti del CIO o del CONI?
Nonostante alcune notizie imprecise di stampa, le infrastrutture sportive non sono mai finanziate dal CIO o dal CONI. Questi provvedono unicamente al finanziamento ed organizzazione degli eventi, mentre gli impianti sono a carico dello Stato e degli enti locali.
• 57. Verranno ridotti/occupati i campi da tennis oggi limitrofi alla vecchia pista da bob?
Il progetto ipotizzato non prevede l’eliminazione di alcun campo da tennis oggi presente.
• 58. Quali altre strutture esistenti verranno sacrificate?
Oggi oltre ai campi da Tennis sono presenti la palestra di roccia ed il parco giochi. Solo la progettazione più avanzata potrà essere precisa sulla soluzione assunta, ma l’obiettivo della Regione assegnato al progettista è quello di non eliminare alcuna di queste strutture per non sacrificarne nessuna.
• 59. Al fine dell’impianto del cantiere verrà disboscata completamente l’area oggi occupata dal vecchio impianto?
L’area oggi occupata dal vecchio impianto è piantumata con alberi che verranno salvaguardati il più possibile, prevedendo l’occupazione di aree per il cantiere non piantumate con essenze ad alto fusto. Sarà comunque necessario effettuare una manutenzione del bosco dell’area, da tempo non effettuata, e sono previste nuove piantumazioni a conclusione dei lavori.
• 60. La costruzione della nuova pista da bob comporterà l’abbattimento del bosco oggi presente sull’area comunale?
Le strutture che verranno realizzate seguiranno quanto più possibile il tracciato originale. Alcune modifiche saranno necessarie per adeguare la pista alle attuali normative e regolamenti, oltre che per adeguarla alla discesa del parabob, dello slittino e dello skeleton. Pertanto sarà necessario fare pulizia ed abbattere solamente alcuni alberi nati spontaneamente che interferiscono con la demolizione e la ricostruzione, assegnando l’obbligo di mantenere il maggior numero di esemplari. Da ricordare che l’ombreggiamento degli alberi è utile per ridurre l’esposizione al sole e l’elevazione delle temperature e pertanto il mantenimento dell’ombreggiamento sarà vantaggioso anche per l’impianto sportivo.
• 61. Quali essenze sono oggi presenti sull’area del bob?
L’area risulta piantumata in gran parte con larici ed a tratti con abeti, che potranno più utilmente essere integrati con altri abeti, che peraltro presentano caratteristiche più idonee anche per le maggiori capacità ombreggianti.
• 62. Quali discipline sportiva potranno essere ospitate nella pista da bob riqualificata?
La nuova pista sarà adeguata rispetto all’attuale per ospitare oltre alla disciplina del bob anche le discipline dello slittino e dello skeleton.
• 63. Quale caratteristica differenzierà questa nuova pista da quelle esistenti nel mondo?
La pista da bob riqualificata a Cortina sarà la prima pista da bob al mondo con caratteristiche per ospitare le paralimpiadi.
• 64. Quali saranno le caratteristiche tecniche principali qualificanti la nuova pista da bob?
La pista riqualificata da bob avrà impianti di raffreddamento all’avanguardia, maggiormente performanti, con utilizzo di materiali non pericolosi dal punto di vista ambientale (acqua glicolata), anche con recupero del calore per riutilizzo negli edifici limitrofi.
• 65. Che utilizzo verrà fatto della nuova pista da bob dopo le Olimpiadi?
E’ previsto l’ammortamento della struttura in 20 anni durante i quali, per i due mesi di novembre e dicembre, verrà usata per le gli allenamenti e le gare delle squadre agonistiche, negli altri mesi del periodo invernale ed estivo di affluenza turistica l’impianto verrà sfruttato oltre che per l’attività agonistica di livello nazionale e internazionale anche per il Taxi-bob, aperto al pubblico a pagamento come attrazione ludico-sportiva, così come molte altre strutture similari presenti nel mondo, anche al fine di far comprendere meglio ed avvicinare a questa disciplina una maggiore massa di persone.
• 66. In cosa consiste l’utilizzo per Taxi-bob della pista?
Consiste in un’attrazione adrenalinica che si rivolge ad un pubblico adulto per provare l’ebbrezza della discesa ad oltre 100 km/h, alla presenza di un pilota esperto che governa il bob, scivolando d’inverno su ghiaccio e d’estate su ruote gommate.
• 67. La gestione post olimpiadi della nuova pista da bob come verrà effettuata?
La gestione della nuova pista verrà assegnata ad una fondazione partecipata dai membri della Regione Dolomitica (Trento, Bolzano, Comune di Cortina e Regione del Veneto), che hanno già sottoscritto una nota di assunzione di impegno a contribuire all’eventuale ripiano dei bilanci degli esercizi finanziari.
• 68. Che cosa rimarrà dell’attuale pista storica?
Verrà chiesto ai progettisti di conservare i punti maggiormente significativi del percorso della pista, come testimonianza storica. Inoltre sarà ristrutturato il fabbricato dedicato alla stampa per alloggiare un museo dei reperti recuperati del periodo storico, con i trofei, le tute, i presidi di protezione e i bob, oltre a sistemi interattivi esplicativi di storia della disciplina sportiva in questione, come testimonianza degli splendori del tempo passato.
• 69. L’area attuale risulta bonificata?
La situazione dell’area attualmente è di abbandono con un’infrastruttura non presidiata, fatiscente, con impianti da smaltire come rifiuti pericolosi.
• 70. Qual è il rischio principale nella riqualificazione della pista da bob?
Il rischio principale risulta il tempo a disposizione per la realizzazione dell’opera, che deve essere tenuto strettamente sotto monitoraggio. Qualsiasi altra alternativa, come quella di portare le gare ad Innsbruck, sconterebbe il medesimo problema amplificato dal fatto che si dovrebbe partire dagli accordi amministrativi con un altro Stato.
