Alpini del settimo Reggimento, carabinieri e finanzieri dei comandi provinciali celebrano la ricorrenza della fine della Grande Guerra, in un fitto programma di cerimonie che hanno interessato la città di Belluno.
Belluno, 04 Novembre 2021. I militari del Settimo reggimento, carabinieri e finanzieri dei comandi provinciali celebrano quest’oggi, nel pieno rispetto delle norme di contenimento del Covid-19, in diversi luoghi del centro cittadino e nella cornice della caserma “Salsa”, il 103° anniversario delle Forze armate, ricorrenza con cui viene ricordata la vittoria e la fine della prima guerra mondiale il 4 novembre del 1918. Ai vari momenti solenni, ha presenziato il prefetto Mariano Savastano, il sindaco di Belluno Jacopo Massaro, oltre alle varie autorità militari, civili e religiose che, con la loro presenza, hanno onorato le Forze armate, a sugello dello stretto legame che intercorre con la popolazione bellunese.
I giorni appena trascorsi sono stati molto intensi e simbolici per il popolo bellunese che ha ricordato, in occasione dell’anniversario del 1° novembre, la ricorrenza per la Liberazione della città di Belluno. In mattinata odierna, si sono succedute diverse cerimonie nel centro cittadino, in particolare in piazza dei Martiri, viale Fantuzzi e nei pressi del Ponte degli alpini. Nell’ambito delle celebrazioni, oltre all’alzabandiera di rito, sono stati ricordati tutti i Caduti delle guerre del 1915/18 e 1940/45, con la deposizione di corone di alloro nei pressi dei monumenti simbolo del nostro passato.
A seguire, le autorità cittadine si sono spostate nella storica cornice della Caserma “Salsa”, luogo che ospita gli alpini del 7° Reggimento alpini, che è stata aperta al pubblico con uno spazio espositivo di mezzi e materiali in dotazione alle Forze Armate. Al suo interno, ha avuto luogo una cerimonia a ranghi ridotti, alla presenza delle associazioni combattentistiche e d’arma e dei Gonfaloni della città di Belluno, in cui è stata celebrata la ricorrenza del centenario del Milite Ignoto, a cui la Città di Belluno ha concesso la cittadinanza onoraria. Alla cerimonia hanno presenziato anche alcune scolaresche, a cui è stata donata la Bandiera nazionale, simbolo del nostro Paese.
L’ingente tributo di sangue pagato dal popolo bellunese e dal nostro Paese, oramai un secolo orsono, è e deve restare nella memoria delle generazioni presenti e future, affinché si continui a rendere merito ed onore a coloro che hanno dato la vita per il nostro Paese. Giovani incuranti e coraggiosi che, grazie al loro sacrificio, hanno contribuito fattivamente a costruire le basi del mondo nel quale viviamo oggi giorno.
Celebrazione del 4 novembre a Feltre
Si sono tenute stamane a Feltre le celebrazioni del 4 novembre, in occasione del Giorno dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate.
Il sindaco Paolo Perenzin si è recato dapprima al cimitero militare germanico in località San Paolo dove ha deposto una corona d’alloro, quindi – alla presenza delle Autorità militari e dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma – ha preso parte alla cerimonia commemorativa presso il monumento ai caduti di tutte le guerre. Il corteo si è quindi spostato all’interno del cimitero cittadino dove presso la cappella il parroco della concattedrale di Feltre, don Angelo Balcon, ha celebrato la santa messa. Al termine della stessa il sindaco ha tenuto un breve intervento nel quale ha sottolineato l’importanza del significato di questa giornata. “Ovunque noi siamo – ha detto tra l’altro il sindaco – dobbiamo cercare di lavorare per promuovere lo spirito di collaborazione e per tenere lontano invece lo spirito di oppressione. Nella nostra costituzione repubblicana – ha sottolineato ancora il sindaco Perenzin – viene fatto uno scatto avanti importante quando si dice che la difesa della patria è un dovere sacro di ogni cittadino e che però non dobbiamo più intendere la guerra come uno strumento di oppressione e di minaccia e che alle Forze Armate è dato il compito di mantenere la pace e la convivenza tra le persone. Un monito che avevano evidentemente lasciato ben chiaro ai nostri padri costituenti i trent’anni precedenti, iniziati con lo scoppio della prima guerra mondiale, e che ci impegna oggi, in autentico spirito di unità nazionale, a fare tutto quanto ci fa stare insieme.”
La cerimonia, alla quale hanno preso parte anche alcuni cittadini, si è conclusa con la deposizione delle corone al Sacrario Italiano e al Cimitero Austro-Ungarico.
